Fisco e controlli social, l’Agenzia delle Entrate smentisce le voci: “Nessuna verifica sui profili con l’intelligenza artificiale”

Redazione

4 Giugno 2026

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Negli ultimi giorni sono circolati articoli e post che parlano di presunti controlli del Fisco sui social network dei contribuenti, effettuati tramite algoritmi di intelligenza artificiale in grado di scandagliare foto, post e movimenti bancari alla ricerca di “spese sospette”. Il rischio di allarmismo era alto, tanto che l’Agenzia delle Entrate è intervenuta con una nota ufficiale per smentire in modo netto queste ricostruzioni: si tratta, si legge nel comunicato, di notizie “del tutto fantasiose” e prive di qualunque riscontro nella realtà dei fatti. Ecco i dettagli.

Il chiarimento parte da un punto giuridico preciso. Nell’ordinamento italiano, spiega l’Agenzia, non è prevista la possibilità di scaricare i dati presenti sui social network tramite tecniche di data scraping a fini di controllo fiscale. Non solo: l’Agenzia delle Entrate dichiara di non aver mai avviato, né programmato, iniziative di questo tipo. In altre parole, non esistono oggi procedure che autorizzino il Fisco a “pescare” automaticamente informazioni da Facebook, Instagram, TikTok o altre piattaforme per incrociarle con la dichiarazione dei redditi.

Nel comunicato viene smentita anche un’altra voce che aveva trovato spazio in alcune testate: l’esistenza di un presunto algoritmo battezzato “Verifica rapporti addestrati”, che sarebbe in grado di analizzare, in modo automatizzato, il dettaglio dei movimenti bancari dei contribuenti – bonifici, spese, versamenti – per individuare “acquisti di beni di lusso” e altri segnali di incoerenza con il reddito dichiarato. L’Agenzia nega che uno strumento del genere esista o sia utilizzato nelle proprie attività.

AI, privacy e limiti di legge: cosa può (o non può) fare il Fisco

La presa di posizione non riguarda solo questi due casi specifici, ma tocca un tema più ampio: il rapporto tra Fisco, intelligenza artificiale e tutela dei dati personali. L’Agenzia delle Entrate richiama infatti la legge n. 132/2025, che vieta espressamente l’uso di sistemi di intelligenza artificiale per la creazione di provvedimenti amministrativi. Ciò significa che eventuali strumenti tecnologici o algoritmi, se utilizzati internamente, non possono in ogni caso sostituire la decisione umana né generare in autonomia atti che incidono sulla posizione dei contribuenti.

Nel comunicato si sottolinea inoltre che l’azione dell’Agenzia avviene “nel pieno rispetto delle norme in materia di trattamento dei dati personali”. Questo richiamo è importante: in un contesto in cui la quantità di informazioni digitali disponibili cresce di giorno in giorno, la tentazione di usare l’IA per automatizzare controlli e verifiche è forte, ma incontra limiti precisi fissati dal Garante Privacy, dal GDPR europeo e dalla stessa normativa nazionale.

Perché questo comunicato è importante per i cittadini

Il messaggio ai cittadini è quindi duplice. Da un lato, l’Agenzia prova a spegnere le paure legate a un Fisco percepito come “onnisciente” e capace di entrare ovunque, anche nei profili social privati, grazie a strumenti di intelligenza artificiale. Dall’altro, richiama l’importanza di un’informazione corretta: fake news e allarmismi su controlli inesistenti rischiano di alimentare sfiducia e confusione, proprio in un momento – quello della dichiarazione dei redditi – in cui la chiarezza delle regole è fondamentale.


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Il comunicato si chiude ricordando che ogni attività di accertamento deve muoversi entro i confini delle leggi in vigore. Nessun algoritmo segreto, quindi, ma procedure che devono rispettare trasparenza, diritti di difesa e tutela della privacy. Per chi teme verifiche “automatiche” basate su foto di vacanze o post sui social, la posizione dell’Agenzia è chiara: oggi in Italia questo tipo di controlli non è previsto, né consentito.