L’Assegno di Inclusione (ADI) rappresenta il principale sostegno per i nuclei familiari che comprendono persone con disabilità. A partire dal 1° gennaio 2026, la misura ha subito alcuni ritocchi tecnici che hanno ampliato la platea dei beneficiari e aggiornato gli importi mensili per contrastare l’aumento del costo della vita.
Fasce di disabilità e importi 2026
L’importo dell’assegno non è fisso, ma dipende dalla gravità della disabilità e dalla composizione del nucleo. Nel 2026, i parametri sono i seguenti:
- Disabilità media o grave: il parametro base per l’integrazione del reddito (Quota A) è salito a circa 541 euro al mese (6.500 € annui). A questa cifra si può aggiungere un contributo per l’affitto (Quota B) fino a un massimo di 280 euro al mese, arrivando a un totale potenziale di 821 euro mensili;
- Disabilità gravissima o non autosufficienza: se il nucleo è composto interamente da persone con disabilità grave/non autosufficienti o over 67, la quota base sale a circa 682 euro al mese (8.190 € annui). L’integrazione per l’affitto in questo caso è di massimo 163 euro, portando il totale a 845 euro mensili.
La disabilità, indipendentemente dal grado, aggiunge sempre un valore di 0,5 alla scala di equivalenza del nucleo, aumentando così l’importo finale dell’assegno rispetto a un nucleo senza componenti fragili.
Le 3 categorie di disabilità
Per l’accesso all’ADI, la normativa distingue tre livelli di fragilità, certificati dalle commissioni mediche ASL/INPS:
- Disabilità media: soggetti con invalidità tra il 67% e il 99% o minori con indennità di frequenza;
- Disabilità grave: soggetti con invalidità al 100% o con handicap grave (Legge 104, art. 3 comma 3).
- Non autosufficienza: soggetti che percepiscono l’indennità di accompagnamento o in condizioni di cecità/sordità assoluta.
Tutte le invalidità al di sotto del 67% non saranno considerate ai fini della validazione di requisiti e scala di equivalenza ADI.
I nuovi requisiti economici 2026
Per ottenere l’Assegno di Inclusione nel 2026, è necessario rispettare i nuovi limiti aggiornati:
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- Soglia ISEE: innalzata a 10.140 euro (per i nuclei in affitto) o 9.360 euro (base);
- Reddito Familiare: limite di 6.500 euro annui, che sale a 8.190 euro se il nucleo è composto solo da over 67 o persone con disabilità grave. Questi valori vanno sempre moltiplicati per la scala di equivalenza;
- Patrimonio Immobiliare: la casa di abitazione è esclusa dal calcolo se il suo valore IMU non supera i 150.000 euro. Per il 2026, è stata introdotta una franchigia più alta: i primi 91.500 euro di valore (120.000 euro nelle città metropolitane) non pesano sull’ISEE ai fini dell’ADI;
- Patrimonio Mobiliare: limite base di 6.000 euro, incrementato di 5.000 euro per ogni componente con disabilità e di 7.500 euro per ogni componente con disabilità grave o non autosufficienza.
Novità 2026: rinnovi e pagamenti
Una delle novità più attese riguarda il rinnovo della prestazione. Dal 2026:
- Stop al mese di sospensione: dopo le prime 18 mensilità, il rinnovo per altri 12 mesi è automatico e non richiede più il mese di pausa obbligatoria;
Ricarica “a metà”: Per compensare la continuità, la prima mensilità del nuovo ciclo di rinnovo viene erogata nella misura del 50% dell’importo spettante. Dalla seconda mensilità si torna alla quota intera.