NASpI, come ricevere più soldi eliminando la trattenuta sindacale

Redazione

27 Febbraio 2026

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Molti percettori della NASpI si accorgono, controllando l’accredito mensile, che l’importo netto è leggermente inferiore a quello atteso. Oltre alle consuete trattenute fiscali e contributive, in alcuni casi compare infatti una voce aggiuntiva: la trattenuta sindacale. Si tratta di una somma che, pur non essendo particolarmente elevata, riduce mese dopo mese l’importo effettivamente accreditato sul conto. La buona notizia è che non è obbligatoria e si può revocare in qualsiasi momento. Ecco come fare.

NASpI, cos’è la trattenuta sindacale e perché compare

La trattenuta sindacale non è imposta dalla legge, ma deriva da una delega firmata volontariamente al momento della presentazione della domanda di NASpI. Quando il lavoratore disoccupato si rivolge a un sindacato o a un patronato per ricevere assistenza nella compilazione della domanda, può sottoscrivere un documento che autorizza l’INPS a trattenere ogni mese una quota associativa dall’indennità, versandola direttamente all’organizzazione che ha fornito il servizio.

In pratica, l’INPS funge da intermediario: trattiene la quota concordata dall’importo della NASpI e la trasferisce al sindacato indicato nella delega. L’importo varia da caso a caso, ma generalmente si aggira tra i 10 e i 30 euro al mese. Chi ha presentato la domanda autonomamente sul portale INPS, senza ricorrere ad alcun intermediario, non ha invece sottoscritto alcuna delega e quindi non è soggetto a questa trattenuta.

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Come eliminare la trattenuta e aumentare l’importo netto

Chi desidera revocare la delega sindacale e ricevere un importo netto più alto può farlo in qualsiasi momento, senza conseguenze sul diritto alla NASpI o su qualsiasi altra prestazione. La procedura più rapida è quella online tramite il portale INPS:

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  • Una volta entrati, cliccare sul banner a sinistra “Invio comunicazioni”: apparirà la tabella con i propri dati anagrafici e cliccare Avanti
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  • Apparirà una nuova tabella con il “dettaglio ultima domanda presentata”, cliccare Avanti se le info sono corrette
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  • Ora nella nuova tabella “Cosa si vuole comunicare” cliccare su “Variazione indirizzo o modalità di pagamento” e cliccare Avanti
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  • Qui appariranno più scelte: Innanzitutto in alto scegliere “Delega all’INPS per il pagamento dei contributi associativi alle organizzazioni sindacali”, poi nel riquadro “Variazione da comunicare sulla delega all’INPS per la trattenuta contributi associativi alle organizzazioni sindacali” scegliere “Revoca” come oggetto della variazione, mentre in “Sigla Sindacale” scegliere il sindacato presso cui era presente la delega, idem per la Confederazione. Infine cliccare Avanti per concludere la richiesta.
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Una volta validata la richiesta da parte dell’INPS, la trattenuta non verrà più applicata sui pagamenti successivi. È importante tenere presente, però, che la revoca non ha effetto immediato: diventa operativa a partire dal primo pagamento utile successivo alla conferma della richiesta.

In alternativa, si può inviare una comunicazione scritta tramite PEC o raccomandata sia all’INPS che al sindacato di riferimento, anche se la procedura online resta la più rapida e facilmente tracciabile.

Revocare la delega non fa perdere nessun diritto

Revocare la trattenuta sindacale non significa rinunciare ad alcuna tutela né perdere il diritto alla NASpI o ad altre prestazioni INPS. Significa semplicemente smettere di destinare una quota mensile dell’indennità a un’organizzazione di cui non si usufruisce più attivamente, o che non si ritiene necessaria per la gestione della propria pratica.

In un contesto in cui il potere d’acquisto si riduce progressivamente e ogni euro conta, conoscere questo meccanismo e sapere come intervenire può fare la differenza sull’importo netto che si riceve ogni mese per tutta la durata della NASpI.