Nel panorama del lavoro di oggi, il part-time non è più l’eccezione ma una realtà sempre più diffusa. Molti lavoratori combinano due o più contratti a orario ridotto per costruire un reddito mensile sufficiente, distribuendo il proprio tempo tra datori di lavoro diversi. Ma cosa succede quando uno di questi rapporti cessa? Si ha diritto alla NASpI anche se si continua a lavorare con un altro contratto? La risposta è sì, ma con alcune condizioni precise che è fondamentale conoscere prima di presentare domanda. Ecco tutti i dettagli.
NASpI, il caso dei lavoratori con più contratti part-time
La situazione è più comune di quanto si immagini: un lavoratore ha due contratti part-time attivi contemporaneamente e perde uno dei due — per licenziamento, scadenza del contratto a termine o altra causa involontaria. In questo scenario, non si è tecnicamente ‘disoccupati’ nel senso tradizionale del termine, poiché un rapporto di lavoro è ancora in essere. Eppure la perdita di uno dei due contratti comporta comunque una riduzione significativa del reddito, che il sistema di protezione sociale non può ignorare.
L’INPS ha quindi previsto, proprio per questi casi, una disciplina specifica, che consente di accedere alla NASpI anche in presenza di un rapporto lavorativo residuo, a patto che vengano rispettate alcune condizioni.
I requisiti: il reddito presunto non deve superare 8.145 euro
Il meccanismo funziona così: al momento della presentazione della domanda di NASpI, il lavoratore deve comunicare all’INPS il reddito presunto che intende ricavare dal contratto part time ancora attivo nell’anno in corso. Questo reddito deve essere pari o inferiore a 8.145 euro.
Se la soglia viene rispettata, la NASpI viene riconosciuta ed erogata, ma con una particolarità: l’importo dell’indennità viene ridotto dell’80% del reddito presunto derivante dal lavoro rimasto in essere. In pratica, l’INPS detrae dall’indennità spettante una quota proporzionale al reddito che il lavoratore continuerà a percepire, evitando sovrapposizioni eccessive tra prestazione e retribuzione.
Facciamo un esempio pratico: se il reddito presunto dal contratto part-time residuo è di 4.000 euro annui, l’80% di tale importo — cioè 3.200 euro — verrà sottratto dall’ammontare complessivo della NASpI che sarebbe altrimenti spettata. L’indennità non viene azzerata, ma ridimensionata in funzione del reddito ancora prodotto.
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Perché è importante comunicare il reddito presunto
La comunicazione del reddito presunto non è una formalità: è un obbligo a tutti gli effetti, e ometterla o indicare un importo non corrispondente al vero può avere conseguenze serie. Se a consuntivo il reddito effettivamente percepito dovesse risultare diverso da quello dichiarato in fase di domanda, il lavoratore è tenuto a comunicare la variazione all’INPS attraverso il servizio NASpI-Com, lo strumento telematico dedicato alle comunicazioni di variazione relative alla prestazione.
In caso di mancata comunicazione o di dichiarazioni non veritiere, l’INPS può procedere al recupero delle somme indebitamente erogate, con possibili aggravi aggiuntivi. La trasparenza, in questo caso, è la scelta più conveniente — oltre che quella corretta.
Cosa succede se il reddito supera la soglia
Se il reddito presunto derivante dal contratto part-time residuo supera i 8.145 euro, le condizioni per accedere alla NASpI non sono soddisfatte. In questo caso, la perdita di uno dei due contratti part time non dà diritto all’indennità, poiché il reddito garantito dal rapporto rimasto in essere è considerato sufficiente a escludere lo stato di bisogno che la NASpI è chiamata a tutelare.
È quindi fondamentale effettuare una stima realistica del proprio reddito futuro prima di presentare domanda, per capire se si rientra o meno nel perimetro di applicazione della misura.
Come presentare domanda
La domanda di NASpI si presenta esclusivamente in via telematica entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro, attraverso il portale INPS con le proprie credenziali digitali (SPID, CIE o CNS), oppure tramite un patronato o un intermediario abilitato. In sede di domanda sarà necessario indicare espressamente il reddito presunto derivante dal contratto part-time ancora attivo, in modo che l’INPS possa calcolare correttamente l’importo dell’indennità spettante.
In sintesi, avere più contratti part-time attivi non preclude automaticamente l’accesso alla NASpI in caso di perdita di uno di essi. Il sistema prevede una tutela proporzionale, che tiene conto del reddito residuo senza azzerare il diritto all’indennità. La chiave è rispettare la soglia di 8.145 euro di reddito presunto e comunicare con precisione all’INPS la propria situazione reddituale, aggiornando la comunicazione se le circostanze dovessero cambiare nel corso della fruizione.