Nel panorama dei trasporti italiani, dove il passaggio all’auto elettrica procede a rilento e i prezzi dei carburanti tradizionali restano elevati, il governo ha deciso di scommettere su una soluzione già consolidata: il GPL. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha infatti annunciato uno stanziamento di 21 milioni di euro distribuito nell’arco di cinque anni, destinato a incentivare la conversione delle auto a benzina già in circolazione verso la doppia alimentazione benzina-GPL. Una scelta che punta a offrire un’alternativa concreta a chi, per ragioni economiche o pratiche, non è ancora pronto a passare all’elettrico. Ecco tutti i particolari.
Cos’è il bonus conversione GPL e come funziona
Il bonus conversione GPL non è un incentivo per comprare un’auto nuova, ma un contributo economico pensato per chi vuole installare un impianto GPL su un veicolo già immatricolato e alimentato a benzina. In pratica, consente di trasformare la propria auto in un veicolo a doppia alimentazione, riducendo i consumi e le emissioni rispetto alla sola benzina, allungando la vita utile del mezzo e abbattendo in questo modo i costi di gestione quotidiana. Il contributo viene generalmente applicato come sconto diretto al momento dell’installazione dell’impianto presso le officine autorizzate.
Quanto vale il contributo e quante auto potrebbe coinvolgere
Guardando ai precedenti incentivi dello stesso tipo, il bonus potrebbe attestarsi intorno ai 400 euro per veicolo. Con uno stanziamento complessivo di 21 milioni di euro in cinque anni, le risorse disponibili consentirebbero la conversione di oltre 52.000 automobili. Si tratta di cifre ribadite anche nell’ambito dell’ultimo incontro del “tavolo automotive” presso il Ministero delle Imprese, dove le risorse sono state descritte come già definite e non soggette a ulteriori rinegoziazioni.
Quali auto potranno accedere all’incentivo
Il perimetro delle auto ammissibili non è ancora stato definito ufficialmente. Assogasliquidi, l’associazione di settore, ha tuttavia proposto di estendere l’incentivo a tutti i veicoli a benzina compresi tra Euro 3 ed Euro 6, una platea che in Italia conta quasi 12,8 milioni di automobili circolanti. Se il governo dovesse accogliere questa proposta, il potenziale impatto della misura sarebbe molto ampio. Al momento, tuttavia, non è ancora stato chiarito quali saranno i criteri definitivi di accesso né se questa fascia sarà effettivamente inclusa.
Perché si punta sul GPL e non sul metano
Nonostante gli annunci parlino genericamente di incentivi al “gas”, è ormai evidente che le risorse saranno destinate quasi esclusivamente al GPL. Il metano per autotrazione è infatti in netto declino: nel 2025, le nuove immatricolazioni di auto a metano sono state limitatissime, dopo essere già crollate a poco più di mille unità nel 2024. Il GPL racconta invece una storia completamente diversa.
In Italia circolano attualmente circa 3 milioni di veicoli alimentati a GPL, sostenuti da una rete capillare di oltre 4.600 stazioni di servizio distribuite su tutto il territorio nazionale. A fine 2024 le immatricolazioni di auto a GPL hanno raggiunto il 9,2% del mercato complessivo, quota solo di poco inferiore a quella del diesel. Numeri che confermano come il GPL non sia affatto una tecnologia in via di estinzione, ma una scelta ancora molto diffusa e radicata nelle abitudini degli automobilisti italiani. Per questo motivo, il contributo GPL in arrivo potrebbe rappresentare davvero un’opportunità ghiotta per milioni di cittadini.
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