L’INPS ha recentemente pubblicato nuove linee guida operative per regolamentare l’accesso all’Assegno di Inclusione (ADI) dedicato a una categoria particolarmente vulnerabile di cittadini stranieri. Attraverso la circolare numero 58 del 20 maggio 2026, l’istituto chiarisce nel dettaglio le modalità con cui i titolari di un permesso di soggiorno per “casi speciali” possono richiedere e ottenere il sussidio economico statale. Questa importante novità normativa si inserisce nel più ampio quadro delle regole dell’Assegno di Inclusione e mira a sostenere attivamente le vittime di grave sfruttamento lavorativo, tratta e violenza, garantendo loro un supporto finanziario indispensabile per intraprendere un reale percorso di autonomia e reinserimento. Vediamo qui sotto tutti i dettagli.
A chi spetta l’Assegno di Inclusione per casi speciali
Il nuovo provvedimento si rivolge in modo specifico ai cittadini stranieri in possesso di un permesso di soggiorno rilasciato per “casi speciali”, così come disciplinato e previsto dagli articoli 18, 18-bis e 18-ter del Testo Unico sull’Immigrazione. La misura tutela a livello economico le persone che hanno subito fenomeni di sfruttamento lavorativo, tratta di esseri umani, violenza domestica o altre situazioni di eccezionale gravità.
L’INPS precisa inoltre che il beneficio non si limita ai soli nuovi titolari di permesso: esso è esteso anche a chi possiede un permesso di soggiorno rilasciato con le normative precedenti, a condizione che il documento risulti ancora in corso di validità al momento della presentazione dell’istanza.
Requisiti di accesso: cosa cambia rispetto alla regola generale
Per facilitare concretamente l’accesso all’Assegno di Inclusione per queste categorie fragili, la nuova circolare INPS ufficializza l’abbattimento di numerose barriere burocratiche. Chi richiede l’Assegno per casi speciali non deve presentare l’ISEE, non deve dimostrare il requisito della residenza continuativa in Italia e non è vincolato ai limiti di reddito o patrimonio stabiliti per la misura standard.
L’accesso, però, non è incondizionato. Restano validi i vincoli sul possesso di beni durevoli e l’assenza di condanne penali gravi. Inoltre, non possono percepire i pagamenti i soggetti ospitati all’interno di strutture di accoglienza con la retta a totale carico dello Stato o di altri enti pubblici.
Calcolo dell’importo e durata del beneficio
Senza la necessità di compilare la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) per il calcolo dell’ISEE, il meccanismo di quantificazione dell’importo spettante risulta notevolmente snellito. L’Assegno di Inclusione viene infatti determinato senza sottrarre il reddito familiare preesistente.
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Per quanto concerne i tempi di erogazione, la durata del sussidio è strettamente vincolata alla validità temporale del titolo di soggiorno. L’erogazione economica non può quindi, in alcun caso, superare la naturale scadenza del permesso per casi speciali. Se il documento viene rinnovato dalla Questura, o convertito in una diversa tipologia, il beneficiario deve inoltre aggiornare la propria domanda secondo il nuovo status.
Come presentare la domanda telematicamente
La procedura per richiedere ADI deve essere completata esclusivamente per via telematica. Gli aventi diritto possono inviare la domanda accedendo direttamente al portale istituzionale dell’INPS, oppure possono farsi assistere in modo gratuito dagli operatori di Patronati e Centri di Assistenza Fiscale (CAF). In alternativa, per una procedura più rapida, è sempre possibile affidarsi al nostro servizio online ADI EXPRESS cliccando qui.
Durante l’invio, il sistema informatico richiederà delle specifiche autodichiarazioni pensate per certificare l’appartenenza a questa particolare categoria protetta. L’ente ha inoltre predisposto un modello integrativo aggiuntivo: questo modulo è essenziale per comunicare l’esatta composizione del nucleo familiare e per segnalare la presenza di un contratto di locazione regolarmente registrato.
Obblighi e controlli per i beneficiari
Ottenere il sussidio comporta come da prassi l’assunzione di impegni precisi e inderogabili. Una volta accolta la domanda, i beneficiari hanno l’obbligo di iscriversi alla piattaforma digitale SIISL (Sistema Informativo per l’Inclusione Sociale e Lavorativa) per avviare attivamente i percorsi di formazione e inclusione previsti dalla legge.
È fatto inoltre obbligo di comunicare in modo tempestivo qualsiasi variazione rilevante, come un’eventuale interruzione del soggiorno in Italia, variazioni nel nucleo familiare o la cessazione del contratto d’affitto.
L’INPS effettuerà controlli rigorosi e incrociati sulla veridicità delle autodichiarazioni presentate. E a questo proposito la normativa prevede sanzioni severe e la decadenza immediata dal beneficio in caso di revoca del permesso di soggiorno o qualora vengano accertate condotte incompatibili con le finalità di protezione della misura.
