Importanti novità in arrivo per il mondo del lavoro autonomo e dei collaboratori precari. Con una svolta interpretativa attesa da tempo, l’INPS ha deciso di semplificare l’accesso agli ammortizzatori sociali, eliminando un intoppo burocratico che negli ultimi anni aveva causato il rigetto di migliaia di domande. Al centro della questione ci sono l’ISCRO (l’indennità per i liberi professionisti) e la DIS-COLL (la disoccupazione per i collaboratori).
Fino ad oggi, molti lavoratori si vedevano negare il sussidio nonostante avessero regolarmente pagato i contributi. Il problema nasceva dalla mancata iscrizione formale alla Gestione Separata, un atto che la legge non considera automatico nemmeno dopo il versamento delle somme o la dichiarazione dei redditi. Con il recente messaggio n. 1129 del 31 marzo 2026, l’Istituto ha tuttavia stabilito che la sostanza prevale sulla forma: se i contributi sono presenti, l’indennità deve essere pagata. Vediamo qui sotto tutti i dettagli.
ISCRO e DIS-COLL, il superamento del blocco burocratico
La nuova linea dell’Istituto garantisce che una semplice carenza formale non comprometta più i diritti dei lavoratori che hanno adempiuto ai propri obblighi contributivi. In passato, liberi professionisti, dottorandi e co.co.co. subivano il rifiuto dell’istruttoria semplicemente perché non avevano inviato telematicamente la domanda di iscrizione alla gestione specifica, pur avendo alimentato le casse dell’ente per anni.
Secondo le nuove disposizioni:
- La mancata formalizzazione dell’iscrizione non rappresenta più un impedimento per ottenere le indennità.
- La condizione essenziale rimane il corretto versamento dei contributi previdenziali.
Resta comunque l’obbligo per il lavoratore di regolarizzare la propria posizione in un secondo momento, per una copertura previdenziale completa.
ISCRO 2026: i requisiti per i liberi professionisti
L’ISCRO è l’ammortizzatore sociale dedicato ai professionisti con partita IVA iscritti in via esclusiva alla Gestione Separata, ovvero coloro che non appartengono a casse professionali specifiche (come quelle di avvocati o architetti). Per il 2026, la domanda può essere presentata entro il 31 ottobre, rispettando i seguenti parametri:
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- Calo del reddito: il reddito da lavoro autonomo del 2025 deve essere inferiore al 70% della media dei redditi del biennio 2023-2024.
- Tetto massimo di reddito: non aver superato i 12.750 euro nell’anno precedente la domanda.
- Anzianità di partita IVA: la posizione deve essere attiva da almeno tre anni.
- Esclusioni: il richiedente non deve essere titolare di trattamenti pensionistici diretti né dell’Assegno di Inclusione (ADI).
DIS-COLL: le regole per collaboratori e dottorandi
La DIS-COLL è invece l’indennità di disoccupazione rivolta a collaboratori coordinati e continuativi (anche a progetto), assegnisti di ricerca e dottorandi di ricerca con borsa di studio. Anche per questa prestazione, il messaggio INPS 1129/2026 conferma che l’assenza di iscrizione formale non blocca il pagamento se i versamenti sono regolari.
La prestazione spetta a chi ha perso involontariamente l’occupazione e presenta:
- Lo stato di disoccupazione al momento della domanda.
- Almeno un mese di contribuzione accreditata nel periodo che va dal 1° gennaio dell’anno precedente la cessazione fino al giorno dell’evento.
La durata dell’indennità è pari alla metà dei mesi lavorati, fino a un massimo di 12 mesi. Sono però esclusi dal beneficio gli amministratori, i sindaci e i revisori di società o associazioni.
Impatto pratico e consigli dell’INPS
Questa modifica procedurale sblocca l’erogazione di sussidi vitali per migliaia di lavoratori autonomi e precari, garantendo tutele più rapide ed evitando i lunghi contenziosi legati a errori formali. L’impatto è significativo soprattutto per le categorie più giovani, come i ricercatori e i neoprofessionisti, spesso meno esperti nelle procedure burocratiche di iscrizione.
Nonostante l’apertura, però, l’INPS raccomanda vivamente di provvedere alla formalizzazione dell’iscrizione il prima possibile. Questo passaggio resta fondamentale non solo per fluidificare i futuri rapporti con l’ente, ma anche per garantire una corretta maturazione dei diritti pensionistici. Per approfondire le modalità di regolarizzazione, è sempre possibile consultare la sezione dedicata sul portale dell’INPS o verificare i termini generali degli ammortizzatori sociali sul sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.