Il mese di maggio porta alcune importanti variazioni sulle date di accredito previdenziale a causa della festività del primo giorno del mese. Per i titolari di pensioni, l’INPS ha confermato l’applicazione di un calendario differenziato in base al circuito di pagamento prescelto: conto postale o istituto bancario. Oltre alle tempistiche, il cedolino del mese include voci finanziarie di grande rilievo, come la perequazione automatica legata agli indici ISTAT, i periodici conguagli fiscali e gli aumenti derivanti dalle disposizioni della Legge di Bilancio. Vediamo qui sotto tutti i dettagli.
Il cedolino di maggio 2026: gli aumenti con la perequazione automatica
Esaminando il prospetto mensile delle pensioni INPS, la componente più attesa è la perequazione automatica. Questo meccanismo garantisce l’adeguamento annuale degli importi per contrastare l’inflazione rilevata dall’ISTAT, analogamente a quanto avvenuto per i pagamenti di aprile.
Per l’anno 2026, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha determinato un indice provvisorio di rivalutazione pari all’1,4%. Questa percentuale viene applicata integralmente (in misura piena) soltanto alle prestazioni che non superano di quattro volte il trattamento minimo, soglia che si attesta intorno ai 2.413,60 euro lordi mensili.
Superato questo tetto reddituale, la protezione contro l’inflazione diminuisce in modo progressivo:
- 1,26% per gli importi compresi tra quattro e cinque volte il minimo;
- 1,05% per le erogazioni che eccedono ulteriormente tale limite.