Bonus mamme lavoratrici 2026: requisiti, novità e come richiederlo

Redazione

5 Agosto 2026

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Il bonus mamme lavoratrici del 2026 introduce importanti cambiamenti rispetto alla versione del 2025, soprattutto per le madri con due figli. Le novità sono state introdotte con la Legge di Bilancio 2026. La misura del bonus varia in base al numero di figli. Le madri con due figli hanno beneficiato di un bonus con delle limitazioni, mentre quelle con tre o più figli godono di agevolazioni più estese e durature.

Requisiti e agevolazioni per le mamme con due figli

Nel 2025, la legge di bilancio prevedeva un esonero contributivo parziale per le madri con due figli. L’agevolazione consisteva in un esonero parziale della quota contributiva a carico della lavoratrice madre.

Con la legge di bilancio 2026, il bonus per le lavoratrici madri di due figli viene modificato e ampliato. A partire dal 2026, le madri con due figli possono beneficiare di un bonus mensile di 60 euro, per un massimo di 720 euro annui, erogati in un’unica soluzione a dicembre 2026. Ecco le principali caratteristiche del bonus:

  • Tipologia di contratto: l’agevolazione è estesa a diverse tipologie di contratto. Dal 2026, sono incluse sia le lavoratrici a tempo indeterminato che le madri con contratti a tempo determinato e le lavoratrici autonome iscritte alle gestioni previdenziali obbligatorie, incluse le casse professionali e la gestione separata INPS (escluse le lavoratrici con regime forfettario che non versano contributi INPS) possono accedere al bonus. Sono escluse le lavoratrici domestiche
  • Requisiti di reddito: per accedere al bonus, il reddito annuo della lavoratrice non deve superare i 40.000 euro
  • Durata: l’agevolazione si applica fino al compimento del decimo anno di età del figlio più piccolo
  • Erogazione: In un’unica soluzione a dicembre 2026. La domanda deve essere presentata telematicamente all’INPS a partire dal 1° gennaio 2026
  • Cumulabilità: Cumulabile con l’Assegno Unico e le detrazioni fiscali per figli a carico. Non è cumulabile con l’esonero contributivo previsto per le madri con tre o più figli a tempo indeterminato.

Questa modifica amplia significativamente la platea dei beneficiari, consentendo anche alle lavoratrici precarie o autonome di usufruire del bonus.

Requisiti e agevolazioni per le mamme con tre o più figli

Per le madri con tre o più figli, l’agevolazione rimane più consistente e di più lunga durata. Anche nel 2026, queste lavoratrici continuano a beneficiare del bonus fino al compimento del diciottesimo anno di età del figlio più piccolo. Questo beneficio si applica sia alle lavoratrici a tempo indeterminato che a quelle a tempo determinato e autonome, come previsto per le madri di due figli. L’aiuto si aggiunge agli altri bonus figli disponibili per il 2026.

Come cambia la decontribuzione per le mamme con due figli tra il 2025 e il 2026?

Nel 2025, le madri con due figli godevano di un esonero parziale dei contributi.


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Con l’introduzione della nuova norma nel 2026, il bonus per le madri di due figli diventa un bonus mensile di 60 euro con un campo di applicazione più ampio. Infatti, l’agevolazione si applica anche alle lavoratrici a tempo determinato e alle autonome, con l’aggiunta del limite reddituale di 40.000 euro . Questo cambiamento apre la misura a una fascia più estesa di lavoratrici, soprattutto quelle con contratti meno stabili o autonome, che prima non potevano beneficiarne.

Come richiedere il bonus mamme lavoratrici 2026?

Per accedere al bonus 2026, le lavoratrici devono presentare domanda telematica all’INPS a partire dal 1° gennaio 2026 e:

  1. Comunicare all’INPS il numero e i codici fiscali dei figli
  2. Dimostrare di avere un reddito annuo inferiore a 40.000 euro, nel caso delle lavoratrici con due figli
  3. L’INPS fornirà ulteriori indicazioni attraverso un’apposita piattaforma online.

Il bonus mamme lavoratrici 2026 rappresenta una misura di ampio respiro, che offre alle madri con due o più figli un importante sostegno per il bilancio familiare. Se per le madri con due figli il bonus è stato ridimensionato rispetto al 2025 (con l’introduzione di un limite di reddito), la platea delle lavoratrici beneficiarie è ora molto più ampia, includendo anche le lavoratrici autonome e quelle con contratti a tempo determinato. Per le mamme con tre o più figli , invece, l’agevolazione rimane sostanzialmente invariata e continua a garantire un bonus fino al raggiungimento della maggiore età del figlio più piccolo.

Come presentare la domanda integrativa

A inizio 2026, l’INPS aveva specificato con il messaggio n. 147 del 15 gennaio 2026 la possibilità per le lavoratrici madri che avevano già presentato domanda di integrarla e recuperare eventuali mensilità non richieste in precedenza. Le suddette lavoratrici avevano tempo fino al 31 gennaio 2026 per chiedere l’integrazione, attraverso il servizio è disponibile sul sito INPS seguendo questo percorso: “Sostegni, Sussidi e Indennità” > “Esplora Sostegni, Sussidi e Indennità” > “Per genitori” > “Vedi tutti i servizi” > “Nuovo Bonus mamme”. Una simile procedura potrebbe essere riattivata a inizio 2027.

Come fare domanda di riesame per il bonus

L’INPS ha introdotto inoltre, come spiegato nel messaggio del 2 aprile 2026, la funzione “Chiedi riesame” per consentire alle lavoratrici che hanno presentato domanda per il nuovo Bonus mamme di contestare un esito negativo o parzialmente favorevole. La richiesta può essere inviata:

  • Per una domanda in stato “Respinta”, nel qual caso il riesame riguarda l’intera pratica,
  • Per una domanda in stato “Accolta”, “Erogazione in corso” o “Conclusa“, ma solo con riferimento ai mesi per i quali il bonus non è stato riconosciuto.

Attraverso questa procedura è possibile correggere eventuali errori, integrare o modificare i dati già inseriti, aggiungere nuovi rapporti di lavoro e allegare documentazione a supporto, oltre a segnalare eventuali inesattezze nei dati anagrafici dei figli indicati nella domanda. Il riesame deve essere presentato entro 30 giorni dalla comunicazione dell’esito della domanda oppure, se successiva, dalla data di pubblicazione del messaggio INPS del 2 aprile 2026.