Alcuni percettori ADI stanno riscontrando un nuovo avviso nella loro presentazione di domanda, ovvero quello di “in evidenza alla sede“. Questa tipologia di avviso non è nuova nel panorama delle agevolazioni, basti pensare che lo abbiamo già riscontrato anche in casi di AUU in evidenza alla sede. Ma per quanto riguarda le domande ADI, è proprio con queste lavorazioni che è tornato in auge nelle bacheche dei cittadini.
Andiamo a scoprire nel dettaglio a cosa potrebbe riferirsi e come risolverlo al più presto possibile.
Domanda ADI in evidenza alla sede, cosa significa?
Quando la domanda ADI è in evidenza alla sede significa che si sono resi necessari dei controlli da parte della sede territoriale che dispone della domanda. In particolare, le difformità che potrebbero essere riscontrare sono omissioni nella documentazione o difformità riscontrate nella DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) ai fini ISEE.
Oltre ai problemi con l’ISEE, questo problema sta riguardando anche chi, nella scala di equivalenza, presenta carichi di cura e invalidità. Abbiamo già visto che molti percettori, nonostante l’invalidità corretta, abbiano visto le proprie domande decadere. In questo caso, basterà verificare il cambiamento della scala di equivalenza rispetto a un mese fa.
Ci aspettiamo, comunque, che l’INPS possa far rientrare l’errore come nel caso delle Decadute per errore.
ADI in evidenza alla sede, cosa fare?
Per prima cosa niente panico, sono errori che come detto possono capitare ma a cui si può trovare una soluzione.
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La sede INPS di competenza potrà richiedere al cittadino una rettifica dell’ISEE o procedere alla presentazione di una nuova DSU. Dopo l’integrazione documentale, si potrà procedere, quindi, al rientro del problema. Il cittadino ha 60 giorni di tempo per rimediare, una volta rilevato l’avviso esatto, per far rientrare la difformità. Se ciò non dovesse accadere, si potrebbe verificare la decaduta della propria domanda e l’istruttoria verrà chiusa con esito negativo.
Per avere maggiori informazioni sul proprio problema, però, bisogno accedere alla piattaforma SIISL e verificare lì le motivazioni dell’evidenza in sede.
Stati ADI, quali altri difformità possiamo riscontrare?
Gli stati della domanda ADI possono essere diversi e inficiare, in alcuni casi, la corretta deposizione della domanda stessa per accedere al sussidio.
Ne abbiamo già parlato approfonditamente in questo pezzo dedicato agli stati domanda Assegno di Inclusione, ma facciamo un rapido ripasso:
- Acquisita: presentazione e acquisizione della domanda da parte dell’INPS completato, quindi sono in corso i controlli istruttori per verifica del diritto al beneficiario.
- Verificata: la verifica è andata a buon fine e si potrà procedere con la compilazione o sottoscrizione del PAD su SIISL, nel caso in cui non sia stato già fatto.
- Accolta: dopo l’esito positivo dell’istruttoria e la corretta compilazione del PAD, si può accedere al sussidio.
- Annullata: l’intermediario delegato o l’utente ha provveduto ad annullare la domanda di accesso all’ADI. Si potrà, quindi, procedere alla presentazione di una nuova domanda.
- Accolta salvo ulteriori controlli: dopo la sottoscrizione del PAD, l’INPS potrebbe effettuare nuovi controlli sulla domanda.
- Decaduta: mancanza dei requisiti in corso di erogazione della misura. I dettagli vengono, come sempre, esplicitati in piattaforma cliccando il “!”. Si può richiedere il riesame.
- In evidenza alla sede (istruttoria – rinnovi mensili): come detto, omissioni o difformità su DSU ai fini ISEE.
- Revocata: dopo una successiva verifica, per mancanza di requisiti in fase di presentazione della domanda. Anche qua, cliccando il “!” si possono avere le informazioni sul proprio caso. Si può richiedere il riesame.
- Respinta: attività istruttoria completata, ma con esito negativo.
- Sospesa per accertamento: verifica in corso per controllare che tutta la documentazione presentata sia corretta e dia accesso al sussidio. Nel dettaglio: accertamento da parte del Comune del possesso dei requisiti di residenza, verifiche a seguito dell’individuazione di discordanze ISEE/ANPR, verifica della condizione di svantaggio e inserimento in percorsi di cura e assistenza presso i servizi socio sanitari.
- Sospesa in corso di fruizione: la sospensione avviene quando non ci sono più i requisiti per poter avere ADI, in base a eventi occorsi in corso di fruizione, come la mancata presentazione ai centri per l’impiego o ai servizi sociali. Come al solito, click sul “!” per maggiori info.
- Terminata: sono trascorsi i 18 mesi in cui il beneficiario ha potuto godere del sussidio.
- Acquisita in attesa mod. Com: in attesa della presentazione del modello ADI-Com Ridotto, nel quale bisogna far presente i redditi percepiti con l’attività lavorativa dichiarata nella domanda ADI.
Ci sono delle difformità tra gli avvisi che compaiono su piattaforma SIISL e le comunicazioni INPS per lo stato della domanda, per ogni dubbio ne abbiamo parlato approfonditamente nell’articolo correlato, ma in linea di massima gli avvisi appena esplorati possono ben chiarire ogni incertezza potrà venirvi in mente.
Per calcolare, invece, l’importo del sussidio, basterà controllare le scale di equivalenza di cui abbiamo già parlato nell’articolo dedicato proprio al Calcolo assegno di inclusione.