Bonus bollette 2026, arrivano 90 euro ma si restringe la platea dei beneficiari

Redazione

13 Febbraio 2026

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Il decreto che il Governo si prepara a varare cambia in modo significativo lo scenario del bonus bollette rispetto a quanto previsto solo pochi mesi fa. L’idea iniziale era un bonus “universale” da 55 euro sulla bolletta elettrica per circa 4,5 milioni di famiglie vulnerabili, con ISEE fino a 15.000 euro (o fino a 20.000 euro per i nuclei con almeno quattro figli), che si sarebbe aggiunto al bonus sociale ordinario e avrebbe allargato la platea dei beneficiari. Con la nuova bozza del decreto, invece, il contributo principale sale a 90 euro ma viene ristretto ai soli titolari di bonus sociale, mentre per gli altri nuclei a reddito medio‑basso entra in gioco un meccanismo diverso, legato ai consumi del primo bimestre. Ecco tutti i dettagli.

Bonus bollette 2026, il nuovo contributo da 90 euro solo per chi ha il bonus sociale

Nel decreto Energia 2026, il bonus bollette da 55 euro era inizialmente concepito come un sussidio annuo straordinario sulle bollette elettriche, finanziato con circa 250 milioni di euro e destinato alle famiglie con ISEE fino a 15.000 euro o fino a 20.000 euro con almeno quattro figli. Questa impostazione consentiva di includere non solo chi già percepisce il bonus sociale (ISEE fino a 9.530 euro, o 20.000 euro con quattro figli), ma anche quella fascia “intermedia” di famiglie con ISEE tra 9.530 e 15.000 euro che oggi resta spesso scoperta.

La nuova bozza di decreto bollette ribalta però questa logica: il contributo centrale diventa un bonus straordinario di 90 euro per il 2026, ma limitato ai soli titolari di bonus sociale elettrico, con un plafond di spesa di 315 milioni di euro. In pratica il sostegno cresce per le famiglie più povere (che già accedono al bonus sociale), ma scompare il piccolo aiuto da 55 euro per chi ha un ISEE tra 9.530 e 15.000 euro e non rientra nelle soglie del bonus sociale. La platea quindi si restringe, mentre l’importo unitario aumenta.

L’aiuto per chi ha ISEE fino a 25.000 euro

Per le famiglie che non hanno il bonus sociale, ma hanno un ISEE entro 25.000 euro, il decreto prevede comunque un contributo diverso, legato al costo della materia prima energia nel primo bimestre dell’anno. In sostanza, i venditori di energia potranno riconoscere un contributo pari alla componente “Prezzo Energia” applicata ai consumi del primo bimestre (o del primo bimestre di fornitura per chi attiva più tardi), purché i consumi del periodo non superino 0,5 MWh e quelli dei dodici mesi precedenti non superino 3 MWh.

Questa misura, valida per il 2026 e il 2027, è quindi più selettiva e premia chi ha consumi contenuti. Allo stesso tempo, però, non garantisce a tutti la stessa cifra: l’ammontare concreto dello sconto dipenderà infatti dal prezzo applicato e dai consumi effettivi nel bimestre invernale. Rispetto al bonus piatto da 55 euro, si passa quindi a un aiuto più mirato ma meno immediato da comunicare e da stimare in anticipo per le famiglie.

Cosa cambia davvero per le famiglie nel 2026

Per chi oggi prende il bonus sociale, il 2026 potrebbe essere leggermente più favorevole: resta lo sconto ordinario in bolletta e si aggiunge un contributo extra di 90 euro, erogato tramite delibera ARERA entro il limite di 315 milioni di euro. Per chi ha un ISEE tra 9.530 e 15.000 euro (e non rientra nei casi di famiglie numerose con quattro figli), invece, la prospettiva peggiora notevolmente. Il bonus da 55 euro “aggiuntivo” rischia di sparire, sostituito da un contributo diverso che riguarda solo chi ha ISEE fino a 25.000 euro ma con vincoli stringenti di consumo e modalità di calcolo più complesse.


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Dal punto di vista politico, l’impostazione del nuovo decreto sposta risorse verso gli utenti più fragili, concentrando l’aiuto su una platea più ristretta ma con importo più alto, e allo stesso tempo introduce strumenti per attenuare il caro energia sulle imprese energivore, attraverso aste del gas a prezzo mediato e l’utilizzo dei proventi del gas stoccato per ridurre i costi di trasporto e distribuzione. In questo quadro, il “vecchio” bonus da 55 euro rappresentava un segnale di attenzione anche al ceto medio‑basso, mentre il nuovo assetto punta maggiormente su misure selettive e su interventi strutturali sul mercato dell’energia, lasciando però scoperte alcune fasce di famiglie che faticano ad arrivare a fine mese. Difficile quindi vedere la nuova misura come un vero passo in avanti per chi oggi è oberato dai prezzi delle bollette.