Nel 2026 chi vive con una pensione bassa può contare su un mix di agevolazioni su bollette, spesa, casa, sanità e tasse, pensati per proteggere il potere d’acquisto in un contesto di prezzi ancora piuttosto elevati. Molte misure sono state confermate o prorogate dalla nuova Manovra, mentre altre hanno soglie aggiornate, che ampliano leggermente la platea dei beneficiari più fragili. Scopri tutti i dettagli qui sotto.
Pensione bassa, tutte le agevolazioni disponibili nel 2026
Bollette, spesa e Carta Acquisti
Si parte dal fronte delle bollette, con il bonus sociale per luce, gas, acqua e rifiuti che continua a rappresentare un aiuto importante per i nuclei in disagio economico, pensionati compresi. Dal 2026 la soglia ISEE ordinaria per accedere allo sconto è stata portata a 9.796 euro, mentre resta fissato a 20.000 euro il limite per le famiglie numerose, con un risparmio annuo che, per un pensionato solo, può valere alcune centinaia di euro complessive tra le varie utenze.
Per chi ha redditi molto bassi è confermata anche la Carta Acquisti, una carta elettronica ricaricata con 80 euro bimestrali, destinata tra gli altri agli over 65. L’ISEE deve essere inferiore a 8.230,81 euro e sono previsti limiti di reddito complessivo (più stringenti tra 65 e 70 anni, leggermente più alti oltre i 70). La carta può essere usata per spese alimentari, farmaci e pagamento di bollette di luce e gas. La domanda va presentata tramite moduli disponibili negli uffici postali e sui siti INPS, Poste, del MEF e del Ministero del Lavoro.
Casa, trasporti e sanità
Molte Regioni e Comuni mantengono tariffe agevolate per il trasporto pubblico locale anche nel 2026, con sconti anche molto consistenti (fino al 70%) sugli abbonamenti di bus, tram, metro e treni regionali per pensionati e over 65. Le condizioni variano da territorio a territorio, perciò è sempre opportuno verificare sul sito istituzionale del proprio Comune o della propria Regione la presenza di riduzioni specifiche per reddito o età.
Per la casa, invece, restano attivi nel 2026 i principali bonus edilizi “ordinari”: il bonus ristrutturazioni (con detrazione del 50% o, in alcuni casi, del 36% fino a 96.000 euro di spesa) e l’ecobonus per il risparmio energetico. Tra gli interventi agevolabili rientrano anche quelli per l’eliminazione delle barriere architettoniche (ascensori, montascale, adeguamenti interni), che possono risultare particolarmente utili per pensionati anziani o con disabilità. E grazie a strumenti come la cessione del credito e lo sconto in fattura, laddove ancora applicabili, anche chi ha poca capienza Irpef può beneficiare indirettamente degli incentivi.
Sul versante sanitario, poi, gli over 65 con redditi fino a 36 mila euro possono accedere alle esenzioni dal ticket per visite specialistiche e prestazioni di diagnostica. In molte Regioni sono anche previste soglie aggiuntive o modulazioni per ridurre il costo dei farmaci e di alcune prestazioni in base all’ISEE. I Comuni, inoltre, possono erogare contributi per assistenza domiciliare, badanti, rette in RSA o centri diurni, con importi commisurati alla situazione economica risultante dalla DSU ISEE.
Scarica la nostra app e risparmia con i bonus attivi in Italia:
Tredicesima, tasse e no tax area
Per i pensionati con importi molto bassi continua a essere previsto il cosiddetto “bonus tredicesima”, un’integrazione una tantum a fine anno (fino a circa 155 euro) per chi percepisce trattamenti minimi o redditi complessivi fino a 8.000 euro.
Sul fronte fiscale, nel 2026 è poi confermata la no tax area per i pensionati con redditi fino a 8.500 euro annui, soglia entro la quale l’Irpef si azzera completamente. Alcune Regioni, come Lazio, Lombardia e Veneto, prevedono inoltre esenzioni o riduzioni sull’addizionale Irpef per anziani over 75 o persone con disabilità e redditi contenuti. E a livello nazionale, la riforma Irpef ha ridotto dal 35% al 33% la seconda aliquota per i redditi tra 28.000 e 50.000 euro, con un beneficio limitato ma comunque presente anche per le pensioni che rientrano in questa fascia.
Si discute infine di un possibile “bonus inflazione” per il primo semestre del 2026, cioè un’indennità mensile tra 100 e 150 euro per chi ha pensioni fino a 1.000 euro e ISEE sotto i 20.000 euro. Al momento, però, si tratta soltanto di un’ipotesi legata a futuri provvedimenti attuativi.
