La Legge di Bilancio 2025 ha confermato il bonus di 2.000 euro per i lavoratori dipendenti con figli a carico, mantenendo i criteri stabiliti nel 2024 e introducendo alcune novità per i lavoratori che si trasferiscono per motivi di lavoro.
Si tratta di un’agevolazione che non viene erogata sotto forma di denaro aggiuntivo in busta paga, ma come fringe benefit, ovvero beni e servizi esenti da imposte. Questa misura, introdotta inizialmente nel 2023 con un tetto massimo di 3.000 euro, è stata poi ridotta a 2.000 euro nel 2024 e confermata con lo stesso limite anche per il 2025.
L’obiettivo di questa agevolazione è sostenere economicamente le famiglie dei lavoratori dipendenti, riducendo l’impatto dell’inflazione sui redditi attraverso il riconoscimento di beni e servizi esentasse.
Cos’è il bonus 2000 euro per dipendenti con figli a carico
Il bonus 2.000 euro per dipendenti con figli a carico è un’agevolazione riservata ai lavoratori dipendenti del settore privato, non erogata sotto forma di importo in denaro, ma attraverso beni e servizi esenti da imposte.
Rientra nella disciplina dei fringe benefit, ovvero quei compensi accessori che le aziende possono concedere ai propri dipendenti, senza che questi vengano tassati né contribuiscano alla formazione del reddito imponibile del lavoratore.
Questa agevolazione consente ai datori di lavoro di erogare ai propri dipendenti rimborsi o servizi per specifiche spese, come ad esempio affitto, mutuo o utenze domestiche. Lo scopo del bonus è fornire un aiuto concreto ai lavoratori con figli a carico, permettendo loro di sostenere alcune spese fondamentali per la famiglia senza oneri fiscali aggiuntivi.
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Cosa rientra nei fringe benefit
Secondo quanto specificato nella Circolare n. 5/E dell’Agenzia delle Entrate, tra i fringe benefit concessi ai dipendenti possono rientrare:
- buoni pasto;
- auto aziendali ad uso promiscuo;
- cellulare aziendale;
- borse di studio e corsi di formazione per il dipendente o per i suoi familiari (compresi abbonamenti in palestra);
- rimborso delle utenze domestiche, comprese le spese per energia elettrica, gas e acqua;
- rimborso dell’affitto o degli interessi sul mutuo della prima casa del lavoratore, anche nel caso in cui il contratto sia intestato al coniuge o a un altro familiare del dipendente.
Una delle principali caratteristiche di questi benefit è che non sono soggetti a tassazione e non concorrono alla determinazione del reddito imponibile del lavoratore, a condizione che il totale dei fringe benefit concessi non superi la soglia di esenzione fissata dalla legge.
Per l’anno 2025, il limite massimo di esenzione fiscale rimane 2.000 euro per i lavoratori con figli a carico, mentre per i dipendenti senza figli a carico la soglia di esenzione è fissata a 1.000 euro.
Una delle principali novità introdotte nel 2025 riguarda il riconoscimento di importi maggiorati per i lavoratori che si trasferiscono per motivi di lavoro a una distanza superiore a 100 chilometri dalla loro residenza. In questi casi, i datori di lavoro potranno prevedere una somma aggiuntiva rispetto al tetto ordinario di 2.000 euro.
A chi spetta il bonus 2000 euro per dipendenti
Il bonus 2.000 euro spetta a tutti i lavoratori dipendenti del settore privato che abbiano almeno un figlio fiscalmente a carico. Possono beneficiarne anche i lavoratori percettori di reddito assimilato a quello da lavoro dipendente, tra cui:
- collaboratori con contratto CO.CO.CO;
- lavoratori autonomi occasionali;
- amministratori di società;
- tirocinanti e altri soggetti che percepiscono redditi assimilati al lavoro dipendente.
Sono invece esclusi dal beneficio i lavoratori del settore pubblico, poiché la normativa sui fringe benefit non si applica ai dipendenti statali.
Quali sono i requisiti per ottenere il bonus
Per poter usufruire del bonus di 2.000 euro, è necessario che il lavoratore abbia almeno un figlio fiscalmente a carico. La Legge di Bilancio 2025 ha confermato le regole stabilite nel 2024, prevedendo che:
- l’agevolazione si applichi in misura intera a ogni genitore titolare di reddito da lavoro dipendente o assimilato, anche se il nucleo familiare ha un solo figlio, a condizione che questo sia fiscalmente a carico di entrambi i genitori;
- per il Fisco, sono considerati a carico i figli con un reddito annuo non superiore a 2.840,51 euro (al lordo degli oneri deducibili);
- il bonus spetta a entrambi i genitori, anche nel caso in cui decidano di attribuire l’intera detrazione per figli a carico al genitore con reddito più elevato.
Come richiedere il bonus 2000 euro per dipendenti
Per ottenere il bonus, il lavoratore dipendente deve dichiarare al proprio datore di lavoro di averne diritto, comunicando il codice fiscale del figlio o dei figli fiscalmente a carico.
Non è richiesta una procedura specifica per presentare la dichiarazione, che può essere effettuata con modalità concordate tra il lavoratore e il datore di lavoro.
Nel caso in cui uno o più figli non siano più fiscalmente a carico, il dipendente ha l’obbligo di informare tempestivamente il proprio datore di lavoro. Quest’ultimo provvederà al recupero del beneficio non spettante nei periodi di paga successivi e comunque entro i termini previsti per le operazioni di conguaglio fiscale.
Se il bonus viene concesso per il rimborso delle spese di affitto, il datore di lavoro è tenuto a raccogliere e conservare la documentazione giustificativa delle somme erogate. In alternativa, può acquisire una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà da parte del lavoratore, da conservare in caso di controlli fiscali.
Questa agevolazione rappresenta un importante sostegno economico per le famiglie dei lavoratori dipendenti, consentendo di ottenere rimborsi e servizi esentasse per spese fondamentali come affitto, mutuo e utenze domestiche.