Bonus furgoni e moto 2026: come funziona e requisiti previsti

Redazione

25 Maggio 2026

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Il Governo ha finalmente sbloccato il Dpcm Automotive, una manovra da 1 miliardo e 343 milioni di euro destinata a sostenere il settore automobilistico italiano e le imprese della filiera. Dopo quasi un anno di attesa, il decreto del Presidente del Consiglio introduce fondi per gli investimenti produttivi e agevolazioni dirette ai cittadini, tra cui spicca il bonus furgoni e moto, insieme a un’inedita misura per il noleggio a lungo termine. Il provvedimento è stato annunciato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Vediamo qui sotto tutti i dettagli.

Bonus furgoni e moto 2026, come sono ripartiti i fondi

L’intervento governativo sull’automotive stanzia le risorse disponibili dividendo il budget in due macro-aree principali, pensate per supportare contemporaneamente l’industria e i consumatori finali.

Il 70% delle risorse è destinato direttamente alle imprese della filiera automobilistica per finanziare la transizione industriale. Questi capitali serviranno ad attivare:

  • Accordi per l’innovazione orientati a progetti di ricerca e sviluppo
  • Contratti di sviluppo per i grandi adeguamenti strutturali
  • Nuovi mini contratti di sviluppo, uno strumento tecnico introdotto appositamente per agevolare gli investimenti delle Piccole e Medie Imprese (PMI) del comparto automotive.

Il restante 30% dei fondi si concentra sugli incentivi diretti per l’acquisto e il noleggio di veicoli. Questo pacchetto, noto come bonus per furgoni e moto, aiuta concretamente le piccole imprese del trasporto merci e le persone fisiche con redditi bassi ad aggiornare i propri mezzi di trasporto anche in chiave più sostenibile, in linea con altri strumenti come gli ecobonus auto, gli incentivi per la conversione GPL e l’incentivo 2026 sul bollo auto.

Importi e agevolazioni per veicoli commerciali e due ruote

Per la quota del 30% destinata ai clienti finali, le risorse previste dal decreto ammontano a cifre specifiche per ogni tipologia di mezzo. Le agevolazioni sono così distribuite:

  • 180 milioni di euro sono riservati all’acquisto di veicoli commerciali di categoria N1 e N2 (veicoli progettati e costruiti per il trasporto merci). Questa misura spetta esclusivamente alle PMI del trasporto merci per incentivare il rinnovo delle flotte
  • 90 milioni di euro finanziano l’acquisto di moto, scooter e quadricicli, con il vincolo normativo che siano dotati di alimentazione elettrica o ibrida
  • 68 milioni di euro finanziano l’installazione di infrastrutture di ricarica domestica, indispensabili per l’alimentazione quotidiana dei veicoli elettrici.
  • 20 milioni di euro sono destinati al retrofit, ovvero le operazioni tecniche necessarie per installare impianti a GPL o metano sulle automobili.

Come funziona il noleggio auto sociale: requisiti e limiti ISEE

Il decreto introduce inoltre un programma di noleggio a lungo termine sociale, sostenuto con un fondo dedicato di 50 milioni di euro. Questa agevolazione economica assicura la mobilità alle fasce di popolazione con minori disponibilità finanziarie.


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Per accedere a questo particolare bonus, i richiedenti devono rispettare due requisiti economici e tecnici inderogabili:

  1. Avere un ISEE inferiore ai 30.000 euro
  2. Effettuare la rottamazione di una vecchia auto, che deve obbligatoriamente appartenere a una classe di emissione fino a Euro 4.

Rispettando questi limiti di legge, le persone fisiche otterranno tariffe ridotte per noleggiare veicoli sicuri e meno inquinanti, senza doverne sostenere l’intero costo di acquisto.

Il sostegno strutturale alla filiera automobilistica

Il decreto, in attesa della formale trasmissione alla Corte dei conti, sposta l’asse strategico dai tradizionali sussidi al sostegno per gli investimenti strutturali. Secondo quanto auspiato dal Ministro Adolfo Urso, le nuove risorse statali dovrebbero spingere la ricerca e l’innovazione nel settore delle nuove tecnologie della mobilità.

L’intervento supporta inoltre le case automobilistiche, attualmente impegnate a rivedere i propri piani industriali per fronteggiare la concorrenza asiatica. E l’obiettivo finale è chiaro: consolidare la filiera produttiva nazionale, dalla componentistica di base ai sistemi avanzati, garantendo lo sviluppo su larga scala di veicoli che risultino allo stesso tempo sostenibili, connessi, autonomi e sicuri per tutti i cittadini.