Bonus idrico imprese 2026: requisiti, importi e come fare domanda

Redazione

7 Maggio 2026

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Se gestisci un’impresa o un ente pubblico nel settore delle risorse idriche, è attualmente disponibile una nuova e importante opportunità finanziaria. Si tratta del bonus idrico destinato alle imprese, un’agevolazione gestita tramite il Fondo SFNIISSI e resa operativa sotto la supervisione diretta di Invitalia. La misura mette a disposizione risorse rilevanti per modernizzare le infrastrutture, ridurre le dispersioni e affrontare in modo strutturale le attuali sfide legate ai cambiamenti climatici, in continuità con altre misure nazionali come il bonus dedicato al settore agricolo. Vediamo qui sotto tutti i dettagli.

Cos’è il bonus idrico imprese e come funziona

Il bonus idrico imprese – da non confondere con il bonus idrico 2026 – è uno strumento di sostegno pubblico istituito per favorire la transizione ecologica e gli investimenti nel settore dell’acqua. L’obiettivo primario è migliorare la tenuta delle infrastrutture, ottimizzare le reti e rendere nettamente più efficienti i sistemi di gestione idrica su tutto il territorio italiano. L’agevolazione si concretizza nell’erogazione di contributi a fondo perduto tramite il Fondo SFNIISSI (Strumento Finanziario Nazionale per gli Investimenti Infrastrutturali e per la Sicurezza nel Settore Idrico).

L’ente incaricato della gestione operativa è Invitalia, che agisce in veste di ‘implementing partner’ e segue l’intero iter burocratico, dalla ricezione delle istanze fino alla liquidazione delle risorse. A livello di copertura finanziaria, la misura può contare su un budget complessivo pari a 1 miliardo di euro, una dotazione resa possibile dalle risorse europee stanziate dal Next Generation EU.

I requisiti per le imprese e gli enti beneficiari

Possono presentare la richiesta le imprese o i soggetti pubblici operanti nel servizio idrico nazionale, indipendentemente dalla loro dimensione o forma giuridica. Tuttavia, per accedere ai fondi, il proponente deve obbligatoriamente possedere i seguenti requisiti:

  • Essere regolarmente costituito, iscritto al Registro delle imprese e pienamente in regola con il versamento degli obblighi contributivi
  • Non trovarsi in stato di liquidazione volontaria né essere sottoposto a procedure concorsuali con finalità liquidatorie, mantenendo il pieno e libero esercizio dei propri diritti
  • Detenere una regolare concessione di derivazione idrica rilasciata dall’amministrazione competente. Nei casi di richiesta di rilascio o rinnovo in corso, è necessario essere titolari di un’utenza di prelievo delle acque formalmente riconosciuta
  • Risultare accreditato come soggetto gestore del servizio idrico integrato presso la specifica anagrafica operatrice ARERA.

Importi del contributo e spese ammissibili

L’intensità dell’aiuto finanziario varia in base alla specifica tipologia di intervento che l’azienda intende realizzare. Il sostegno economico viene concesso sotto forma di contributo a fondo perduto, calibrato secondo le seguenti soglie:

  • Fino all’85% delle spese ammissibili per i progetti mirati esclusivamente alla riduzione delle perdite d’acqua mediante processi di digitalizzazione
  • Fino al 90% delle spese ammissibili (calcolate al netto dell’IVA) per le opere relative all’efficientamento e alla sicurezza strutturale, con un tetto massimo di spesa fissato a 100.000 euro.

È essenziale però evidenziare una regola stringente: i beneficiari non ottengono una copertura totale, ma sono tenuti a garantire il cofinanziamento del progetto utilizzando risorse proprie. La quota minima a carico del richiedente deve essere pari al 10% o 15% del costo complessivo dell’intervento, in base al tipo di operazione.


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Quali interventi copre il finanziamento

Le risorse del fondo mirano a produrre un impatto reale e quantificabile. Nello specifico, i capitali sono destinati a sovvenzionare:

  • Interventi pratici per l’efficientamento dell’uso delle risorse idriche, migliorando la gestione e abbattendo gli sprechi alla fonte
  • Lavori di adeguamento e di messa in sicurezza delle infrastrutture esistenti per innalzare gli standard qualitativi e prevenire criticità
  • Progetti strategici per aumentare la resilienza delle reti, in particolare per contrastare gli effetti negativi derivanti dai cambiamenti climatici
  • Adozione di soluzioni tecnologiche innovative e digitali per la misurazione puntuale e la drastica riduzione delle dispersioni.

Come presentare domanda e quali sono le scadenze

L’invio delle richieste segue un calendario estremamente rigido e inderogabile. Le domande possono essere inoltrate esclusivamente a partire dalle ore 12:00 del 6 maggio 2026 e non oltre il termine ultimo fissato per le ore 12:00 del 28 maggio 2026.

L’intera procedura si svolge per via telematica tramite la piattaforma web SFNIISSI gestita da Invitalia. Per scongiurare il rischio di ritardi che potrebbero compromettere l’accesso ai fondi, il bando impone un passaggio preventivo. Le imprese e gli enti devono infatti procedere con una fase di pre-registrazione sulla piattaforma. Solo completando questo accreditamento in anticipo, i soggetti proponenti saranno tecnicamente pronti a trasmettere la documentazione ufficiale non appena lo sportello telematico aprirà i battenti.