Un premio economico per gli insegnanti che investono nella propria formazione. Ora il bonus formazione docenti prende una forma più precisa, con un riconoscimento minimo pari al 10% del trattamento stipendiale in godimento. La novità arriva dal decreto-legge n. 170 del 30 settembre 2026, entrato in vigore il 1° ottobre, e riguarda chi completa il percorso triennale di formazione incentivata con una valutazione individuale positiva.
Prima di pensare a un aumento netto in busta paga, però, serve una precisazione: non si tratta di un bonus automatico per tutti gli insegnanti, e non è una maggiorazione permanente dello stipendio. Parliamo invece di un premio una tantum, legato al percorso svolto, al suo esito e alle risorse disponibili. Il bonus va ad aggiungersi ad altre misure già in atto rivolte al personale docente delle scuole, come la Carta del Docente. Vediamo quali sono le condizioni da conoscere e che cosa cambia con la nuova percentuale.
Quanto vale il Bonus formazione docenti
La novità principale è la definizione dell’importo del bonus: in attesa che intervenga la contrattazione collettiva nazionale, il premio minimo viene fissato al 10% del trattamento stipendiale del docente. Una percentuale precisa, dunque, al posto di una cifra uguale per tutti.
Il meccanismo era già previsto dall’articolo 16-ter del decreto legislativo n. 59/2017, e stabilisce un riconoscimento economico compreso tra il 10% e il 20%, affidando alla contrattazione nazionale il compito di determinarne la misura. Il decreto del settembre 2026 introduce quindi una soluzione transitoria: fino alla definizione contrattuale si applica il 10%. Questo significa che il 20% potrebbe essere raggiunto in seguito, ma non è un premio attualmente riconosciuto, né un aumento già promesso per il futuro.
Chi può riceverlo
La legge individua come destinatari gli insegnanti di ruolo di ogni ordine e grado delle scuole statali. Essere di ruolo, tuttavia, non basta per ottenere il riconoscimento: bisogna superare il percorso formativo triennale e ricevere una valutazione individuale positiva. L’assegnazione è inoltre selettiva, non generalizzata, e deve rispettare i limiti delle risorse disponibili.
Nella fase iniziale di attuazione, la formazione incentivata, erogata tramite la piattaforma ministeriale Scuola Futura, è stata rivolti solamente ai docenti di ruolo che svolgono incarichi organizzativi e attività di supporto alla gestione della scuola. Tra le figure coinvolte figurano i collaboratori del dirigente scolastico, i responsabili di plesso e di progetto, i tutor e gli orientatori: quindi insegnanti che, oltre alla didattica, contribuiscono al coordinamento delle attività dell’istituto.
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Come si svolge la formazione
Le attività del percorso di formazione incentivata avvengono sulla piattaforma ministeriale Scuola Futura e prevedono 30 ore di formazione all’anno, da svolgersi volontariamente e al di fuori dell’orario di insegnamento. Per passare all’annualità successiva, è necessario aver completato quella precedente.
Secondo le indicazioni riportate sulla nota ministeriale del 26 agosto, nell’anno scolastico 2026/2027 partono tre annualità, riferite a cicli diversi:
- La terza annualità del primo ciclo.
- La seconda annualità del secondo ciclo.
- La prima annualità del terzo triennio.
L’avvio del nuovo triennio apre quindi una possibilità anche a chi non aveva iniziato o concluso le precedenti edizioni, nel rispetto delle condizioni di accesso previste. Non bisogna però confondere questa opportunità con il riconoscimento immediato del premio: il passaggio decisivo resta il completamento dell’intero percorso, seguito dalla valutazione positiva.
C’è poi un altro aspetto da tenere separato. La partecipazione alla formazione può essere remunerata dalle scuole attraverso il fondo per il miglioramento dell’offerta formativa, secondo la contrattazione d’istituto, oppure può prevedere la fruizione dei cinque giorni di esonero dal servizio indicati dal contratto nazionale. Sono modalità che riguardano la frequenza dei corsi, indipendenti dal premio del 10% previsto alla conclusione del triennio.
Domanda e tempi di pagamento del Bonus formazione docenti
Il bonus non funziona come un contributo aperto a tutti, da richiedere con una semplice domanda per ricevere una somma prestabilita. Il percorso parte dall’accesso alla formazione incentivata e arriva al riconoscimento economico soltanto dopo il suo superamento e la valutazione individuale prevista. Anche a quel punto restano da rispettare le condizioni e i limiti finanziari fissati dalla normativa.
Per i docenti interessati, quindi, conta verificare l’edizione formativa alla quale possono accedere, seguire le annualità richieste e completare il percorso. La nuova disposizione chiarisce quanto vale il premio nella fase transitoria, ma non elimina i requisiti di partecipazione né rende automatica l’assegnazione.
Quanto al pagamento, la normativa collega l’erogazione all’anno in cui il docente consegue la valutazione individuale positiva al termine del percorso triennale. L’indennità viene corrisposta entro i limiti delle risorse disponibili, ma non è indicato un mese preciso per l’accredito.