La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto importanti novità economiche per le categorie più fragili, con particolare riferimento alle pensioni dei grandi invalidi. Su questo punto l’INPS ha recentemente fornito chiarimenti definitivi riguardo all’aumento dell’assegno sostitutivo dell’accompagnatore militare, una prestazione di sostegno cruciale per chi è affetto da gravi patologie o menomazioni derivanti da cause di guerra o di servizio. In tal senso, le comunicazioni dell’Istituto previdenziale non si limitano a confermare gli incrementi degli importi mensili legati alle pensioni, ma definiscono con precisione anche le tempistiche di pagamento per il 2026 e l’erogazione degli arretrati maturati a partire da inizio anno, in linea con il più ampio quadro degli aumenti delle prestazioni assistenziali. Ecco tutti i dettagli.
Aumento delle pensioni: chi sono i beneficiari
La misura economica interessa una specifica platea di cittadini: i cosiddetti “grandi invalidi” per servizio o di guerra. Si tratta di dipendenti pubblici che risultano titolari di pensioni privilegiate a causa di menomazioni fisiche o psichiche permanenti e particolarmente debilitanti.
Per individuare con esattezza le patologie che danno diritto all’assegno sostitutivo, la normativa fa riferimento alle categorie cliniche individuate all’interno della tabella E allegata al DPR 915/1978. Tra i soggetti che rientrano in queste casistiche di invalidità estrema figurano le persone affette da:
- Cecità totale o danni irreversibili alla vista.
- Perdita di più arti o amputazioni di entità importante.
- Paralisi dirette causate da lesioni al sistema nervoso centrale.
- Gravi alterazioni delle facoltà mentali.
Oltre alle categorie appena elencate, il diritto all’assegno è garantito a prescindere a quei grandi invalidi che sono stati insigniti della medaglia d’oro al valor militare.
Nuovi importi 2026: a quanto ammonta l’assegno
Gli adeguamenti stabiliti dal Governo per l’anno in corso rappresentano un rafforzamento concreto e sostanziale del sussidio. Fino al 31 dicembre 2025, l’importo massimo riconosciuto per l’assegno sostitutivo dell’accompagnatore militare ammontava a 878 euro mensili. Con l’entrata in vigore delle nuove disposizioni normative, invece, le cifre spettanti subiscono un incremento strutturale basato sull’appartenenza alle diverse categorie:
- 1.000 euro al mese a partire dal 1° gennaio 2026 per i cittadini affetti dalle invalidità più gravi in assoluto.
- 500 euro al mese (con un passaggio dai precedenti 439 euro circa) per le altre categorie previste dalla normativa vigente, nello specifico quelle indicate alle lettere B, C, D ed E n.1.
Date di pagamento e arretrati INPS
Un aspetto fondamentale per i beneficiari riguarda le tempistiche pratiche di accredito, che si affiancano al calendario ordinario dei pagamenti delle pensioni. Attraverso il messaggio n. 1269/2026, l’INPS ha comunicato in via ufficiale le modalità di gestione dei pagamenti.
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L’adeguamento effettivo ai nuovi importi maggiorati verrà applicato sulla mensilità di giugno 2026. In questa stessa occasione temporale, l’Istituto previdenziale provvederà a liquidare in un’unica soluzione anche tutti gli arretrati spettanti. Verranno quindi riconosciute le differenze economiche non corrisposte relative ai mesi che vanno da gennaio a maggio 2026 compresi.
Come presentare domanda e requisiti fiscali
Dal punto di vista della natura fiscale e giuridica, l’assegno sostitutivo per l’accompagnatore militare presenta tre caratteristiche principali: è una prestazione totalmente esentasse (che non concorre alla formazione del reddito imponibile), non è reversibile in favore dei superstiti in caso di decesso del titolare, e viene erogata secondo tempistiche precise.
Per quanto concerne le procedure pratiche di richiesta, le istruzioni variano a seconda dello storico del cittadino:
- I soggetti che percepivano già la prestazione nel corso del 2025 non dovranno compiere alcuna azione. L’aggiornamento degli importi e l’erogazione degli arretrati avverranno in modo del tutto automatico da parte dell’INPS.
- Coloro che maturano i requisiti per la prima volta e non hanno mai goduto di questo beneficio devono obbligatoriamente inoltrare una formale domanda alla Direzione dei servizi del tesoro.
In merito ai nuovi richiedenti, è inoltre essenziale tenere presente che il diritto a percepire il contributo economico decorre dal primo giorno del mese successivo a quello in cui viene presentata la domanda. Per determinare tale decorrenza con assoluta precisione, fa fede unicamente la data di spedizione della raccomandata.