Dichiarazione di immediata disponibilità (DID): cos’è davvero e quando sei obbligato a farla

Redazione

16 Giugno 2026

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La Dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro, meglio nota come DID, è uno di quei passaggi burocratici che molti compilano “per forza”, spesso senza sapere davvero a cosa serva. In realtà è un documento fondamentale: è l’atto che, per legge, segna l’inizio dello stato di disoccupazione e apre la porta a servizi, bonus e sussidi legati al lavoro. Ecco come funziona.

Cos’è la DID e a cosa serve

La DID è una dichiarazione con cui una persona afferma ufficialmente di essere subito disponibile a lavorare e a partecipare alle iniziative proposte dai Centri per l’impiego (CPI): corsi di formazione, colloqui di orientamento, politiche attive per il ricollocamento.

Dal decreto legislativo 150/2015 in poi, per il riconoscimento dello stato di disoccupazione non basata più semplicemente “non avere un lavoro”, ma serve essere senza impiego e aver presentato la DID per via telematica. Senza questo passaggio, ai fini delle norme sul lavoro, si risulta ‘non occupati’, ma non si è riconosciuti come disoccupati in senso pieno.

Questa differenza è importante perché la DID:

  • È necessaria per iscriversi ai Centri per l’impiego e accedere ai loro servizi.
  • È richiesta per molte misure di sostegno legate al lavoro, come NASpI, DIS‑COLL, Supporto per la formazione e il lavoro (SFL) e anche per l’Assegno di inclusione
  • Viene usata per costruire il Patto di servizio personalizzato, il documento con cui CPI e lavoratore definiscono impegni e percorso di ricerca attiva.

Chi deve (e chi può) presentarla

In linea generale, possono rilasciare la DID tutte le persone in età lavorativa senza occupazione e davvero interessate a cercare un impiego. Più in concreto, rientrano tra i destinatari:

  • Le persone disoccupate, a prescindere dal fatto che percepiscano o meno una prestazione di sostegno al reddito (NASpI, DIS‑COLL, ecc.)
  • I lavoratori dipendenti a rischio disoccupazione, cioè che hanno ricevuto una lettera di licenziamento e sono nel periodo di preavviso
  • Chi svolge un lavoro con redditi molto bassi (in genere sotto 8.500 euro annui se dipendente o parasubordinato, sotto i 5.500 euro se autonomo) e cerca un’altra occupazione
  • I giovani dai 16 anni in su che hanno assolto l’obbligo scolastico e vogliono entrare nel mercato del lavoro.

Non possono, o non devono, rilasciare la DID:


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  • I pensionati di vecchiaia o anzianità
  • Chi è occupato con redditi superiori alle soglie indicate
  • Le persone che presentano domande solo di natura sociale o sanitaria (ad esempio per invalidità) ma non stanno effettivamente cercando un lavoro.

In alcuni casi la DID è implicita: la legge prevede che la domanda di NASpI inviata all’INPS valga anche come DID, senza doverla inserire separatamente.

Come si presenta la DID

La modalità ormai standard è quella online. La dichiarazione può essere resa:

  • Sul portale nazionale delle politiche del lavoro (ex MyANPAL / portale ministeriale), tramite SPID, CIE o CNS
  • Sui portali regionali del lavoro, dove presenti, che dialogano con i Centri per l’impiego
  • Direttamente presso il Centro per l’impiego della propria zona, con l’aiuto di un operatore che inserisce i dati nel sistema.

Nella DID vengono riportate alcune informazioni di base: dati anagrafici, titoli di studio, eventuali esperienze lavorative principali, disponibilità territoriale e tipologia di impiego ricercato. Queste informazioni serviranno poi al Centro per l’impiego per convocare la persona, definire il Patto di servizio e proporre offerte di lavoro o corsi coerenti.

