Molti percettori della NASpI si accorgono, controllando l’accredito mensile, che l’importo netto è leggermente inferiore a quello atteso. Oltre alle consuete trattenute fiscali e contributive, in alcuni casi compare infatti una voce aggiuntiva: la trattenuta sindacale. Si tratta di una somma che, pur non essendo particolarmente elevata, riduce mese dopo mese l’importo effettivamente accreditato sul conto. La buona notizia è che non è obbligatoria e si può revocare in qualsiasi momento. Ecco come fare.
NASpI, cos’è la trattenuta sindacale e perché compare
La trattenuta sindacale non è imposta dalla legge, ma deriva da una delega firmata volontariamente al momento della presentazione della domanda di NASpI. Quando il lavoratore disoccupato si rivolge a un sindacato o a un patronato per ricevere assistenza nella compilazione della domanda, può sottoscrivere un documento che autorizza l’INPS a trattenere ogni mese una quota associativa dall’indennità, versandola direttamente all’organizzazione che ha fornito il servizio.
In pratica, l’INPS funge da intermediario: trattiene la quota concordata dall’importo della NASpI e la trasferisce al sindacato indicato nella delega. L’importo varia da caso a caso, ma generalmente si aggira tra i 10 e i 30 euro al mese. Chi ha presentato la domanda autonomamente sul portale INPS, senza ricorrere ad alcun intermediario, non ha invece sottoscritto alcuna delega e quindi non è soggetto a questa trattenuta.
Come eliminare la trattenuta e aumentare l’importo netto
Chi desidera revocare la delega sindacale e ricevere un importo netto più alto può farlo in qualsiasi momento, senza conseguenze sul diritto alla NASpI o su qualsiasi altra prestazione. La procedura più rapida è quella online tramite il portale INPS:
- Accedere a www.inps.it con SPID, CIE o CNS
- Cercare nella barra di ricerca interna il servizio “Comunicazione NASpI-COM”
- Selezionare l’opzione per l’invio di una nuova comunicazione
- Scegliere la voce “variazione delega sindacale” o “revoca trattenuta sindacale”
- Inserire i dati richiesti, specificare la volontà di revocare la trattenuta e confermare l’invio.
Una volta validata la richiesta da parte dell’INPS, la trattenuta non verrà più applicata sui pagamenti successivi. È importante tenere presente, però, che la revoca non ha effetto immediato: diventa operativa a partire dal primo pagamento utile successivo alla conferma della richiesta.
In alternativa, si può inviare una comunicazione scritta tramite PEC o raccomandata sia all’INPS che al sindacato di riferimento, anche se la procedura online resta la più rapida e facilmente tracciabile.
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Revocare la delega non fa perdere nessun diritto
Revocare la trattenuta sindacale non significa rinunciare ad alcuna tutela né perdere il diritto alla NASpI o ad altre prestazioni INPS. Significa semplicemente smettere di destinare una quota mensile dell’indennità a un’organizzazione di cui non si usufruisce più attivamente, o che non si ritiene necessaria per la gestione della propria pratica.
In un contesto in cui il potere d’acquisto si riduce progressivamente e ogni euro conta, conoscere questo meccanismo e sapere come intervenire può fare la differenza sull’importo netto che si riceve ogni mese per tutta la durata della NASpI.