Per favorire le pari opportunità nel mercato del lavoro, il Governo ha introdotto il Bonus donne 2026. E per chiarirne l’applicazione, l’INPS ha appena reso note le prime istruzioni operative tramite la circolare n. 57/2026. In sintesi, si tratta di uno sconto totale, pari al 100% sui contributi previdenziali, a carico dei datori di lavoro privati (inclusi quelli del settore agricolo) che assumono donne con contratto a tempo indeterminato tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2026. I premi INAIL restano esclusi dallo sconto, e la lavoratrice non subirà alcuna decurtazione sulla futura pensione. Ecco tutti i dettagli.
Bonus donne 2026, a chi spetta e a quanto ammonta
Come chiarito dall’ultima circolare INPS, l’importo del bonus varia a seconda della situazione lavorativa e della residenza della donna assunta. Ecco uno schema pratico per orientarsi:
| Categoria Lavoratrice | Requisiti principali per l’assunzione | Importo Massimo Mensile |
| Profilo Generale | Disoccupate da almeno 24 mesi (ovunque residenti), da almeno 12 mesi (categorie specifiche UE), o “lavoratrici svantaggiate”. | 650 euro |
| Residenti in ZES | Donne con i requisiti del Profilo Generale, ma residenti nelle regioni della ZES Unica al momento dell’assunzione. | 800 euro |
Attenzione però alle esclusioni: l’agevolazione non si applica ai contratti a tempo determinato, alle trasformazioni da determinato a indeterminato, ai contratti di apprendistato e al lavoro domestico (es. colf e badanti).
Le regole d’oro per ottenere l’agevolazione
Per non perdere il diritto al beneficio, le aziende devono rispettare alcune condizioni precise dettate dall’INPS:
- Annuncio online: A partire dal 1° aprile 2026, l’azienda deve pubblicare la posizione lavorativa vacante sulla piattaforma pubblica SIISL.
- Nessun licenziamento recente o futuro: Il datore non deve aver effettuato licenziamenti (collettivi o individuali per giustificato motivo oggettivo) nei 6 mesi precedenti, e non può licenziare la nuova assunta o un collega con la stessa qualifica nei 6 mesi successivi.
- Crescita reale del personale: L’assunzione deve generare un aumento effettivo della forza lavoro in azienda rispetto alla media dei 12 mesi precedenti.
- Rispetto dei contratti: La lavoratrice deve ricevere uno stipendio che rispetti le soglie fissate dai Contratti Collettivi Nazionali (CCNL).
- Tetto agli aiuti: Essendo un “Aiuto di Stato”, lo sconto contributivo non può mai superare il 50% dei costi salariali totali.
Compatibilità con altri aiuti
Il Bonus Donne 2026 non si può cumulare con altri sconti sui contributi aziendali (come gli incentivi per l’assunzione di disabili, per l’edilizia o per le zone montane).
Tuttavia, è pienamente compatibile con due misure: le agevolazioni che riducono i contributi a carico della lavoratrice e la maxi-deduzione del costo del lavoro per le nuove assunzioni prevista dalla Legge di Bilancio 2025.
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Come fare domanda per il Bonus donne 2026
I fondi hanno un limite di spesa. Per assicurarsi l’incentivo, i datori di lavoro devono seguire questa procedura:
- Accedere al sito web dell’INPS e cercare la sezione “Portale delle Agevolazioni (ex DiResCo) – Bonus donne 2026”.
- Compilare accuratamente il modulo online (la richiesta può essere inviata anche prima che il rapporto di lavoro inizi formalmente).
- Attendere la conferma automatica. L’INPS verificherà le banche dati, calcolerà l’importo esatto, controllerà la disponibilità dei fondi e darà il via libera definitivo.
- Una volta confermato, l’importo calcolato dai sistemi INPS diventerà lo sconto massimo ufficiale che l’azienda potrà far valere sulle denunce contributive mensili.