Bonus assunzioni ricercatori 2026: come funziona, requisiti e domanda

Pietro Ginechesi

11 Maggio 2024

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Anche per il 2026 è stato confermato il bonus assunzioni ricercatori, un incentivo destinato alle imprese che assumono dottori di ricerca o titolari di precedenti contratti di ricerca. Questa misura, confermata dalla Legge di Bilancio 2026, ha l’obiettivo di incentivare l’inserimento di figure altamente qualificate nel mondo del lavoro, facilitando il trasferimento tecnologico e la collaborazione tra università e imprese. Grazie a questo bonus, le aziende possono beneficiare di un credito d’imposta fino a 10.000 euro all’anno per ogni ricercatore assunto a tempo indeterminato. La misura rientra nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), con un fondo complessivo di 150 milioni di euro .

Cos’è il bonus assunzioni ricercatori 2026?

Il bonus assunzioni ricercatori è un’agevolazione fiscale concessa alle imprese che assumono ricercatori con un titolo di dottore di ricerca o esperienza pregressa in attività di ricerca. L’agevolazione si applica sotto forma di credito d’imposta a carico del datore di lavoro, con alcune limitazioni.

A quanto ammonta il bonus ricercatori?

Il credito d’imposta è concesso nel limite massimo di 10.000 euro per ciascun ricercatore assunto, erogato annualmente.

  • Il credito d’imposta è valido per le assunzioni effettuate nel periodo 1° luglio 2025 – 31 dicembre 2026.

È importante precisare che il beneficio è concesso dal Ministero dell’Università e della Ricerca e può essere utilizzato esclusivamente in compensazione tramite modello F24 entro il 31 dicembre 2026. Le imprese possono richiedere il bonus per le assunzioni a tempo indeterminato. Inoltre, il beneficio è concesso nel rispetto delle soglie previste dal regime de minimis , che impone un tetto massimo di aiuti di Stato concedibili a un’impresa in un determinato periodo.

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A chi spetta il bonus assunzioni ricercatori?

Il bonus è riservato alle imprese private che soddisfano i seguenti requisiti:

  • assumono personale a tempo indeterminato in possesso di uno dei seguenti requisiti:
    • titolo di dottore di ricerca;
    • esperienza pregressa come titolare di contratti di ricerca presso università o enti di ricerca;
    • esperienza pregressa come ricercatore a tempo determinato presso università.

Per ottenere il bonus, le imprese devono rispettare le normative vigenti in materia di aiuti di Stato e dimostrare la regolarità contributiva e fiscale.


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Come ottenere il bonus assunzioni ricercatori 2026?

A partire dal 1° gennaio 2026, le imprese interessate potranno presentare domanda per il bonus assunzioni ricercatori attraverso la piattaforma telematica del Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR). La richiesta del bonus dovrà essere effettuata seguendo questi passaggi:

  • accedere alla piattaforma informatica del MUR utilizzando SPID o CIE;
  • compilare il modulo di domanda con i dati dell’azienda e del ricercatore assunto;
  • allegare la documentazione richiesta, che sarà disponibile nella sezione “Documenti allegati” della piattaforma;
  • firmare digitalmente la domanda tramite il legale rappresentante o un suo delegato;
  • inviare la domanda attraverso la piattaforma.

Le richieste saranno valutate in ordine cronologico e l’assegnazione del credito d’imposta avverrà fino ad esaurimento delle risorse disponibili. Una volta approvata la richiesta, il MUR notificherà all’Agenzia delle Entrate l’adozione del provvedimento di concessione, permettendo all’impresa di usufruire del credito d’imposta. L’agevolazione verrà applicata tramite compensazione con modello F24 .

Agevolazioni aggiuntive per ricercatori e università

Oltre al bonus assunzioni, il governo ha previsto una serie di misure di supporto alla ricerca e al personale accademico. Queste includono:

  • semplificazione delle procedure di controllo e rendicontazione per università, enti di ricerca e istituzioni impegnate in progetti finanziati con fondi PNRR;
  • sistemi di welfare integrativo per docenti, ricercatori, tecnologi e personale tecnico-amministrativo, finanziati fino al 5% del Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO) e del Fondo ordinario per gli enti e le istituzioni di ricerca (FOE) ;
  • eliminazione del tetto di spesa storica per i contratti di ricerca negli atenei che attraggono finanziamenti PNRR o tramite bandi competitivi.
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Queste misure mirano a migliorare le condizioni di lavoro dei ricercatori e a favorire la competitività del sistema della ricerca italiano.