Detrazioni spese mediche nel 730/2026: come evitare errori nel Quadro E

Redazione

19 Maggio 2026

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La compilazione del Modello 730/2026 richiede la massima attenzione da parte dei cittadini, specialmente quando si tratta di inserire correttamente le detrazioni per spese mediche. In particolare, quando si mette mano ai dati del Quadro E, commettere un errore è molto più facile di quel che si possa pensare. Se non si rispettano rigorosamente gli obblighi di compilazione per le spese sostenute nell’anno d’imposta precedente, il rischio concreto è quello di perdere definitivamente il diritto alle detrazioni spettanti.

Spesso, infatti, l’Agenzia delle Entrate non inserisce nel modello precompilato tutti i dati in suo possesso. Quando l’amministrazione non è certa del diritto all’agevolazione per determinate prestazioni, inserisce i relativi dati nel foglio informativo segnalandoli come “dati non utilizzati”. A questo punto, è compito del contribuente inserire autonomamente queste informazioni, verificando anche la presenza di eventuali rimborsi o detrazioni non evidenti nel foglio informativo del 730. Vediamo qui sotto tutti i dettagli.

Come gestire le voci con importo da verificare

Il primo punto da chiarire è che le spese mediche scartate per la predisposizione automatica del 730/2026 sono comunque consultabili nell’area riservata del contribuente dedicata alla precompilata, ma presentano la specifica dicitura “importo da verificare”.

Il fatto che un importo risulti da verificare dipende molto spesso dalla natura stessa del documento di spesa: in una singola ricevuta potrebbero infatti convivere oneri che appartengono a categorie fiscali differenti. Il modello 730 impone invece una classificazione molto netta. L’utente deve quindi analizzare i propri documenti e distribuire le somme nelle sezioni corrette, distinguendo tra:

  • Spese detraibili al 19% per patologie esenti
  • Spese mediche deducibili dal reddito
  • Altre spese mediche detraibili sempre al 19%.

Quadro E: come suddividere correttamente gli oneri

Per non sbagliare la dichiarazione dei redditi, bisogna conoscere l’esatta funzione delle diverse colonne e righi previsti dal modulo fiscale per ottenere le detrazioni sanitarie. Il punto di partenza è la lettura corretta del Quadro E.

Rigo E1, colonna 2: le spese generiche

Il rigo E1 alla colonna 2 è la sezione dove la generalità dei contribuenti inserisce le spese mediche generiche che non riguardano patologie esenti. In questo riquadro, la detrazione del 19% si calcola esclusivamente sulla parte di spesa che eccede la franchigia fissa di 129,11 euro.


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Se, per un rapido esempio pratico, il totale annuo delle tue fatture mediche ammonta a 300 euro, lo sconto fiscale non si applicherà su tutta la cifra, ma soltanto su 170,89 euro (ovvero i 300 euro iniziali a cui vanno sottratti i 129,11 euro di franchigia obbligatoria).

Rigo E1, colonna 1: le patologie con esenzione

Il rigo E1 alla colonna 1 è invece riservato unicamente alle spese mediche che riguardano patologie esenti da ticket. Oltre allo sgravio del 19%, l’inserimento in questa colonna offre un’agevolazione supplementare fondamentale in fase di calcolo fiscale.

L’Art. 15, comma 2 del TUIR stabilisce infatti che, se l’importo da recuperare supera l’imposta lorda dovuta, questa eccedenza non viene persa e non si traduce in un rimborso diretto automatico. Può essere invece trasferita al familiare di cui il malato risulta a carico fiscalmente. In alternativa, se vengono superate certe soglie limite, la somma può essere rateizzata direttamente nelle tre dichiarazioni successive.

Rigo E25: i costi deducibili dal reddito

Il rigo E25 segue una logica diversa: qui vanno indicate le spese interamente deducibili dal reddito. Un’opportunità che spetta solo per le spese sostenute in casi di invalidità permanente e grave.

Rientrano in questo specifico rigo le prestazioni mediche generiche, l’assistenza specifica e l’acquisto di farmaci e medicinali. Sono invece rigorosamente escluse le spese per visite specialistiche, analisi cliniche, interventi chirurgici e l’acquisto di dispositivi medici. Tutti questi ultimi costi, non potendo stare nel rigo E25, danno comunque diritto alla riduzione del 19% e devono obbligatoriamente essere inseriti nel rigo E1.

I documenti obbligatori da conservare per 5 anni

È bene ricordare, infine, che ogni volta che si aggiungono manualmente delle voci escluse in precedenza dal Fisco, si va a modificare attivamente il 730 precompilato. Questa singola azione fa quindi scattare l’obbligo inderogabile di conservare l’intera documentazione probatoria per i successivi 5 anni.

Per difendere il proprio diritto e non rischiare di perdere i soldi in caso di futuri controlli dell’amministrazione finanziaria, sarà infatti necessario esibire:

  • Gli scontrini parlanti, tassativamente comprensivi del codice fiscale di chi ha sostenuto la spesa
  • Tutte le relative fatture sanitarie o mediche
  • Le ricevute che certificano l’uso di un pagamento tracciabile, come ad esempio la ricevuta del POS.