Anche per il 2025 e il 2026 è stato confermato il bonus assunzioni ricercatori, un incentivo destinato alle imprese che assumono dottori di ricerca o titolari di precedenti contratti di ricerca.
Questa misura, introdotta dall’articolo 26 del Decreto PNRR 3, ha l’obiettivo di incentivare l’inserimento di figure altamente qualificate nel mondo del lavoro, facilitando il trasferimento tecnologico e la collaborazione tra università e imprese.
Grazie a questo bonus, le aziende possono beneficiare di un esonero contributivo fino a 7.500 euro per ogni ricercatore assunto a tempo indeterminato. La misura rientra nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), con un fondo complessivo di 150 milioni di euro.
Cos’è il bonus assunzioni ricercatori 2025?
Il bonus assunzioni ricercatori è un’agevolazione contributiva concessa alle imprese che partecipano al cofinanziamento al 50% delle borse di dottorato innovativo e che assumono ricercatori con un titolo di dottore di ricerca o esperienza pregressa in attività di ricerca.
L’agevolazione si applica sotto forma di esonero dal versamento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, con alcune limitazioni.
A quanto ammonta il bonus ricercatori?
L’esonero contributivo è concesso nel limite massimo di 7.500 euro per ciascun ricercatore assunto, ripartito come segue:
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- 3.750 euro annui, calcolati su base mensile;
- per una durata massima di due anni.
È importante precisare che lo sgravio non si applica ai premi e ai contributi dovuti all’INAIL, e che rimane invariata l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche.
Le imprese possono richiedere il bonus per un massimo di due assunzioni a tempo indeterminato per ciascuna borsa di dottorato cofinanziata. Inoltre, il beneficio è concesso nel rispetto delle soglie previste dal regime de minimis, che impone un tetto massimo di aiuti di Stato concedibili a un’impresa in un determinato periodo.
A chi spetta il bonus assunzioni ricercatori?
Il bonus è riservato alle imprese private che soddisfano i seguenti requisiti:
- partecipano al cofinanziamento al 50% delle borse di dottorato innovativo in ambito industriale;
- assumono personale a tempo indeterminato in possesso di uno dei seguenti requisiti:
- titolo di dottore di ricerca;
- esperienza pregressa come titolare di contratti di ricerca presso università o enti di ricerca;
- esperienza pregressa come ricercatore a tempo determinato presso università.
Per ottenere il bonus, le imprese devono rispettare le normative vigenti in materia di aiuti di Stato e dimostrare la regolarità contributiva e fiscale.
Come ottenere il bonus assunzioni ricercatori 2025?
A partire dal 1° gennaio 2025, le imprese interessate potranno presentare domanda per il bonus assunzioni ricercatori attraverso la piattaforma telematica del Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR). La richiesta del bonus dovrà essere effettuata seguendo questi passaggi:
- accedere alla piattaforma informatica del MUR utilizzando SPID o CIE;
- compilare il modulo di domanda con i dati dell’azienda e del ricercatore assunto;
- allegare la documentazione richiesta, che sarà disponibile nella sezione “Documenti allegati” della piattaforma;
- firmare digitalmente la domanda tramite il legale rappresentante o un suo delegato;
- inviare la domanda attraverso la piattaforma.
Le richieste saranno valutate in ordine cronologico e l’assegnazione dell’esonero avverrà fino ad esaurimento delle risorse disponibili.
Una volta approvata la richiesta, il MUR notificherà all’INPS l’adozione del provvedimento di concessione, permettendo all’impresa di usufruire dell’esonero contributivo.
L’agevolazione verrà applicata tramite compensazione contributiva, ovvero riducendo direttamente i versamenti previdenziali dell’azienda nelle denunce mensili all’INPS.
Agevolazioni aggiuntive per ricercatori e università
Oltre al bonus assunzioni, il governo ha previsto una serie di misure di supporto alla ricerca e al personale accademico. Queste includono:
- semplificazione delle procedure di controllo e rendicontazione per università, enti di ricerca e istituzioni impegnate in progetti finanziati con fondi PNRR;
- sistemi di welfare integrativo per docenti, ricercatori, tecnologi e personale tecnico-amministrativo, finanziati fino al 5% del Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO) e del Fondo ordinario per gli enti e le istituzioni di ricerca (FOE);
- eliminazione del tetto di spesa storica per i contratti di ricerca negli atenei che attraggono finanziamenti PNRR o tramite bandi competitivi.
Queste misure mirano a migliorare le condizioni di lavoro dei ricercatori e a favorire la competitività del sistema della ricerca italiano.