NASpI, bonus fiscale da 1.000 euro nel 2026: requisiti e come ottenerlo

Redazione

3 Maggio 2026

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I lavoratori che nel corso del 2025 hanno dovuto affrontare periodi di disoccupazione, e hanno percepito la relativa NASpI, possono beneficiare di un importante sostegno economico l’anno successivo. L’ordinamento italiano infatti, per tutelare il potere d’acquisto dei cittadini, ha introdotto un bonus fiscale specifico che punta ad aumentare il reddito netto di chi ha avuto entrate non continuative.

Poiché questo sostegno è strettamente legato alla situazione reddituale complessiva, spesso non viene erogato in automatico durante l’inattività. Se la misura non è stata accreditata direttamente durante i mesi di fruizione del sussidio, è possibile e doveroso recuperarla con la dichiarazione dei redditi. Vediamo qui sotto come fare.

Cos’è la somma aggiuntiva e come funziona con la NASpI

La normativa introdotta con la Legge di Bilancio 2025 (Legge 30 dicembre 2024, n. 207) ha istituito un beneficio fiscale strutturale pensato per supportare i redditi derivanti da lavoro e quelli ad esso assimilati. Questo strumento si presenta in due varianti a seconda della situazione fiscale del cittadino: può essere erogato come una vera e propria somma aggiuntiva diretta, funzionando come un bonus economico, oppure tradursi in una ulteriore detrazione fiscale in grado di abbattere le imposte lorde dovute allo Stato.

Mentre i lavoratori con un’occupazione stabile ricevono l’agevolazione direttamente in busta paga dal proprio datore di lavoro, la gestione è decisamente diversa per chi è disoccupato e percepisce la NASpI. Il motivo del mancato pagamento immediato è tecnico: il calcolo preciso del beneficio in corso d’anno risulta complesso quando si sommano i mesi di disoccupazione ad altri eventuali redditi temporanei o lavori precari. Di conseguenza, nella maggior parte dei casi l’agevolazione viene bloccata e riconosciuta esclusivamente a conguaglio l’anno successivo, per evitare che l’ente eroghi somme non dovute che andrebbero poi restituite.

Quali sono le soglie di reddito per ottenere fino a 1.000 euro

L’importo effettivo del bonus fiscale è variabile ed è strettamente legato al reddito complessivo generato durante l’intero anno solare. Il sistema normativo è stato costruito con l’obiettivo di favorire in particolar modo le fasce di reddito medio-basse, suddividendo i beneficiari in tre precisi scaglioni economici:

  • Tra 20.000 e 32.000 euro: i cittadini che rientrano in questa fascia hanno diritto al beneficio pieno. Spetta un importo massimo di 83,33 euro mensili, che parametrato su dodici mesi porta all’assegnazione del tetto massimo di circa 1.000 euro all’anno.
  • Sotto i 20.000 euro: al di sotto di questa soglia il bonus viene riconosciuto sotto forma di somma aggiuntiva. In questo specifico caso l’importo risulta variabile, e viene calcolato in modo proporzionale in base ai giorni indennizzati ed è generalmente inferiore alla soglia massima.
  • Tra 32.000 e 40.000 euro: a chi supera i 32.000 euro si applica una detrazione fiscale ridotta. Questo importo diminuisce in modo progressivo all’aumentare del reddito dichiarato, fino ad azzerarsi del tutto una volta raggiunta la soglia limite di 40.000 euro.

Esempi pratici di calcolo per chi possiede redditi misti

Il principio alla base del calcolo incrocia le giornate effettivamente lavorate o indennizzate con i guadagni totali dell’anno. Un contribuente che ha ricevuto esclusivamente un’indennità di disoccupazione pari a 4.000 euro per 100 giornate, per esempio, può recuperare in dichiarazione un importo di circa 212 euro.


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In caso di reddito misto, le cifre spettanti salgono invece in modo significativo. Se nel 2025 un cittadino ha percepito la disoccupazione e, nel resto dell’anno, ha generato un reddito da lavoro dipendente pari a 10.000 euro per 180 giornate, il rimborso complessivo può arrivare a circa 672 euro. In questi casi è utile confrontare anche le regole generali del trattamento integrativo in busta paga per capire il quadro complessivo dei benefici spettanti.

È fondamentale però tenere a mente una regola fissa per massimizzare il beneficio: per ottenere l’importo totale di 1.000 euro è necessario possedere congiuntamente due requisiti. Bisogna rientrare nello scaglione di reddito compreso tra 20.000 e 32.000 euro e aver percepito la NASpI per l’intera durata dell’anno. Chi non rientra in questi parametri esatti avrà comunque diritto a un importo proporzionale da non perdere.

I passaggi operativi per recuperare l’agevolazione nel 2026

Per assicurarsi l’erogazione del bonus nel 2026, il documento centrale da scaricare e controllare con attenzione è la Certificazione Unica rilasciata dall’INPS. Questa certificazione riepiloga con esattezza tutte le somme erogate dall’ente durante l’anno precedente. Se l’agevolazione fiscale non risulta indicata tra le voci all’interno del documento, il cittadino può procedere al recupero compilando il Modello 730/2026.

La dichiarazione dei redditi rappresenta quindi il passaggio decisivo. Tramite il Modello 730, il sistema fiscale verifica ufficialmente la presenza dei requisiti, calcola l’importo corretto basandosi sul reddito definitivo e genera il rimborso. Una volta accertato il credito, l’erogazione materiale avverrà in due modi: attraverso la busta paga se nel frattempo si ha un nuovo datore di lavoro che funge da sostituto d’imposta, oppure mediante accredito diretto sul proprio conto corrente disposto direttamente dall’INPS o dall’Agenzia delle Entrate.

Insomma, chi ha vissuto situazioni lavorative instabili non deve assolutamente trascurare la stagione della dichiarazione dei redditi. Scaricare la documentazione e inviare il 730 è l’unico strumento garantito per ottenere fino all’ultimo centesimo delle agevolazioni maturate.