Cambiare la ringhiera non è solo una questione estetica: significa anche mettere in sicurezza balconi, terrazzi e scale, riducendo il rischio di cadute e incidenti in casa. Nel 2026 questo intervento può diventare molto più conveniente grazie al Bonus ristrutturazioni, che permette di recuperare una parte importante della spesa sostenuta per sostituire parapetti vecchi, arrugginiti o non più a norma. Ecco come funziona.
Bonus ringhiere 2026, cos’è e perché conviene
Anche se non esiste un vero e proprio Bonus ringhiere, la sostituzione delle ringhiere rientra comunque tra gli interventi agevolati dal Bonus ristrutturazioni, confermato anche per il 2026. Parliamo di una detrazione Irpef collegata ai lavori di manutenzione straordinaria e recupero edilizio su abitazioni e parti comuni condominiali, pensata proprio per incentivare interventi che migliorino la sicurezza degli edifici. Rifare le ringhiere può quindi significare non solo vivere più tranquilli, ma anche dimezzare di fatto il peso economico dei lavori.
Quando la ringhiera dà diritto al bonus
Non tutte le operazioni sulle ringhiere sono agevolabili. Sono ammessi:
- Interventi di sostituzione completi o che modificano struttura, materiali o caratteristiche di sicurezza (manutenzione straordinaria)
- Lavori su ringhiere che fanno parte delle parti comuni di un condominio (es. balconi aggettanti, parapetti delle scale condominiali). In questo caso, la detrazione spetta a ciascun condomino in base alla quota millesimale.
Non danno invece diritto al bonus le semplici riparazioni o la sostituzione di piccoli elementi senza modifiche funzionali (manutenzione ordinaria su singole unità).
Quanto si risparmia: aliquote e tetti di spesa
Il Bonus ristrutturazioni consente di detrarre dall’Irpef il 50% delle spese sostenute per gli interventi, fino a un massimo di 96.000 euro per unità immobiliare. In pratica:
- Spesa massima agevolata: 96.000 euro
- Detrazione massima: 48.000 euro (50% del totale)
- Recupero in 10 quote annuali di pari importo.
Esempio: se per sostituire la ringhiera spendi 5.000 euro, potrai detrarre complessivamente 2.500 euro, pari a 250 euro l’anno per 10 anni. La detrazione agisce come rimborso Irpef: riduce l’imposta dovuta, con recupero tramite busta paga (per i dipendenti) o con accredito da parte dell’Agenzia delle Entrate per chi ha diritto al rimborso.
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Attenzione però alle aliquote. Per la prima casa è infatti applicabile l’aliquota piena del 50%, mentre per seconde e terze abitazioni la detrazione scende al 36%, sempre con tetto di 96.000 euro di spesa. L’agevolazione, inoltre, riguarda soltanto i lavori effettuati tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2026.
Come pagare i lavori per non perdere il bonus
Per usufruire della detrazione è fondamentale che i pagamenti siano tracciabili e fatti con il cosiddetto bonifico “parlante” bancario o postale. Nel bonifico devono comparire:
- La causale, con riferimento all’articolo 16-bis del Dpr 917/1986
- Codice fiscale di chi beneficia della detrazione
- Codice fiscale o partita IVA dell’impresa che riceve il pagamento
- Numero e data della fattura collegata.
Non sono ammessi invece ai fini del bonus:
- Pagamenti in contanti
- Assegni
- Carte di credito, bancomat o carte prepagate senza bonifico parlante dedicato.
Chi può richiedere il Bonus ringhiere
Possono accedere alla detrazione:
- Il proprietario dell’immobile
- Il titolare di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione)
- Il titolare della nuda proprietà
- Il familiare convivente (coniuge, parte di unione civile, parenti entro il terzo grado, affini entro il secondo) che sostiene la spesa
- Il coniuge separato assegnatario dell’immobile intestato all’altro coniuge
- Il convivente more uxorio, non proprietario ma residente nell’immobile oggetto degli interventi.
In tutti i casi, chi richiede la detrazione deve poter dimostrare sia la spesa sostenuta (fatture, bonifici), che il titolo che giustifica l’utilizzo dell’immobile. Rifare le ringhiere nel 2026, insomma, significa mettere in sicurezza la casa sfruttando uno degli ultimi anni con condizioni particolarmente vantaggiose per il Bonus ristrutturazioni.