Assegno Unico, ecco come ottenere 400 euro in più all’anno (se entrambi i genitori lavorano)

Redazione

9 Marzo 2026

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L’Assegno Unico Universale non è uguale per tutti. L’importo che ogni famiglia riceve ogni mese dipende infatti da una serie di variabili che vanno ben oltre la semplice quota base: esistono maggiorazioni specifiche che possono aumentare sensibilmente il beneficio, e che troppo spesso passano inosservate. Una di queste — riservata ai nuclei in cui entrambi i genitori lavorano — vale fino a 418,80 euro l’anno. Una cifra concreta, che vale la pena conoscere e non lasciare sul tavolo. Ecco tutti i dettagli.

Assegno Unico e maggiorazioni, cosa prevede la normativa

Il decreto legislativo 230 del 2021, che disciplina l’Assegno Unico, prevede una maggiorazione per i nuclei familiari in cui entrambi i genitori percepiscono un reddito da lavoro. Non è necessario che si tratti di un impiego a tempo pieno, né che si superi una determinata soglia di guadagno: l’unica condizione è che il reddito derivi da un’attività lavorativa concreta, che sia dipendente, autonoma o d’impresa. Restano invece esclusi da questa maggiorazione i sussidi di natura assistenziale. E qui entra in gioco uno degli aspetti più fraintesi dell’intera misura.

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Il caso NASpI: un equivoco che può costare caro

Molte famiglie ignorano come la NASpI — l’indennità di disoccupazione erogata dall’INPS — interagisca con l’Assegno Unico. Il punto è questo: la NASpI non blocca l’erogazione dell’Assegno, che continua ad arrivare regolarmente anche quando uno dei genitori è disoccupato. Il problema riguarda la maggiorazione.

La NASpI infatti è classificata come misura assistenziale temporanea, non come reddito da lavoro. Di conseguenza, un genitore che percepisce esclusivamente questa indennità non soddisfa il requisito previsto per ottenere l’incremento riservato alle coppie di lavoratori.

Il diritto all’incremento si riattiva però quando la NASpI termina, e il genitore avvia una nuova attività lavorativa. Da quel momento in poi, la famiglia torna a essere pienamente eligibile per la maggiorazione.

Quanto vale l’incremento

L’importo della maggiorazione AUU per coppie di lavoratori non è fisso, ma varia in base all’ISEE familiare secondo una scala progressiva:


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  • ISEE fino a 17.468,51 euro: incremento massimo di 34,90 euro al mese, pari a 418,80 euro annui
  • All’aumentare dell’ISEE la cifra si riduce gradualmente
  • Oltre 46.466,27 euro di ISEE la maggiorazione si azzera completamente.

Per le famiglie con redditi più contenuti, si tratta di un beneficio tutt’altro che trascurabile — quasi 420 euro in più ogni anno, che rischiano di svanire per mancanza di informazione o per dati non aggiornati presso l’INPS.

Come fare a non perdere la maggiorazione

Mantenere aggiornata la propria posizione previdenziale è il primo passo concreto da compiere. In particolare è necessario:

  • Rinnovare l’ISEE ogni volta che cambia la situazione lavorativa della famiglia: un indicatore obsoleto può portare al riconoscimento del solo importo minimo, tagliando fuori le maggiorazioni spettanti
  • Comunicare subito l’inizio di un nuovo lavoro: se il contratto non è ancora registrato negli archivi previdenziali, l’aumento potrebbe arrivare in ritardo o richiedere conguagli a posteriori
  • Controllare periodicamente la propria posizione tramite CAF, patronato o i servizi digitali dell’INPS, per verificare che tutti i dati siano corretti e aggiornati.

L’Assegno Unico si adatta alla situazione di ciascuna famiglia, ma lo fa solo se quella situazione è correttamente comunicata. Chi non aggiorna i propri dati finisce per ricevere meno di quanto gli spetta — e spesso non se ne accorge nemmeno.