Nel mondo iper-connesso in cui viviamo, possedere uno smartphone di ultima generazione, un tablet o un computer efficiente non è più un semplice lusso o un vezzo tecnologico. Per le persone con disabilità, questi dispositivi rappresentano veri e propri strumenti di libertà: permettono di comunicare, lavorare, studiare e gestire la propria casa in autonomia.
Lo Stato italiano riconosce questo valore sociale e, attraverso la Legge 104, mette a disposizione un sistema di agevolazioni fiscali strutturali. Spesso impropriamente chiamato “Bonus Smartphone”, non si tratta di un incentivo temporaneo, ma di un diritto consolidato che permette di abbattere i costi d’acquisto in modo significativo.
In cosa consistono i benefici fiscali?
Il risparmio garantito ai percettori della Legge 104 si muove su due binari paralleli che, sommati, offrono un supporto economico concreto:
- L’IVA agevolata al 4%: invece di pagare l’aliquota ordinaria del 22%, chi ne ha diritto può acquistare il dispositivo con l’IVA ridotta al 4%. Questo si traduce in uno sconto immediato sul prezzo di listino di circa il 15-18% al momento del pagamento in cassa;
- La detrazione IRPEF del 19%: oltre allo sconto sull’IVA, è possibile portare in detrazione il 19% della spesa totale nella dichiarazione dei redditi. Questo significa che, l’anno successivo all’acquisto, una parte di quanto speso tornerà effettivamente nelle tasche del contribuente sotto forma di rimborso fiscale o minore imposta da pagare.
Quali dispositivi si possono acquistare nel 2026?
La normativa è diventata nel tempo sempre più inclusiva, adattandosi all’evoluzione tecnologica. Non ci si limita più al solo “cellulare”, ma si abbraccia tutto ciò che rientra nella definizione di sussidio tecnico e informatico.
Oggi è possibile beneficiare delle agevolazioni per:
- Smartphone e Tablet: essenziali per la sintesi vocale, il controllo remoto e la comunicazione facilitata;
- Computer e Periferiche: notebook, PC desktop, ma anche tastiere adattate o mouse ergonomici;
- Domotica Avanzata: sistemi per il controllo vocale delle luci, del riscaldamento o delle serrature, che migliorano l’autonomia domestica;
- Dispositivi di ausilio alla lettura: E-reader e scanner per la digitalizzazione di testi;
- Software specifici: programmi di videoscrittura, correttori ortografici o sistemi di puntamento oculare.
Il principio cardine è il collegamento funzionale: il dispositivo deve essere utile a facilitare l’autosufficienza o l’integrazione di chi ha una menomazione permanente (motoria, visiva, uditiva o del linguaggio).
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I requisiti e la documentazione: cosa è cambiato
Per accedere a queste agevolazioni nel 2026, la procedura è stata snellita per ridurre il carico burocratico sulle famiglie. Ecco i documenti fondamentali da tenere pronti:
- Il Verbale di Invalidità: rilasciato dalla Commissione Medica Integrata (ASL/INPS). Se il verbale è recente e riporta già il riferimento alla “disabilità funzionale” e al diritto alle agevolazioni fiscali (art. 4 del D.L. 5/2012), non sono necessari ulteriori certificati medici;
- La Disability Card (EUCard): ormai pienamente a regime nel 2026, questa carta europea è spesso sufficiente per attestare lo status di invalidità presso molti rivenditori convenzionati, rendendo la procedura più veloce;
- Il Certificato del Medico Curante: se il verbale INPS non specifica il nesso tra la patologia e il dispositivo, basterà un semplice certificato del medico di base che attesti come quel prodotto (es. un tablet) possa aiutare la persona nelle sue attività quotidiane.
Come procedere concretamente all’acquisto
Acquisti in Negozio
Basta recarsi presso il punto vendita con la documentazione sopra citata. Il venditore è tenuto a emettere una fattura con IVA al 4%. È consigliabile informarsi preventivamente, poiché alcuni piccoli punti vendita potrebbero richiedere qualche giorno per gestire la procedura amministrativa.
Acquisti Online (e-commerce)
Le piattaforme digitali (come Amazon o i grandi portali di elettronica) hanno creato canali dedicati. Solitamente si procede all’acquisto con IVA standard e, una volta ricevuto il prodotto, si invia la documentazione via portale o email per ricevere il rimborso della differenza IVA direttamente sul metodo di pagamento utilizzato.
La tracciabilità: un dettaglio fondamentale
Per non perdere la detrazione del 19% in sede di dichiarazione dei redditi, è imperativo che il pagamento avvenga con metodi tracciabili: bonifico, carta di credito o debito. I pagamenti in contanti, pur essendo validi per la garanzia del prodotto, non permettono di ottenere il rimborso fiscale dello Stato.
Le agevolazioni per la tecnologia si affiancano ad altri strumenti, come il Bonus Elettrico per disagio fisico (per chi utilizza macchinari elettromedicali). È importante vedere questi benefici non come contributi isolati, ma come un ecosistema di supporti volti a garantire la massima qualità della vita possibile.
Resta fondamentale conservare fattura e certificazioni per almeno 5 anni, in modo da essere pronti per eventuali controlli dell’Agenzia delle Entrate.