Bonus latte 2026: come funziona il contributo regionale per le famiglie a basso reddito

Redazione

31 Dicembre 2025

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Il Bonus latte è un sostegno economico pensato per aiutare le famiglie con bambini molto piccoli a sostenere il costo del latte in formula, quando l’allattamento al seno non è possibile (o non sufficiente per motivi di salute certificati dal medico). Si tratta di una misura regionale, attiva sul territorio della Campania, che si affianca alle politiche nazionali di tutela della maternità e dell’infanzia. Ecco in dettaglio come funziona.

Come funziona il Bonus latte 2026

Il contributo denominato “Bonus latte” serve a coprire una parte della spesa sostenuta per l’acquisto del latte in formula nei primi mesi di vita del figlio, fino a un massimo di 400 euro annui per neonato. L’importo varia in base alla condizione economica del nucleo familiare, e può essere riconosciuto fino ai 6 mesi di età del bambino.

Per accedere al bonus è indispensabile una certificazione medica che attesti l’impossibilità (totale o parziale) di allattare al seno, ad esempio per patologie materne, terapie incompatibili con l’allattamento o particolari condizioni del bambino. Il beneficio è pensato per i soli casi in cui il latte artificiale non è una scelta, ma una necessità.

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Requisiti economici e documentazione

La misura è rivolta alle famiglie con ISEE entro una soglia definita dalla Regione Campania e riportata negli avvisi delle singole ASL. Per questo è fondamentale possedere un ISEE aggiornato, ottenuto tramite DSU presso INPS o CAF, o affidandosi al nostro servizio rapido ISEE Express.

Possono accedere al beneficio le madri residenti o domiciliate nel territorio regionale con:

  • Neonato di età inferiore o uguale a 6 mesi
  • ISEE ordinario non superiore a 30.000 euro
  • Certificazione medica specialistica attestante una condizione patologica che renda impossibile o controindicata la lattazione naturale.

Come presentare la domanda

Per ottenere il bonus latte, la madre o il genitore richiedente devono presentare al Distretto sanitario competente per residenza l’apposita domanda di ammissione al contributo, allegando tutta la documentazione richiesta. In particolare occorrono:


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  • Certificazione medica specialistica che attesti la controindicazione all’allattamento al seno, rilasciata secondo le indicazioni dell’art. 4 del D.M. 31 agosto 2021
  • Attestazione o autocertificazione di ISEE ordinario non superiore a 30.000 euro
  • Dichiarazione sostitutiva di atto notorio
  • Eventuale certificato di morte della madre, se ricorre il caso
  • Copia di un documento di identità valido del dichiarante.

Successivamente, la Direzione sanitaria del Distretto controllerà che la documentazione sia completa, e che tutti i requisiti previsti dal D.M. 31/08/2021 risultino soddisfatti, prima di procedere al riconoscimento del contributo. Una volta approvata la richiesta, il contributo potrà essere erogato:

  • Tramite rimborso delle spese sostenute, su IBAN indicato nella domanda
  • Sotto forma di buoni o codici da utilizzare in farmacia o in esercizi convenzionati per l’acquisto del latte di formula.

Perché è una misura importante

Il costo del latte artificiale può pesare molto sul bilancio familiare, soprattutto nei primi mesi, quando i consumi sono elevati. Il Bonus latte aiuta quindi a garantire un’alimentazione adeguata ai neonati nei casi in cui l’allattamento al seno non sia possibile, alleggerendo le spese delle famiglie più fragili e riducendo le disuguaglianze di accesso a un bene essenziale.