Pensioni per vittime del dovere, ecco a chi spetta l’esenzione totale Irpef e come ottenerla

Redazione

12 Giugno 2026

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L’INPS ha recentemente pubblicato il messaggio n. 1943 del 10 giugno 2026, che contiene le istruzioni operative per l’applicazione dell’esenzione totale dall’Irpef sulle pensioni. Questa importante misura recepisce il consolidato orientamento della giurisprudenza e amplia la portata del beneficio fiscale previsto dall’articolo 1, comma 211, della legge n. 232 del 2016 per le vittime del dovere, i soggetti equiparati e i loro familiari superstiti. Con le nuove direttive, l’accesso a questa agevolazione per le pensioni diventa più esteso e lineare. Vediamo qui sotto tutti i dettagli.

Come cambia l’esenzione Irpef sulle pensioni dal 2026

A partire dall’anno d’imposta 2026, l’esenzione totale dall’Irpef non sarà più limitata solo alle pensioni collegate in modo diretto all’evento che ha determinato lo status di vittima del dovere. L’agevolazione interesserà invece l’intero insieme dei trattamenti previdenziali erogati dall’istituto.

La misura include sia le pensioni di nuova liquidazione che quelle già in pagamento. L’esenzione si applica anche alle prestazioni liquidate tramite il cumulo, la totalizzazione o il computo nella Gestione separata. Il requisito determinante per la defiscalizzazione non è più il nesso causale con l’evento, ma la titolarità dello status di vittima del dovere o soggetto equiparato.

Chi sono le vittime del dovere

Le vittime del dovere sono, nella legislazione italiana, gli appartenenti alle forze di polizia, forze armate, vigili del fuoco, magistratura e altri dipendenti pubblici che sono deceduti o hanno contratto infermità invalidanti permanenti nell’adempimento del loro dovere.

Sono riconosciute come vittime del dovere quando l’infermità o il decesso deriva da eventi verificatisi in specifiche circostanze previste dalla legge (Art. 1, comma 563, Legge 266/2005).

Come fare domanda all’INPS per l’esenzione

L’applicazione del beneficio fiscale non avviene in modo automatico. Gli interessati devono presentare una specifica richiesta. In attesa dell’aggiornamento dei sistemi informatici, è disponibile una procedura transitoria valida per tutte le pensioni.


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La domanda da inoltrare è la “Ricostituzione per motivi documentali esenzione fiscale vittime del dovere“. I canali disponibili sono:

  • Online: direttamente sul portale dell’INPS con credenziali SPID di livello 2 o superiore, CIE o CNS
  • Patronato: tramite l’assistenza gratuita degli istituti di patronato.

Cosa inserire all’interno della richiesta

All’interno della richiesta, il cittadino deve dichiarare sotto la propria responsabilità (ai sensi del Dpr n. 445 del 2000) il possesso dello status di vittima del dovere, soggetto equiparato oppure familiare superstite avente diritto. E indicare gli estremi del decreto di riconoscimento. L’INPS effettuerà poi i controlli d’ufficio per verificare i requisiti, inclusa l’eventuale presenza di trattamenti che, in caso di errori, potrebbero generare una pensione da restituire all’INPS.

Le regole per i familiari superstiti e gli orfani

La nuova circolare INPS fornisce anche importanti chiarimenti sulla continuità dell’agevolazione fiscale per i superstiti.

Cosa cambia per il coniuge superstite

Nel caso in cui la pensione diretta si trasformi in pensione di reversibilità, l’esenzione Irpef continua ad applicarsi. Se il coniuge superstite conserva i requisiti di legge per il diritto alla pensione ai superstiti, l’esenzione fiscale si estenderà anche ad altre pensioni dirette eventualmente percepite o maturate successivamente nel tempo dal familiare superstite.

La disciplina per gli orfani delle vittime del dovere

Per gli orfani, l’esenzione Irpef si applica alla pensione ai superstiti e opera per tutto il periodo in cui sussistono i requisiti di legge:

  • Di norma, l’agevolazione spetta fino al compimento della maggiore età
  • Se l’orfano frequenta un corso universitario, la tutela si estende fino al compimento del ventiseiesimo anno di età
  • Per gli orfani riconosciuti inabili al lavoro, il beneficio prosegue anche oltre tale limite anagrafico.

Tuttavia, l’esenzione decade se l’orfano matura un autonomo diritto a una pensione diretta (come quella di vecchiaia o anticipata), poiché in quel momento cessa il presupposto di titolarità del trattamento in qualità di superstite.

Ricorsi pendenti e rimborso degli arretrati

Il messaggio INPS ridefinisce inoltre la gestione dei contenziosi e il recupero delle imposte versate in passato.

Definizione dei ricorsi amministrativi

L’INPS ha invitato le proprie sedi territoriali a riesaminare i ricorsi amministrativi pendenti e a definirli in autotutela qualora sussistano i requisiti previsti. La risoluzione favorevole produrrà gli stessi effetti di una domanda di ricostituzione per il 2026, semplificando notevolmente le procedure.

Richiesta di rimborso degli arretrati

Si ricorda che la defiscalizzazione decorre solo dall’anno d’imposta 2026. L’INPS non effettuerà rimborsi automatici per gli anni passati. Per recuperare l’Irpef versata per i periodi d’imposta antecedenti al 2026, i contribuenti dovranno presentare un’apposita istanza di rimborso direttamente all’Agenzia delle Entrate, che valuterà le richieste relative alle annualità pregresse.

Richiedi subito l’esenzione

Se possiedi i requisiti per beneficiare dell’esenzione totale dell’Irpef o assisti un familiare superstite, non attendere oltre: prepara la documentazione necessaria e invia la domanda tramite il servizio online. O recati presso un patronato di fiducia per non perdere l’agevolazione a partire dal nuovo anno d’imposta!