A marzo molti pensionati potrebbero ritrovarsi con un assegno più leggero, nonostante si continui a parlare di aumenti, arretrati e taglio dell’Irpef. Il motivo non è l’introduzione di nuove imposte, ma il ritorno di un meccanismo che si ripete ogni anno: il prelievo delle addizionali regionali e comunali sull’Irpef. Ecco tutti i dettagli.
Perché le pensioni saranno più basse a marzo 2026
Con l’arrivo della primavera riparte il calendario delle trattenute fiscali locali. Nel cedolino pensioni si sommano infatti:
- Il saldo delle addizionali riferite al 2025
- L’acconto di quelle dovute per il 2026 (per la parte comunale).
Il risultato è un aumento dell’Irpef complessiva trattenuta dall’INPS e quindi una riduzione del netto mensile, che può variare da pochi euro a qualche decina in base all’importo della pensione e alle aliquote fissate da Regione e Comune di residenza.
Come funzionano le addizionali su pensioni e stipendi
Oltre all’Irpef “nazionale”, ogni pensionato deve versare:
- Un’addizionale regionale
- Un’addizionale comunale.
Le Regioni e i Comuni decidono ogni anno le proprie aliquote e le eventuali soglie di esenzione, entro i limiti fissati dallo Stato. La base di calcolo è l’imponibile Irpef pagato dall’INPS, senza considerare altri redditi che il pensionato potrebbe percepire.
Addizionale regionale
L’addizionale regionale sulle pensioni viene trattenuta dall’INPS solo a saldo, l’anno successivo a quello di riferimento, in 11 rate da gennaio a novembre. Questo significa che nel 2026 i pensionati stanno pagando la regionale relativa ai redditi del 2025, con una piccola decurtazione che accompagna quasi tutto l’anno.
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Addizionale comunale
Per l’addizionale comunale il meccanismo è invece doppio:
- Acconto: dal mese di marzo dell’anno in corso, in 9 rate, pari al 30% circa dell’imposta stimata
- Saldo: dall’anno successivo, da gennaio a novembre, per il restante 70% dovuto.
Proprio a marzo 2026 entra quindi in gioco l’acconto sull’addizionale comunale dovuta per il 2026, che si aggiunge alle rate di saldo 2025 già in corso.
Cosa aspettarsi sul cedolino di marzo
Sul cedolino di marzo 2026 i pensionati vedranno quindi:
- La prosecuzione delle trattenute per addizionale regionale e comunale a saldo 2025
- L’avvio dell’acconto dell’addizionale comunale 2026.
Questo doppio effetto potrà rendere meno consistenti gli aumenti dovuti alla perequazione 2026 e alle eventuali misure di alleggerimento dell’Irpef che entreranno a regime nel corso dell’anno. Per farsi un’idea precisa dell’impatto, è utile consultare la sezione dedicata alle ritenute sul proprio cedolino INPS online, oppure la sezione dedicata alle pensioni presente su MIA App, verificando mese per mese l’importo delle addizionali regionali e comunali applicate.