I lavoratori impiegati in attività particolarmente faticose e pesanti possono accedere alla pensione anticipata per lavori usuranti, beneficiando di regole più favorevoli introdotte dal sistema previdenziale italiano. Questa prestazione economica mira a tutelare chi ha svolto mestieri logoranti per gran parte della propria carriera. Per coloro che matureranno i requisiti di legge tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2027, è però essenziale segnare sul calendario una data: la domanda di riconoscimento del beneficio deve essere presentata all’INPS tassativamente entro il 1° maggio 2026. Anticipare i tempi dell’istruttoria è quindi decisivo per non perdere l’accesso alla prestazione. Ecco i dettagli.
I requisiti per dipendenti e autonomi: quote, età e anni per la pensione anticipata
Va innanzitutto ricordato che l’accesso all’anticipo della pensione non richiede soltanto una determinata età anagrafica, ma si basa sul raggiungimento di specifiche quote previdenziali, calcolate sommando l’età del lavoratore agli anni di versamenti. Per tutte le categorie coinvolte, la legge stabilisce un requisito contributivo minimo inderogabile di almeno 35 anni di contributi regolarmente versati. Le soglie precise variano però in base all’inquadramento contrattuale:
- Lavoratori dipendenti: l’uscita anticipata scatta al raggiungimento di Quota 97,6. Per centrare questo obiettivo, il dipendente deve aver compiuto un’età anagrafica minima di 61 anni e 7 mesi, associata ai 35 anni di contributi obbligatori.
- Lavoratori autonomi: le regole richiedono il raggiungimento di Quota 98,6. In questo caso, l’età anagrafica minima necessaria sale a 62 anni e 7 mesi, sempre unita alla soglia dei 35 anni di contribuzione.
Un aspetto estremamente vantaggioso dell’attuale quadro normativo riguarda poi gli scatti per la longevità. I requisiti anagrafici e contributivi appena illustrati sono infatti temporaneamente bloccati, e non saranno adeguati agli incrementi della speranza di vita fino al 31 dicembre 2028.
Requisiti temporali: la durata dell’attività lavorativa logorante
Per ottenere l’autorizzazione alla propria pensione anticipata, non è sufficiente trovarsi impiegati in una delle mansioni usuranti al momento della presentazione dell’istanza: il legislatore ha fissato vincoli temporali rigorosi, per accertare che il lavoratore abbia effettivamente subìto il logoramento derivante dalla professione. Nello specifico, lo svolgimento dell’attività usurante deve essere dimostrato secondo uno di questi due criteri alternativi:
- Svolgimento del lavoro usurante per almeno metà dell’intera vita lavorativa del richiedente
- Oppure, in alternativa, per almeno 7 anni negli ultimi 10 anni di attività antecedenti il pensionamento.
Quali categorie rientrano nei lavori usuranti?
Le categorie professionali ammesse a questa misura non sono arbitrarie, ma sono state individuate in modo esplicito dalla normativa. Hanno diritto a presentare la documentazione i seguenti lavoratori:
- Gli addetti diretti alla linea di catena, soggetti a ritmi di produzione ripetitivi e vincolanti.
- I conducenti di veicoli adibiti a servizio pubblico di trasporto collettivo.
- I lavoratori impiegati in turni notturni, a patto che siano stati occupati in tali orari per un numero di giorni lavorativi pari o superiore a 78 giorni all’anno.
- I lavoratori notturni puri, ovvero coloro che prestano la propria attività in orario notturno per periodi di durata pari all’intero anno lavorativo.
Per chi rientra in queste ultime due casistiche, esistono inoltre specifiche regole per ottenere la pensione anticipata per lavori notturni.
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Come funziona il cumulo con le gestioni previdenziali speciali
Le regole sull’anticipo tutelano anche coloro che hanno versato i contributi in casse diverse durante la carriera. Infatti, la domanda per ottenere la pensione può essere validamente presentata anche dai lavoratori dipendenti del settore privato che maturano il diritto all’assegno sfruttando il cumulo dei contributi versati nelle gestioni speciali riservate ai lavoratori autonomi. In queste casistiche, i requisiti di accesso e il calcolo seguiranno puntualmente le regole previste per le gestioni autonome stesse.
In conclusione, chi ritiene di rientrare in queste specifiche categorie ed è in procinto di raggiungere l’età giusta e i contributi nel corso del 2027, deve attivarsi tempestivamente. Rispettare la scadenza del 1° maggio 2026 per l’invio della domanda, magari rivolgendosi preventivamente a un patronato di fiducia, è il passaggio obbligato per garantirsi l’accesso al sussidio in totale tranquillità e senza rischiare slittamenti indesiderati.