Non esistono solo bonus per bollette, affitto, figli o ristrutturazioni. In Italia il welfare regionale può intervenire anche su spese e bisogni molto più specifici: prodotti mestruali, contraccezione, cure veterinarie per cani e gatti, parrucche dopo le terapie oncologiche e perfino trattamenti estetici legati agli effetti collaterali delle cure.
Chiamarli bonus “strani” non significa considerarli inutili. Al contrario: sono misure meno conosciute ma fondamentali, spesso nate per coprire costi ricorrenti o improvvisi che pesano davvero sui bilanci familiari. Ecco cinque esempi da tenere d’occhio nel 2026.
1. Bonus assorbenti in Sardegna
Al primo posto c’è il bonus assorbenti della Sardegna, una delle misure più particolari annunciate negli ultimi mesi. L’obiettivo è aiutare le famiglie a sostenere la spesa per assorbenti, tamponi, coppette mestruali e altri prodotti per l’igiene mestruale destinati alle ragazze residenti.
La Regione ha previsto 14,7 milioni di euro per il triennio 2026-2028: 2,1 milioni nel 2026 e 6,3 milioni per ciascuno dei due anni successivi. La platea potenziale indicata è di circa 50mila ragazze fino a 18 anni.
Le prime stime parlano di un aiuto teorico tra 100 e 126 euro all’anno, ma importo, requisiti e modalità pratiche dipenderanno dai provvedimenti attuativi. Il punto più originale è l’impostazione universale: l’ipotesi è quella di riconoscere il sostegno senza un limite ISEE, trattando i prodotti mestruali come una spesa necessaria e continuativa.
Non c’è ancora una domanda aperta: prima serviranno le istruzioni regionali su erogazione, eventuali voucher, rimborsi, carte o sconti diretti.
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2. Contraccettivi gratuiti in Alto Adige
Dal 1° settembre 2026 l’Alto Adige offre gratuitamente diversi metodi contraccettivi alle persone residenti tra 14 e 25 anni. Il cosiddetto Bonus contraccettivi, inizialmente sperimentale per un anno, è rivolto anche alle persone in condizione di particolare vulnerabilità senza limiti di età, come le vittime di violenza o chi è seguito in specifici percorsi sociosanitari.
Non si tratta della sola pillola. Il progetto comprende infatti:
- Pillola anticoncezionale
- Anello vaginale
- Cerotto transdermico
- Impianto sottocutaneo
- Dispositivo intrauterino.
I preservativi vengono invece consegnati direttamente dai consultori aderenti. Per accedere bisogna effettuare una consulenza personalizzata e, quando necessaria, una visita ginecologica. Dopo la valutazione medica viene rilasciata una scheda prescrittiva con cui ritirare gratuitamente il metodo contraccettivo indicato nelle farmacie convenzionate entro 30 giorni.
La Provincia autonoma di Bolzano ha stanziato circa 500mila euro per il primo anno e, se la sperimentazione darà risultati positivi, il servizio potrà essere prorogato o diventare stabile.
3. Bonus veterinario per cani e gatti
Un altro aiuto poco comune è il contributo per le spese veterinarie rivolto ai proprietari di animali d’affezione. In diverse Regioni nel 2026 sono stati pubblicati bandi destinati in particolare agli over 65 con redditi bassi, per alleggerire i costi delle cure di cani, gatti e, in alcuni casi, furetti.
In Puglia, ad esempio, il contributo è attivo nel 2026 ed è rivolto ai residenti che avevano almeno 65 anni e un ISEE ordinario sotto i 16.215 euro al momento delle spese. L’aiuto rimborsa, fino a un massimo di 300 euro, i costi sostenuti nel 2024 per visite veterinarie, interventi chirurgici, analisi di laboratorio e farmaci destinati a cani, gatti e furetti regolarmente registrati. Le domande devono essere presentate online attraverso la piattaforma della Regione Puglia dal 27 luglio al 27 settembre 2026: per la richiesta servono le fatture o ricevute delle spese, l’ISEE, i dati dell’animale e un IBAN intestato o cointestato al richiedente. Le risorse sono limitate, perciò l’accesso al contributo dipende anche dalla disponibilità dei fondi.
