Custodia cautelare e ADI: posso rifare domanda ADI?

Francesca Ereddia

28 Marzo 2025

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I:Custodia cautelare e AD chi si trova in stato di custodia cautelare per reato perde l’assegno di inclusione? Se sì, una volta terminato lo stato di custodia può rifare domanda?

Custodia cautelare e ADI

Chi si trova in stato di custodia cautelare per aver commesso un reato (o essere sospettato di averlo commesso) ed è in attesa della sentenza definitiva, perde provvisoriamente l’assegno di inclusione.

Una volta terminata la custodia cautelare,  l’ex beneficiario può ripresentare domanda solo dopo 6 mesi dalla cessazione della custodia cautelare.

Per i seguenti reati per cui  è avvenuta sentenza di condanna definitiva, però, trattandosi di reati di estrema gravità, non sarà possibile chiedere ADI prima che siano passati 10 anni:

  • Mafia e criminalità organizzata (associazione mafiosa, voto di scambio politico-mafioso, ecc.).
  • Terrorismo e sovversione (attentati, banda armata, ecc.).
  • Traffico di droga e armi.
  • Tratta di esseri umani e sfruttamento della prostituzione.
  • Reati contro la pubblica amministrazione (corruzione, concussione, peculato, ecc.).
  • Omicidio e gravi reati contro la persona.

Custodia cautelare: cosa è?

La custodia cautelare è una misura preventiva e restrittiva della libertà personale. Viene adottata durante le indagini preliminari o prima del processo, e viene applicata solo se ci sia il rischio concreto che  l’indagato commetta altri reati, fugga, o compia nuovamente il medesimo reato.

Non essendo una condanna, si tratta solo di una misura temporanea in attesa della sentenza definitiva.

Tipologie di custodia cautelare:

  1. Custodia cautelare in carcere
    È la forma più severa di custodia cautelare e comporta l’imprigionamento dell’indagato in un istituto penitenziario. Si applica quando la persona è ritenuta pericolosa, o se ci sono gravi indizi di colpevolezza. È una misura cautelare che può essere adottata per evitare il pericolo di fuga, di inquinamento delle prove o di commissione di altri reati.

  2. Arresti domiciliari
    La persona sottoposta agli arresti domiciliari deve rimanere a casa e non può allontanarsi senza autorizzazione. Può essere applicata quando il rischio di fuga o di reiterazione del reato non giustifica il carcere, ma si ritiene comunque necessario limitare la libertà dell’indagato.

  3. Obbligo di dimora
    In questo caso, l’indagato deve risiedere in un determinato luogo e non può allontanarsi senza autorizzazione. Non implica una detenzione, ma impone delle limitazioni alla libertà di movimento.

  4. Obbligo di firma
    La persona sottoposta a questa misura deve recarsi periodicamente in un commissariato di polizia o in un altro ufficio di polizia per firmare. È meno restrittiva rispetto ad altre forme di custodia cautelare e viene applicata nei casi in cui non c’è rischio di fuga immediata o di pericolosità grave, ma si ritiene necessario monitorare l’indagato.

  5. Divieto di espatrio
    È una misura che impedisce all’indagato di lasciare il paese, evitando il rischio di fuga all’estero.

Termine della custodia cautelare

Terminata la custodia cautelare, potranno essere diversi gli esiti:

  • condanna: in questo caso, per il tempo in cui il percettore sarà in carcere o ai domiciliari, perde ADI e potrà richiederlo solo dopo aver scontato la pena;
  • assoluzione: l’interessato può chiedere ADI dopo sei mesi dalla cessazione della custodia cautelare.
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Tuttavia, per i reati sopra descritti per cui è intervenuta sentenza definitiva, come abbiamo detto, il percettore non potrà richiedere ADI prima che siano passati 10 anni.

In alternativa, può essere dunque un famigliare a richiedere ADI e continuare a percepirlo.