Da oggi, 3 aprile 2025, entra ufficialmente in vigore una novità che potrà fare la differenza per milioni di famiglie italiane: l’esclusione dei titoli di Stato (come BOT, BTP, CCT), buoni fruttiferi postali e libretti postali dal calcolo del patrimonio ai fini ISEE, fino a un massimo di 50.000 euro per ciascun nucleo familiare.
Una misura prevista dal DPCM 14 gennaio 2025, n. 13, pubblicato in Gazzetta Ufficiale e inizialmente annunciata per marzo, ma operativa solo dal 3 aprile a causa di un rinvio tecnico legato all’aggiornamento delle piattaforme informatiche dell’INPS.
Si tratta di un cambiamento strutturale che punta a rendere più equo l’accesso a numerose agevolazioni sociali, ma che nasconde alcune insidie tecniche, soprattutto per chi si trova in una situazione familiare non standard, come nel caso dei genitori non conviventi.
Quali strumenti finanziari sono esclusi dal calcolo ISEE?
L’esclusione riguarda esclusivamente strumenti emessi dallo Stato o gestiti da Poste Italiane, in particolare:
- titoli di Stato come BOT, BTP e CCT;
- buoni fruttiferi postali, inclusi quelli trasferiti allo Stato;
- libretti di risparmio postale.
L’esclusione è valida fino a un massimo di 50.000 euro per nucleo familiare, e viene riconosciuta automaticamente attraverso le nuove funzionalità delle piattaforme INPS. Tuttavia, questa automazione non è sufficiente in tutti i casi: serve comunque una corretta compilazione della DSU, la Dichiarazione Sostitutiva Unica, per evitare che patrimoni esclusi vengano erroneamente conteggiati.
Perché il caso del genitore non convivente è così importante?
Il genitore non convivente è una figura molto ricorrente nei nuclei familiari italiani, soprattutto nel caso di figli minori nati da coppie separate o divorziate. In questi casi, il genitore che non vive sotto lo stesso tetto dei figli può comunque essere incluso nel calcolo dell’ISEE, attraverso la componente aggiuntiva del nucleo familiare, quando concorre al mantenimento economico o percepisce assegni familiari.
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La normativa prevede che, se il genitore non convivente possiede titoli di Stato, questi vadano esclusi sia dal nucleo principale sia dalla componente aggiuntiva. È qui che il meccanismo automatizzato mostra i suoi limiti: l’INPS non può autonomamente distinguere tra le varie componenti della famiglia nella dichiarazione. Serve una gestione attenta in fase di compilazione della DSU.
Come deve comportarsi un genitore non convivente?
Chi rientra in questa categoria deve adottare una strategia chiara e prudente, per non incorrere in errori che potrebbero alterare il valore finale dell’ISEE e, di conseguenza, precludere l’accesso a bonus e sussidi. Ecco cosa è consigliabile fare:
- compilare un’unica DSU, anche in caso di presenza del genitore non convivente;
- utilizzare l’apposito foglio per la componente aggiuntiva, previsto dalla modulistica ufficiale INPS;
- verificare che i titoli posseduti siano correttamente esclusi sia dal nucleo principale che dalla componente aggiuntiva;
- segnalare esplicitamente al CAF o all’operatore fiscale la presenza di titoli di Stato intestati al genitore non convivente;
- tenere sotto controllo il valore totale dei titoli esclusi, per non superare la soglia complessiva di 50.000 euro.
Seguire questi passaggi è fondamentale per garantire che l’esclusione sia corretta e che il diritto a prestazioni agevolate non venga compromesso.
Quando e come richiedere il nuovo ISEE?
Il nuovo modello DSU aggiornato alle disposizioni del DPCM n. 13/2025 è disponibile dal 3 aprile 2025. Chi ha già presentato una DSU quest’anno può:
- continuare a utilizzare quella esistente, se non sono presenti titoli di Stato o se non si rientra in casi complessi;
- presentare una nuova DSU, aggiornata alla normativa, per ottenere un ISEE più vantaggioso.
Quali benefici comporta l’esclusione dei titoli di Stato?
La nuova misura avrà un impatto diretto e positivo sull’ISEE, abbassandone il valore per chi possiede questi strumenti finanziari. Un ISEE più basso significa maggiori possibilità di accedere a prestazioni agevolate, tra cui:
- l’assegno unico per i figli a carico;
- i bonus sociali su luce, gas e acqua;
- il bonus asilo nido e le altre misure per l’infanzia;
- sconti significativi sulle tasse universitarie;
- contributi per l’affitto e altre agevolazioni locali.
In un contesto di crescente pressione economica sulle famiglie, questa riforma rappresenta una concreta opportunità di risparmio, ma solo se si agisce con attenzione, soprattutto in casi particolari.
Per evitare errori, ritardi o la perdita di benefici, è consigliabile:
- verificare la presenza di titoli di Stato nel proprio patrimonio o in quello di un genitore non convivente;
- informarsi presso un CAF o un consulente fiscale prima di presentare la DSU;
- utilizzare correttamente la sezione dedicata alla componente aggiuntiva nel modello DSU;
- evitare di presentare più DSU separate, optando invece per un’unica dichiarazione completa.
La precisione nella compilazione della DSU diventa ora un elemento chiave per accedere a tutti i benefici previsti. E nel caso del genitore non convivente, ogni dettaglio conta.