In Piemonte, invece, il bando regionale (chiuso però lo scorso 23 giugno 2026) è rivolto ai residenti con più di 65 anni e ISEE ordinario fino a 16.215 euro, proprietari di cani, gatti o furetti identificati e registrati secondo le regole previste.
E anche la Campania ha attivato una procedura per il sostegno alle spese veterinarie degli anziani proprietari di animali, con requisiti di età, residenza specifici e un ISEE ordinario inferiore a 16.215 euro. Ma anche in questo caso, l’invio delle domande è stato già chiuso in data 9 marzo 2026.
Si tratta ad ogni modo di un bonus particolare, perché riconosce un fatto molto concreto: per molte persone anziane un animale domestico non è un lusso, ma compagnia, supporto emotivo e parte della quotidianità. Una visita, gli esami o un intervento veterinario, però, possono trasformarsi in una spesa difficile da affrontare. E proprio qui entrano in gioco le agevolazioni regionali mirate.
4. Bonus parrucca e protesi tricologica
In Lombardia è attivo anche il contributo per chi affronta l’alopecia conseguente a chemioterapia o radioterapia. La misura non riguarda soltanto la parrucca: comprende anche protesi tricologiche e trattamenti di estetica oncologica collegati agli effetti delle terapie.
Il contributo massimo previsto è di 250 euro per l’acquisto di una parrucca, 400 euro per una protesi tricologica e 70 euro per trattamenti di estetica oncologica. È possibile presentare una domanda all’anno per ciascuna tipologia di sostegno, ed è necessario essere residenti in Lombardia. La richiesta di contributo può essere presentata al seguente link dal 3 marzo 2026.
Questa è una misura che può sembrare insolita soltanto a prima vista. In realtà, affronta una conseguenza concreta e durissima delle terapie oncologiche, con un impatto anche sull’immagine di sé, sulle relazioni sociali e sul benessere psicologico delle persone coinvolte.
5. Bonus per la bici pieghevole sul treno
Anche se tecnicamente non è più attivo, tra i bonus più curiosi da segnalare rientra anche il contributo per acquistare una bicicletta pieghevole da portare in treno. In Toscana è esistito un incentivo dedicato ai pendolari abbonati a Trenitalia o TFT, pensato per favorire gli spostamenti casa-stazione e stazione-lavoro senza usare l’auto.
Il contributo previsto arrivava fino a 150 euro ed era rivolto proprio a chi acquistava biciclette pieghevoli, più facili da trasportare sui convogli e utilizzabili senza supplemento o limitazioni di orario previste per le bici tradizionali.
È un esempio perfetto di bonus “strano” ma intelligente: non finanzia genericamente una bicicletta, bensì un oggetto preciso pensato per risolvere il problema dell’ultimo chilometro. Ovvero il tratto tra fermata, stazione, lavoro, università o casa. Purtroppo, al momento questo bonus non è stato rifinanziato. Ma iniziative simili potrebbero ripresentarsi in futuro anche in altre Regioni italiane.
Perché controllare i bandi locali
Questi aiuti dimostrano che i bonus più utili non sono sempre quelli più pubblicizzati. Una Regione può intervenire sui prodotti mestruali, un’altra sulla salute sessuale, un’altra ancora sulle cure degli animali o sugli effetti estetici e psicologici delle terapie.
Prima di rinunciare a una spesa, conviene quindi verificare non solo le misure nazionali, ma anche i bandi della propria Regione, del Comune e dell’ASL di riferimento. Le regole cambiano spesso: alcuni interventi hanno finestre brevi, altri vengono rifinanziati, mentre altri ancora restano in fase di sperimentazione. Ma tentare non nuoce!