“Ti pagano per andare al lavoro in bici”: come funziona il bonus bicicletta fino a 250 euro l’anno

Redazione

7 Maggio 2026

,

Seguici su: Instagram    whtasapp    youtube   tiktok   facebook

Essere pagati per andare al lavoro in bicicletta non è più un sogno da ambientalisti, ma una possibilità concreta per migliaia di lavoratori. Con il ritorno del progetto “Bike to Work”, chi vive in determinati Comuni può guadagnare fino a 250 euro l’anno in buoni spesa semplicemente scegliendo la bici, il monopattino o i propri piedi al posto dell’auto. Un modo intelligente per risparmiare sul carburante, fare movimento e sostenere i negozi di quartiere.

Gli enti locali di riferimento hanno deciso di rilanciare l’iniziativa dopo il successo della prima edizione, in cui l’adesione dei lavoratori è stata altissima e l’impatto ambientale molto concreto: oltre 150 tonnellate di CO2 risparmiate e migliaia di euro reinvestiti nel territorio sotto forma di voucher. Per il nuovo ciclo di “Bike to Work” sono stati messi a disposizione 45.000 euro, validi dal 1° maggio 2026 al 30 ottobre 2026, con un obiettivo chiaro: premiare chi si muove in modo sostenibile. Ecco i dettagli.

Bonus bicicletta “Bike to Work”: pedalare conviene (davvero)

Alla base del progetto c’è un’idea semplice: se premi i comportamenti virtuosi, le persone sono più motivate a cambiare abitudini. “Bike to Work” è un’iniziativa di mobilità sostenibile che incentiva l’uso della bicicletta, dei monopattini e anche degli spostamenti a piedi per il tragitto casa‑lavoro, attraverso rimborsi chilometrici e buoni spesa.

L’impatto non è solo economico. Scegliere la bici significa ridurre lo stress da traffico, migliorare la propria salute e contribuire, nel proprio piccolo, alla lotta contro l’inquinamento in un momento in cui i prezzi dei carburanti sono alle stelle e le emissioni di CO2 faticano a scendere.

I numeri della passata edizione parlano da soli: circa 2.515 utenti attivi, oltre 1 milione di chilometri percorsi, un risparmio di CO2 equivalente a 6.929 “alberi virtuali” piantati e 182.000 euro in buoni spesa che sono tornati direttamente nell’economia locale.

Come funzionano i buoni e rimborsi

Partecipare è semplice. I dipendenti dei Comuni aderenti devono scaricare l’app Ecoattivi (o altre app indicate dal proprio Comune), inserire l’indirizzo di casa e quello del luogo di lavoro. Sarà l’app a calcolare in automatico i chilometri del tragitto, riconoscendo gli spostamenti effettuati con mezzi sostenibili: bici, monopattino o a piedi.


Scarica la nostra app e risparmia con i bonus attivi in Italia:

Ogni chilometro percorso vale 20 “ecopunti”, cioè 0,25 euro. Il sistema prevede inoltre:

  • Un tetto massimo di 2,50 euro al giorno
  • Un limite annuo di 250 euro per lavoratore
  • Erogazione dei voucher fino a esaurimento del fondo disponibile.

Ogni 800 ecopunti maturati viene generato un buono da 10 euro, spendibile nei negozi convenzionati presenti nell’app. Non solo: chi partecipa può prendere parte a serate di premiazione locali e accede all’estrazione finale del concorso nazionale Ecoattivi, che mette in palio una minicar elettrica.

I Comuni dove ti pagano per andare in bici

Il cuore dell’iniziativa si trova in Veneto. Hanno confermato l’adesione ben 51 Comuni della provincia di Vicenza: da Vicenza città a Schio, Thiene, Montecchio Maggiore, Arzignano, Lonigo, Tezze sul Brenta, Sandrigo e molti altri centri di medie dimensioni che coprono gran parte del territorio provinciale.

L’elenco è lungo e comprende, tra gli altri, Arcugnano, Bolzano Vicentino, Breganze, Caldogno, Cassola, Chiampo, Dueville, Isola Vicentina, Malo, Nove, Piovene Rocchette, Quinto Vicentino, Sarcedo, Torri di Quartesolo, Trissino, Zanè e Zugliano.
Alla rete anche si aggiungono diversi Comuni della provincia di Treviso – come Ponzano Veneto, Povegliano, Preganziol, Quinto di Treviso, Roncade, San Biagio di Callalta, Silea, Spresiano, Villorba – che hanno scelto di puntare sulla stessa formula di incentivi.

In Emilia‑Romagna, invece, il progetto è stato finanziato a livello regionale per i Comuni con più di 30.000 abitanti e per quelli situati in aree che superano frequentemente i limiti di qualità dell’aria: qui “Bike to Work” diventa uno strumento strategico per ridurre il traffico e migliorare la salute pubblica.

Perché è un’opportunità da non perdere

“Bike to Work” è molto più di un gioco a premi: è un patto tra cittadini, amministrazioni e negozianti locali. Le persone risparmiano benzina e guadagnano buoni spesa, i Comuni riducono traffico e inquinamento, le attività del territorio vedono nuovi clienti entrare grazie ai voucher.

Se vivi in uno dei Comuni aderenti, questo è il momento giusto per tirare fuori la bici dalla cantina, aggiornare l’app e trasformare il tragitto casa‑lavoro in un investimento quotidiano sulla tua salute, sul portafogli e sull’ambiente.