A marzo 2026 l’Assegno Unico Universale verrà corrisposto secondo il calendario ufficiale INPS, che prevede tempistiche differenti a seconda che si tratti di accrediti ordinari o pagamenti collegati a nuove domande e ricalcoli in corso. Di seguito il riepilogo delle date di accredito di marzo 2026, con una panoramica sui nuovi importi rivalutati, sulle maggiorazioni confermate per l’anno in corso e sulle indicazioni pratiche per le famiglie ancora in attesa del pagamento.
Pagamenti Assegno Unico marzo 2026, il calendario
In base al calendario ufficiale dell’Assegno Unico Universale, le famiglie già beneficiarie che non hanno apportato alcuna modifica alla propria situazione dovrebbero ricevere il pagamento di marzo nelle giornate del 17, 18 e 19 marzo. Chi ha invece presentato una nuova domanda, aggiornato l’ISEE, comunicato variazioni nella composizione del nucleo familiare o modificato le coordinate bancarie dovrà attendere l’ultima settimana di marzo.
Non si escludono, tuttavia, piccoli slittamenti nei casi in cui l’IBAN sia stato aggiornato di recente o la pratica risulti ancora in fase di lavorazione: queste circostanze possono allungare di qualche giorno i tempi tecnici necessari per lo sblocco e la contabilizzazione dell’accredito.
La variazione degli importi AUU in base all’ISEE
L’importo dell’Assegno Unico Universale è direttamente legato all’ISEE del nucleo familiare. Ricevere solo la quota minima è solitamente il segnale che:
- L’ISEE supera la soglia massima prevista dalla normativa
- Non è ancora stata presentata una nuova DSU per il 2026
- Il calcolo si basa ancora su un ISEE non aggiornato, che non riflette più la reale situazione economica della famiglia.
Tutto dipende quindi dall’ISEE: se la DSU viene presentata entro il 28 febbraio 2026, l’Assegno viene adeguato all’importo corretto già da marzo, senza interruzioni. Chi aggiorna l’ISEE tra il 1° marzo e il 30 giugno riceve invece la quota minima, ma conserva il diritto al ricalcolo retroattivo e al recupero degli arretrati a partire da marzo. Mentre chi supera il 30 giugno senza aver aggiornato la DSU, perde definitivamente gli importi non percepiti e la quota minima rimane confermata per il resto dell’anno.
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Come cambia l’Assegno Unico nel 2026
Nel 2026 gli importi dell’Assegno Unico Universale sono stati aggiornati applicando la rivalutazione dell’1,4% basata sull’indice FOI, un adeguamento più consistente rispetto allo 0,8% dell’anno precedente. L’aggiornamento ha interessato automaticamente sia le soglie ISEE che gli importi mensili: la fascia che dà diritto all’importo massimo sale ora a circa 17.468 euro di ISEE, mentre la soglia oltre la quale spetta solo la quota minima è stata portata a circa 46.583 euro.
Gli importi base registrano però incrementi contenuti: la quota minima passa da circa 57,5 euro a circa 58 euro mensili per figlio, mentre l’importo massimo nella fascia ISEE più bassa sale da 201 euro a circa 203-204 euro al mese. Restano invariate le maggiorazioni legate alla disabilità, che non dipendono dall’ISEE e prevedono cifre fisse per i figli non autosufficienti, con disabilità grave o media. Ed è confermato anche l’incremento mensile di 23,3 euro per le madri di età inferiore ai 21 anni.
Vengono invece rivalutate in base all’ISEE le maggiorazioni per il terzo figlio e i successivi, che possono arrivare fino a circa 99,1 euro mensili, così come il bonus per il secondo percettore di reddito nel nucleo familiare, che a regime può raggiungere circa 34,9 euro al mese.
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