Cosa succede dopo la DID

Dopo aver presentato la DID, il passo successivo è in linea di massima la convocazione da parte del Centro per l’impiego per il colloquio di profilazione e la firma del Patto di servizio personalizzato. Da quel momento, chi è disoccupato ha alcuni obblighi:

  • Presentarsi alle convocazioni
  • Partecipare alle iniziative concordate (orientamento, formazione, tirocini)
  • Non rifiutare senza motivo offerte di lavoro “congrue”

Il mancato rispetto di questi impegni può portare a sanzioni sui sussidi collegati, come riduzioni o sospensioni, soprattutto per chi percepisce prestazioni condizionate alle politiche attive (NASpI, SFL, ADI).

Bisogna però distinguere i vari passaggi che riguardano la DID a seconda del sussidio a cui si fa riferimento. Ecco una panoramica dei ‘flussi’ distinti.

SFL (Supporto per la Formazione e il Lavoro)

DID:

  • Rilasciata in fase di domanda SFL all’INPS (nel Quadro D, spunta checkbox).

Dopo esito positivo:

  • Ti iscrivi a SIISL e sottoscrivi il PAD (Patto di Attivazione Digitale)
  • Nel PAD devi indicare almeno 3 agenzie per il lavoro già contattate.

Centro per l’impiego:

  • Dopo il PAD, il CPI ti convoca per firmare il PSP (Patto di Servizio Personalizzato).

Obblighi:

  • Presentarsi alle convocazioni
  • Partecipare a percorsi di formazione, tirocini, progetti utili
  • Non rifiutare senza motivo offerte di lavoro “congrue”.

Se abbandoni il percorso o rifiuti un’offerta congrua → perdi il beneficio.

ADI (Assegno di Inclusione)


DID:

  • Non va spuntata nella domanda ADI all’INPS
  • Rilasciata su SIISL, contestualmente alla firma del PAD.

PAD:

  • Sottoscrivi il Patto di Attivazione Digitale su SIISL
  • Indichi almeno 3 agenzie per il lavoro contattate.

Centro per l’impiego:

  • Dopo il PAD, il CPI ti convoca per firmare il PSP, che definisce il percorso di reinserimento lavorativo.

Obblighi:

  • Presentarsi alle convocazioni
  • Partecipare a percorsi di accompagnamento, formazione, orientamento;
  • Aderire alle misure definite nel PSP.

Se non confermi la partecipazione ogni 90 giorni → beneficio sospeso.

NASpI (Disoccupazione)


DID:

  • Non si fa nella domanda NASpI all’INPS
  • Si rilascia al Centro per l’impiego (o sul portale regionale / SIISL) entro 30 giorni dalla domanda o dall’assegnazione della NASpI.

PSP:

  • Dopo la DID, il CPI può convocarti per profilazione, e in alcuni casi farti firmare un PSP (non sempre obbligatorio come per SFL/ADI, ma è prassi diffusa per chi è attivo come disoccupato).

Obblighi per NASpI:

  • Presentarsi alle convocazioni del CPI
  • Partecipare a iniziative di attivazione se proposte
  • Non rifiutare senza motivo offerte di lavoro congrue.

Se non rilasci la DID entro 30 giorni → perdi la NASpI.

Qui sotto una tabella riassuntiva per chiarire:

CasoDID dove?DID quando?Convocazione CPI?PSP obbligatorio?
SFLINPS (nella domanda)In fase di domandaSì, dopo PAD, firma PSP su SIISL/CPI
ADISIISL (con PAD)Dopo domanda ADI, prima/contesto PADSì, dopo PAD, firma PSP
NASpICentro per l’impiegoEntro 30 giorni da domanda/assegnazionePossibileSpesso, ma non sempre esplicitato come SFL/ADI

In sintesi, la DID è il “tasto ON” del tuo percorso ufficiale da disoccupato: senza, molti diritti – dai servizi dei Centri per l’impiego a diverse indennità – semplicemente non si attivano o decadono.