Assegno di cura Calabria 2026, fino a 1.000 euro al mese per la disabilità gravissima: requisiti e come fare domanda

Redazione

16 Ottobre 2026

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Assistere a casa una persona con disabilità gravissima richiede tempo, presenza e risorse economiche. Per sostenere questo impegno, in Calabria sono diventati operativi gli avvisi per l’Assegno di cura: un contributo mensile che può raggiungere i 1.000 euro, previsto per dodici mensilità e destinato a supportare l’assistenza domiciliare e il lavoro delle famiglie e dei caregiver. La misura dispone di 14,78 milioni di euro del Fondo nazionale per le non autosufficienze, già trasferiti dalla Regione agli Ambiti territoriali sociali.

Per presentare la domanda, però, bisogna fare attenzione alle scadenze: non è previsto un termine unico regionale. La Regione precisa che ciascuna istanza deve essere inviata all’Ambito sociale di residenza, rispettando tempi e modalità del relativo avviso. Per il territorio di Lamezia Terme, ad esempio, la chiusura è fissata alle ore 23:59 del 13 novembre 2026. Questa data non va però estesa automaticamente agli altri Ambiti calabresi. Ecco tutti i dettagli sulla misura.

Cos’è l’Assegno di cura per disabilità gravissima e a chi è rivolto

L’Assegno di cura è un sostegno economico finalizzato a garantire l’assistenza alle persone con bisogni particolarmente complessi, favorendone la permanenza al domicilio. Non si tratta di un bonus nazionale richiedibile indistintamente da tutti, ma di un intervento attuato in Calabria attraverso gli Ambiti territoriali sociali. Questi gestiscono gli avvisi e le domande secondo le indicazioni regionali, con il coinvolgimento delle Aziende sanitarie provinciali.

La misura si rivolge alle persone con disabilità gravissima, titolari di invalidità civile al 100% e indennità di accompagnamento. Tra le condizioni citate dalla Regione, a titolo esemplificativo, rientrano la SLA, gravi forme di demenza e le situazioni di dipendenza vitale che richiedono assistenza continuativa nelle 24 ore.

Il riconoscimento dell’invalidità, da solo, non esaurisce quindi la valutazione. Il bisogno assistenziale viene esaminato dalle Unità di valutazione multidimensionale, che collaborano con l’ASP anche per la formulazione della graduatoria.

Quanto spetta: contributi da 600 o 1.000 euro al mese

L’importo viene collegato all’intensità dell’assistenza necessaria. La Regione indica due livelli:


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  • Fino a 1.000 euro mensili per le persone in dipendenza vitale, con assistenza continuativa nelle 24 ore, come nei casi di ventilazione assistita, nutrizione artificiale o stato vegetativo.
  • 600 euro mensili per le altre condizioni di disabilità gravissima ammesse all’intervento.

Il contributo è previsto per 12 mensilità, copre il periodo gennaio-dicembre 2026 e viene riconosciuto nei limiti delle risorse disponibili. Chi viene ammesso, quindi, riceverà tutte le dodici mensilità, comprese quelle relative ai mesi già trascorsi. La pubblicazione dell’avviso in autunno, dunque, non limita il sostegno ai soli mesi finali dell’anno.

Requisiti ISEE e documentazione sanitaria richiesta

Per accedere al contributo è richiesto un ISEE sociosanitario fino a 50.000 euro, elevato a 65.000 euro per i beneficiari minorenni. Lo stesso testo attribuisce all’ISEE una funzione di graduazione dell’importo. Si specifica però che il parametro ISEE non esclude dal diritto, ma serve soltanto a graduare l’importo del contributo.

Inoltre è richiesta:

  • Residenza in uno dei Comuni dell’Ambito di riferimento
  • Invalidità civile al 100% con indennità di accompagnamento.
  • Riconoscimento della situazione di gravità ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della Legge 104.
  • Condizione di disabilità gravissima certificata da uno specialista di una struttura sanitaria pubblica.

In ogni caso, modulistica e documenti precisi da presentare devono essere controllati nell’avviso territoriale di riferimento, per non sbagliare al momento dell’invio della domanda.

Domanda e termini: ogni Ambito ha il proprio avviso

Per la presentazione della domanda, la Regione Calabria rimanda espressamente ai termini e ai canali stabiliti dai singoli avvisi territoriali, normalmente tramite PEC. Non esiste quindi una scadenza valida per l’invio della domanda indistintamente per tutta la Calabria.

Per l’Ambito di Lamezia Terme, ad esempio, il termine è fissato alle ore 23:59 del 13 novembre 2026. La domanda può essere trasmessa tramite PEC oppure consegnata a mano all’Ufficio Protocollo del Comune di Lamezia Terme o del Comune di residenza, secondo le istruzioni dell’avviso. L’intervento, in questo caso, riguarda i residenti nei Comuni di Lamezia Terme, Cortale, Curinga, Falerna, Feroleto Antico, Gizzeria, Jacurso, Maida, Nocera Terinese, Pianopoli, Platania e San Pietro a Maida.

Per Vibo Valentia, invece, viene indicato un invio esclusivamente tramite PEC a protocollocomunevibo@pec.it, con oggetto “Avviso disabilità gravissime – FNA 2022”. Ma non risultano informazioni sulla data di scadenza per la trasmissione dell’istanza. In ogni caso, a seconda del territorio di appartenenza, conviene controllare l’avviso ufficiale sul sito di riferimento e tutti gli allegati, senza presumere che il termine sia uguale per tutti.

Come preparare la richiesta

La procedura per richiedere l’Assegno di cura Calabria può essere scomposta in linea di massima in tre passaggi. Prima occorre far compilare la certificazione sanitaria allo specialista della struttura pubblica, utilizzando gli allegati previsti. Chi era già beneficiario tramite ASP e non ha avuto cambiamenti, non deve ripetere la certificazione.

Successivamente, bisogna compilare il modulo corretto, allegando alla domanda ISEE, verbali di invalidità e Legge 104, documenti d’identità e stato di famiglia. Infine, il fascicolo deve essere inviato attraverso il canale stabilito dall’Ambito territoriale di riferimento (di solito tramite PEC).

Come usare l’assegno di cura e documentare le spese

Il contributo è destinato a sostenere il costo di assistenti personali con regolare contratto e di servizi forniti da enti accreditati. È prevista anche una quota per il familiare o caregiver che presta direttamente assistenza al domicilio. Le modalità di rendicontazione cambiano in base all’utilizzo:

  • Per servizi professionali, strutture semiresidenziali e assistenti personali regolarmente contrattualizzati è richiesta la documentazione della spesa per ottenere il rimborso
  • Per l’assistenza svolta direttamente dal familiare o caregiver è sufficiente un’autocertificazione dell’attività di cura, senza documentazione contabile.

Il primo passo, dunque, è individuare l’Ambito competente e procurarsi l’avviso completo. Gli Uffici di Piano e i Servizi sociali comunali sono i riferimenti indicati per ottenere modulistica, chiarimenti e conferma del termine di presentazione: un controllo essenziale per non perdere l’opportunità a causa di una data errata o di informazioni incomplete.