Le ultime lavorazioni straordinarie sull’Assegno di Inclusione hanno riacceso le preoccupazioni di molti beneficiari, soprattutto tra chi ha presentato domanda di rinnovo a gennaio 2026. In diversi casi, infatti, le pratiche che inizialmente risultavano respinte sono rientrate nel flusso di ieri, mentre altre posizioni hanno ricevuto un nuovo esito, spesso negativo, per via del superamento delle soglie previste. Vediamo qui sotto che cosa è successo in dettaglio.
Lavorazioni ADI straordinarie, cos’è successo il 16 febbraio
Il nodo principale riguarda le domande di rinnovo presentate nello stesso mese in cui terminava la precedente prestazione. Un esempio tipico è quello di chi ha inviato la nuova domanda a gennaio, proprio mentre gennaio risultava come ultima mensilità del vecchio ciclo di ADI: queste posizioni, in teoria, avrebbero dovuto essere lavorate con le lavorazioni ordinarie di metà febbraio, ma così non è stato per tutti.
In linea generale, l’INPS gestisce le lavorazioni dell’Assegno di Inclusione seguendo un calendario mensile piuttosto rigido, con date fissate per i primi pagamenti e per i rinnovi. Quando però una domanda di rinnovo viene presentata nello stesso mese in cui si chiude il precedente periodo di fruizione, il sistema dovrebbe comunque agganciare automaticamente la nuova pratica alle lavorazioni ordinarie.
Nelle lavorazioni dei giorni scorsi, invece, molte domande di questo tipo sono risultate respinte, spesso con motivazioni legate alla tempistica del rinnovo. Proprio queste pratiche sono finite ora nelle lavorazioni straordinarie, con esiti in parte corretti e in parte ancora problematici, lasciando diversi nuclei familiari nell’incertezza sul mese di pagamento.
Non solo rinnovi: ecco chi ha recuperato la lavorazione
Le lavorazioni straordinarie non hanno riguardato però solo i rinnovi presentati nel mese di chiusura della precedente domanda. Nello stesso flusso, infatti, sono confluite anche le posizioni di chi, nei giorni precedenti, non aveva visto partire alcuna lavorazione, pur avendo una domanda formalmente in regola.
Per questa seconda categoria, la lavorazione è finalmente arrivata, ma non sempre con un esito favorevole. In molti casi, infatti, la risposta è stata una nuova “Respinta”, spesso motivata da valori sopra soglia, che possono riguardare l’ISEE o altri parametri economici e patrimoniali richiesti per l’accesso all’Assegno di Inclusione.
Scarica la nostra app e risparmia con i bonus attivi in Italia:
Domande respinte per valori sopra soglia
Come detto, uno degli aspetti emersi con forza nelle ultime lavorazioni è l’elevato numero di domande respinte per superamento delle soglie previste. Questo accade soprattutto quando il nuovo ISEE aggiornato, o i dati reddituali e patrimoniali comunicati, non rientrano più nei limiti stabiliti dalla normativa per continuare a percepire l’ADI o per accedere al rinnovo.
È possibile che alcune famiglie, confidando in un semplice rinnovo “automatico”, non abbiano valutato l’impatto dell’aggiornamento dell’ISEE o di variazioni nella composizione del nucleo, ritrovandosi così con una “lavorazione” straordinaria che conferma la perdita del beneficio. In questi casi, l’esito negativo non dipende tanto dalla confusione tecnica, quanto da un effettivo mutamento dei requisiti economici.
Rischio di nuovi disguidi a fine febbraio
La gestione fuori calendario di queste pratiche fa pensare che la situazione non sia del tutto stabilizzata. Se il sistema informatico e le procedure di lavorazione INPS non verranno allineati in modo chiaro, è realistico aspettarsi che a fine febbraio si possa ripresentare un quadro simile.
In particolare, potrebbero ripetersi:
- Ritardi nelle lavorazioni
- Pratiche inizialmente respinte e poi recuperate in lavorazioni straordinarie
- Nuove esclusioni per valori oltre soglia, legate all’ISEE aggiornato o a cambiamenti nel nucleo.
Per i beneficiari, questo significa dover monitorare con attenzione lo stato della propria domanda, le date di calendario e l’esito delle lavorazioni, così da intervenire subito in caso di errori o anomalie e, se necessario, rivolgersi a un CAF o a un patronato per eventuali chiarimenti o ricorsi. Come al solito, per controllare le date dei pagamenti ADI e tutte le novità in merito vi consigliamo di andare su MIA App (o scaricarla subito se non lo avete ancora fatto!).
