Dal 1° luglio 2026 scattano i nuovi limiti di reddito per l’Assegno per il nucleo familiare (ANF). L’INPS ha pubblicato le fasce reddituali aggiornate, che resteranno valide per un intero anno, determinando chi ha diritto alla prestazione e per quali importi. Questa misura di sostegno al reddito non è più rivolta a tutte le famiglie, a seguito dei recenti riordini normativi del welfare italiano, ma rappresenta ancora un pilastro fondamentale per una specifica platea di beneficiari. Vediamo qui sotto tutti i dettagli.
Cos’è e a chi spetta oggi l’Assegno per il nucleo familiare (ANF)
L’Assegno per il nucleo familiare è una prestazione economica erogata per sostenere le famiglie dei lavoratori dipendenti e dei pensionati. Tuttavia, dal 1° marzo 2022, il sistema è profondamente cambiato con l’introduzione dell’Assegno Unico e Universale. Oggi, le famiglie con figli a carico o orfani sono coperte esclusivamente dall’Assegno Unico, che garantisce un sostegno strutturato per i minori e i giovani fino a 21 anni. Di conseguenza, l’aggiornamento dei livelli di reddito per l’ANF non si applica a queste categorie. La prestazione rimane in vigore ed è riconosciuta solo per i nuclei composti da familiari diversi dai figli e dagli orfani. In particolare, ne hanno diritto le famiglie composte da:
- Coniugi
- Fratelli e sorelle
- Nipoti
Per percepire gli importi, questi familiari devono rientrare inoltre in specifici requisiti di legge e presentare un reddito complessivo inferiore alle soglie fissate annualmente dall’Istituto.
Come funziona la rivalutazione ISTAT per il 2026-2027
La normativa previdenziale prevede che i limiti di reddito necessari per ottenere il beneficio vengano aggiornati ogni anno, con decorrenza dal 1° luglio. La rivalutazione si basa sulla variazione dell’indice FOI ISTAT, ossia l’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, calcolato al netto dei tabacchi. Con la circolare n. 61 del 26 maggio 2026 – dove è possibile scaricare la tabella completa con tutti i limiti di reddito nuovi – l’INPS ha certificato una variazione positiva del +1,4% tra il 2024 e il 2025. Questo tasso è stato applicato alle soglie reddituali preesistenti per adeguarle all’inflazione. Il nuovo periodo di riferimento per questi valori parte quindi dal 1° luglio 2026 e si conclude il 30 giugno 2027. Va però sottolineato che l’aumento non modifica direttamente la quota fissa della prestazione, ma innalza i limiti di reddito: questo significa che una famiglia potrebbe rientrare in una fascia più favorevole e percepire un importo mensile leggermente superiore rispetto all’anno precedente.
Le nuove tabelle INPS e gli importi aggiornati
L’adeguamento dell’1,4% impatta direttamente sulle griglie di calcolo. In allegato alla circolare ufficiale, sono state pubblicate le nuove tabelle, necessarie per determinare l’esatto importo spettante in base alla composizione del nucleo e al reddito. Nello specifico, la rivalutazione interessa le tabelle 19, 20A, 20B, 21A, 21B, 21C e 21D. Queste griglie aggiornano:
- I limiti di reddito familiare per accedere alla misura
- Gli importi mensili spettanti
- I valori giornalieri, settimanali, quattordicinali e quindicinali, fondamentali per calcolare l’Assegno in caso di rapporti di lavoro frazionati.
Per i lavoratori interessati, è fondamentale consultare queste tabelle per verificare la propria posizione previdenziale, anche alla luce delle precedenti tabelle degli assegni familiari diffuse per l’anno passato. È possibile reperire la documentazione completa tramite il sito dell’ente o rivolgendosi ai canali di assistenza, come spiegato nella pagina dedicata sul portale ufficiale INPS.
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Come fare domanda e requisiti aggiornati
A partire dal 1° marzo 2022, l’Assegno per il Nucleo Familiare (ANF) è stato eliminato per i nuclei con figli e per gli orfanili, come previsto dal decreto legislativo n. 230 del 21 dicembre 2021 e confermato dalla circolare INPS n. 34 del 28 febbraio 2022.
Per quanto riguarda i requisiti attuali, il nucleo familiare deve includere:
- Il richiedente dell’assegno
- Il coniuge non separato legalmente né di fatto oppure il partner di unione civile non sciolta
- Eventuali fratelli, sorelle o nipoti in linea collaterale. Questi ultimi devono essere minorenni oppure maggiorenni inabili, orfani di entrambi i genitori e privi del diritto alla pensione ai superstiti.
Nel caso di cittadini extracomunitari, è possibile inserire nel nucleo anche familiari residenti in Italia oppure all’estero, purché il Paese di origine abbia stipulato una convenzione internazionale con l’Italia in materia di ANF o appartenga all’Unione Europea. È inoltre ammessa l’inclusione di familiari residenti in Paesi terzi se il richiedente possiede un permesso di soggiorno di lungo periodo o un permesso unico di lavoro, come chiarito dalla circolare INPS n. 95 del 2 agosto 2022.
Quanto alla domanda, deve essere presentata ogni anno per il periodo di riferimento. Eventuali variazioni relative al reddito o alla composizione del nucleo familiare devono essere comunicate entro 30 giorni. La richiesta si articola a seconda della categoria di appartenenza:
- Per i lavoratori dipendenti del settore privato non agricolo, dal 1° aprile 2019 la richiesta va inoltrata esclusivamente in modalità telematica all’INPS, tramite il servizio online dedicato o con l’assistenza dei patronati. Non è necessario presentare una nuova domanda o una variazione in caso di cambio di datore di lavoro, se la richiesta è ancora valida. Nei casi previsti, è obbligatorio presentare anche la domanda di Autorizzazione ANF.
- Per i lavoratori agricoli dipendenti a tempo indeterminato (OTI), la domanda va invece consegnata in forma cartacea al datore di lavoro utilizzando il modello ANF/DIP (SR16), allegando, se richiesto, il provvedimento di autorizzazione ANF (modello ANF 43).
- Nel caso di lavoratori di aziende cessate o fallite, l’assegno viene pagato direttamente dall’INPS. In queste situazioni, la domanda deve essere inviata online entro il termine di prescrizione di cinque anni, oppure tramite contact center (numero verde 803 164 da rete fissa o 06 164 164 da mobile) o ancora tramite patronato.
Infine, la richiesta di autorizzazione all’ANF (collaterale alla domanda vera e propria) deve essere presentata online con la documentazione necessaria solo in specifiche circostanze, come l’inserimento di particolari familiari nel nucleo (ad esempio figli di genitori separati, familiari residenti all’estero, fratelli, sorelle o nipoti) oppure per ottenere l’aumento dei livelli reddituali in presenza di determinate condizioni. Dal 1° marzo 2022, tale aumento può essere riconosciuto esclusivamente per familiari maggiorenni con inabilità totale e permanente al lavoro diversi dai figli, come il coniuge, fratelli, sorelle o nipoti.