Modello 730 2026, salgono i limiti per le detrazioni scolastiche e universitarie: ecco come funziona

admin

14 Aprile 2026

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Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto del 30 dicembre 2025, si aggiornano le regole sulle detrazioni per la prossima dichiarazione dei redditi. Le novità riguardano principalmente le spese per l’istruzione sostenute nel corso dell’anno d’imposta 2025, che verranno dichiarate nel 2026. Le famiglie italiane potranno beneficiare di nuovi tetti massimi per quanto concerne le università non statali e la scuola dell’obbligo, con l’obiettivo di supportare i costi sostenuti per gli studenti e i familiari fiscalmente a carico.

Come previsto dal Testo unico delle imposte sui redditi (Tuir), è possibile recuperare il 19% delle spese sostenute per tasse e contributi di iscrizione. Tuttavia, per usufruire correttamente di queste detrazioni universitarie, è essenziale conoscere i nuovi limiti suddivisi per area geografica e indirizzo di studi, oltre alle rigorose regole sulla tracciabilità dei pagamenti. Ecco i dettagli.

Spese universitarie: i nuovi tetti massimi

Mentre per gli atenei statali il rimborso Irpef al 19% si calcola sull’intero importo versato, per le università private il Ministero dell’Università e della Ricerca fissa annualmente dei limiti massimi. Questi tetti riflettono il costo medio dell’istruzione pubblica e variano in base alla zona geografica (Nord, Centro, Sud e Isole) e all’area disciplinare.

Corsi di laurea e atenei telematici

Per i corsi di laurea, laurea magistrale e a ciclo unico, gli importi massimi agevolabili sono così suddivisi:

  • Area medica: fino a 3.600 euro al Nord, 2.900 euro al Centro, 2.650 euro al Sud e Isole.
  • Area sanitaria: fino a 4.100 euro al Nord, 3.100 euro al Centro, 3.050 euro al Sud e Isole.
  • Area scientifico-tecnologica: fino a 3.700 euro al Nord, 2.900 euro al Centro, 2.600 euro al Sud e Isole.
  • Area umanistico-sociale: fino a 3.200 euro al Nord, 2.750 euro al Centro, 2.550 euro al Sud e Isole.

Le stesse regole si applicano agli studenti iscritti alle università telematiche.

Corsi post-laurea

Il decreto disciplina anche i percorsi di formazione superiore come dottorati, master universitari e scuole di specializzazione. Per queste tipologie, il tetto massimo è unificato per area di studio ma resta differenziato a livello territoriale: 4.100 euro al Nord, 3.100 euro al Centro e 3.050 euro al Sud e Isole.


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Un aspetto fondamentale da ricordare è che a tutti questi importi è possibile sommare la tassa regionale per il diritto allo studio, che rimane esclusa dai tetti ministeriali.

Spese scolastiche: limite alzato a 1.000 euro

Il modello 730 del 2026 porta un ulteriore vantaggio concreto per oltre tre milioni di beneficiari. Il tetto massimo per le spese scolastiche detraibili passa dai precedenti 800 euro a 1.000 euro per ogni studente, dall’asilo nido fino alla maturità.

Mantenendo l’aliquota di rimborso al 19%, il risparmio fiscale effettivo sale a un massimo di 190 euro annui per figlio. Queste informazioni saranno già disponibili nel modello precompilato sul sito dell’Agenzia delle Entrate a partire dal 30 aprile. Attenzione però ai redditi più elevati: per chi dichiara più di 75.000 euro, scatta un meccanismo di riduzione progressiva dell’agevolazione, che nei casi limite arriva ad annullare lo sconto fiscale.

Quali voci sono ammesse

La normativa include esclusivamente i servizi alla persona erogati in ambito scolastico. È possibile richiedere il rimborso per:

  • Rette di scuole paritarie private o comunali.
  • Servizio mensa e trasporto scolastico dedicato.
  • Gite didattiche e assicurazione obbligatoria.
  • Corsi extracurriculari deliberati dagli organi di istituto, come teatro o lingue straniere.
  • Servizi di assistenza pre e post lezione.

Al contrario, restano categoricamente esclusi libri di testo, zaini, quaderni e materiale di cancelleria.

Regole di tracciabilità e pagamenti

Va infine ricordato che l’uso del contante impedisce l’accesso al bonus. Per validare le pratiche fiscali è obbligatorio utilizzare metodi tracciabili, conservando le ricevute di carte di credito, bancomat, estratti conto bancari, MAV, bollettini postali o quietanze emesse dalla piattaforma PagoPA.

Se si utilizza un bonifico o un bollettino, la causale non può essere generica. Deve sempre indicare il tipo di servizio (ad esempio “mensa scolastica”), il nome dell’istituto e i dati dell’alunno. Se queste informazioni mancano, il genitore deve necessariamente farsi rilasciare dalla scuola un’attestazione cumulativa che certifichi l’ammontare della spesa e i dati dello studente.

Per assicurarvi il diritto all’agevolazione, quindi, verificate sempre che i vostri pagamenti rispettino questi criteri ed evitate l’uso del contante per le spese scolastiche e universitarie, controllando con attenzione anche quali spese universitarie nel 730 risultano effettivamente detraibili, così da non perdere eventuali benefici e poter anche recuperare detrazioni fiscali dimenticate.