Chi ha sconfitto un tumore avrà accesso più semplice all’Assegno di Inclusione e al Supporto Formazione e Lavoro, ed entra ufficialmente tra i lavoratori considerati “fragili” ai fini delle politiche attive. Il decreto del Ministero del Lavoro n. 4/2026, che attua la legge sull’oblio oncologico, permetterà infatti a queste persone di usare strumenti come Assegno di Inclusione, SFL, Programma GOL e Fondo Nuove Competenze per formarsi, riqualificarsi e rientrare nel mercato del lavoro senza barriere e discriminazioni legate alla malattia superata. Ecco tutti i dettagli.
Assegno di Inclusione e SFL, si allarga la platea dei più fragili
Il cuore del nuovo decreto è l’assimilazione delle persone guarite da patologie oncologiche alle categorie fragili, già tutelate nell’accesso alle politiche attive. Questo significa che chi ha superato un tumore viene inserito tra i destinatari prioritari di misure come Programma GOL, Fondo Nuove Competenze, Assegno di Inclusione (AdI) e Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL), se in possesso dei requisiti economici previsti. L’obiettivo dichiarato dal Ministero è garantire pari opportunità nell’inserimento, nella permanenza e nella progressione lavorativa, facendo sì che la guarigione coincida con un nuovo inizio, non con nuovi ostacoli.
Politiche attive: quali strumenti diventano accessibili
Grazie al decreto n. 4/2026 i guariti da un tumore potranno:
- Diventare beneficiari dell’Assegno di Inclusione (AdI) se inseriti in nuclei con “fragili” e con ISEE entro le soglie previste
- Richiedere il Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL) se hanno tra i 18 e i 59 anni e un ISEE entro 10.140 euro
- Partecipare ai percorsi del Programma GOL dedicati a lavoro e inclusione, con orientamento, formazione e accompagnamento al reinserimento
- Accedere al Fondo Nuove Competenze, che finanzia ore di formazione concordate con il datore di lavoro per aggiornare le skills richieste dal mercato.
Questi strumenti permettono di aggiornare le competenze, cambiare settore, colmare gap curricolari dovuti alle cure e costruire percorsi professionali personalizzati dopo la malattia.
Scarica la nostra app e risparmia con i bonus attivi in Italia:
Un diritto concreto per migliaia di persone
Il provvedimento riguarda decine di migliaia di cittadini, inclusi oltre 50.000 guariti da un tumore pediatrico, e viene indicato dal Ministero come la prima disciplina organica che collega la legge sull’oblio oncologico alle politiche attive del lavoro. Secondo la ministra Marina Calderone, la guarigione deve essere un nuovo inizio, libero da paure e pregiudizi, e per questo il decreto rimuove barriere all’accesso ai servizi per l’impiego, ai percorsi formativi e ai sostegni economici. In pratica, chi ha affrontato un tumore non viene più considerato un lavoratore di “serie B”, ma una persona da tutelare con corsie preferenziali nell’aggiornamento e nel reinserimento lavorativo.
