Il mese di aprile 2026 si conferma un appuntamento importante per milioni di lavoratori dipendenti e disoccupati che beneficiano del trattamento integrativo, la misura economica meglio conosciuta con il nome di ex Bonus Renzi. Questo contributo, nato per sostenere il potere d’acquisto dei redditi medio-bassi, rappresenta una quota fissa che integra lo stipendio o l’indennità di disoccupazione, offrendo un sollievo concreto contro l’inflazione e il caro vita.
A differenza di altre agevolazioni erogate dal governo, il trattamento integrativo ha il grande vantaggio dell’automatismo: non è necessario presentare alcuna domanda telematica o compilare moduli specifici. È infatti il datore di lavoro, in qualità di sostituto d’imposta, o l’INPS a calcolare gli importi e a procedere all’accredito diretto. Tuttavia, i criteri di assegnazione e le date di erogazione cambiano a seconda della categoria di appartenenza e della fascia di reddito lordo. Vediamo qui sotto tutti i dettagli.
Che cos’è il trattamento integrativo e quanto spetta nel 2026
Il trattamento integrativo (istituito originariamente con la L. 21/2020) consiste in un beneficio economico che può raggiungere un valore massimo di 1.200 euro annui. Nella pratica quotidiana, questo si traduce in una somma di circa 100 euro mensili erogati direttamente nella busta paga dei lavoratori dipendenti.
Il bonus è rivolto anche ai percettori della NASpI, poiché l’indennità di disoccupazione è considerata a fini fiscali un reddito assimilato a quello da lavoro dipendente. In questo caso, il calcolo e la distribuzione del beneficio spettano direttamente all’ente previdenziale, che agisce come se fosse il datore di lavoro del disoccupato.