NASpI 2026: stop ai pagamenti se non rispetti la scadenza del 31 gennaio

Redazione

13 Gennaio 2026

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Nel 2026 chi percepisce la NASpI non deve pensare solo alla data di accredito mensile: c’è infatti una scadenza amministrativa che pesa quanto (se non più) del pagamento stesso. Entro il 31 gennaio va comunicato allINPS il reddito presunto per l’anno in corso, altrimenti l’indennità rischia di essere sospesa fino a quando l’adempimento non verrà regolarizzato. Ecco tutti i dettagli.

NASpI, perché il 31 gennaio è una data decisiva

La NASpI è l’indennità di disoccupazione riconosciuta a chi ha perso involontariamente il lavoro e ha maturato specifici requisiti contributivi. Una volta in pagamento, però, il diritto a percepirla è condizionato anche dal rispetto di alcuni obblighi informativi verso l’INPS. Tra questi, c’è la dichiarazione del reddito annuo presunto riferito al nuovo anno.

L’INPS usa questo dato per verificare se il beneficiario svolge attività lavorative (dipendenti, autonome, occasionali) e per calcolare eventuali riduzioni dell’indennità. E l’adempimento è richiesto anche quando il reddito previsto è pari a zero, proprio per confermare l’assenza di altre entrate.

Il termine ordinario per la comunicazione, come detto, è il 31 gennaio: se la dichiarazione non arriva entro questa data, la NASpI viene sospesa e resta bloccata finché l’INPS non riceve un NASpI‑COM corretto.

Chi deve comunicare il reddito presunto

L’obbligo riguarda tutti i percettori che nel 2026:

  • Non prevedono di lavorare
  • Non avranno alcuna entrata
  • Svolgeranno lavori saltuari
  • Avranno un reddito occasionale o autonomo.

In tutte le situazioni di lavoro iniziato durante la NASpI (o già in corso al momento della domanda) resta poi l’obbligo di comunicare il reddito previsto entro un mese dall’inizio dell’attività o dalla presentazione della domanda, sempre tramite NASpI‑COM.


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Come si invia il reddito presunto con NASpI‑COM

La comunicazione del reddito presunto si effettua esclusivamente con il modello telematico NASpI‑COM disponibile sul portale INPS. Il percorso da seguire è questo:

  • Accedere all’area riservata con SPID, CIE, CNS o altri sistemi di identità digitale riconosciuti
  • Cercare il servizio “NASpI – Indennità mensile di disoccupazione” e, all’interno, la funzione NASpI‑COM
  • Compilare la sezione dedicata al reddito annuo presunto per il 2026, indicando l’importo stimato (anche zero, se non si prevedono entrate) e confermando l’invio.

In alternativa, è possibile rivolgersi a un patronato che compili e trasmetta il modello per conto del percettore, riducendo così il rischio di errori o omissioni. Dati sbagliati, incompleti o non aggiornati possono infatti determinare non solo la sospensione dei pagamenti, ma anche richieste di restituzione se l’INPS accerta, a posteriori, che i redditi effettivi superavano i limiti consentiti.