Il bonus latte artificiale 2026 si conferma un aiuto fondamentale per le famiglie italiane, offrendo un sostegno concreto alle neo-mamme che, per ragioni mediche, non possono procedere con l’allattamento naturale. Questa misura, nata per garantire il diritto alla salute e alla corretta nutrizione del neonato, è stata confermata anche per l’anno in corso, mantenendo i requisiti stabiliti dalla normativa nazionale ma con una gestione operativa demandata alle singole Regioni.
Chi può beneficiare del bonus latte artificiale nel 2026?
Il contributo non è rivolto alla generalità delle madri, ma è strettamente vincolato a specifiche condizioni di salute e a determinati requisiti economici. Per accedere al bonus, la famiglia deve possedere un ISEE non superiore a 30.000 euro annui.
Dal punto di vista medico, l’agevolazione spetta alle madri affette da patologie che impediscono l’allattamento al seno, sia in via definitiva che temporanea, a patto che non abbiano accesso al latte materno donato tramite le banche dedicate (BLUD).
Le patologie riconosciute includono:
- Condizioni permanenti: tra cui infezioni da HTLV1 e 2, sindrome di Sheehan, alattogenesi ereditaria, mastectomia bilaterale o ipotrofia bilaterale della ghiandola mammaria;
- Condizioni temporanee: come infezioni da virus varicella-zoster, lesioni erpetiche o luetiche sul seno, tubercolosi non trattata, o l’assunzione di farmaci specifici assolutamente controindicati per l’allattamento.
Importo e durata del sostegno
L’agevolazione prevede un contributo economico che può arrivare fino a un massimo di 400 euro annui per neonato. È importante sottolineare che il bonus copre esclusivamente le spese sostenute nei primi sei mesi di vita del bambino, periodo ritenuto cruciale per la nutrizione tramite formule per lattanti.
L’erogazione del contributo avviene solitamente sotto forma di rimborso delle spese effettuate o tramite la fornitura diretta del latte presso le farmacie e le strutture convenzionate, a seconda di quanto stabilito dai bandi regionali specifici.
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Come ottenere la certificazione medica
Per inoltrare la richiesta, è indispensabile che la patologia sia certificata gratuitamente da un medico del Servizio Sanitario Nazionale (SSN).
- Se la condizione è nota già al momento del parto, la certificazione può essere rilasciata dal neonatologo o dal pediatra della struttura ospedaliera;
- Se la necessità insorge successivamente, il documento può essere redatto dal proprio pediatra di libera scelta o dal medico di medicina generale.
In caso di patologie temporanee, la certificazione deve essere rinnovata con una verifica mensile che attesti la persistenza dell’impedimento all’allattamento.
Procedura per la domanda nel 2026
La domanda va presentata direttamente alla propria ASL di residenza. Non esiste un portale unico nazionale, poiché la gestione dei fondi è territoriale; pertanto, è consigliabile consultare il sito web della propria Regione o rivolgersi agli uffici Scelta e Revoca della ASL per scaricare la modulistica aggiornata.
I documenti necessari per completare la pratica sono:
- Certificazione medica rilasciata da uno specialista SSN;
- Attestazione ISEE 2026 (con valore entro i 30.000 euro);
- Modulo di domanda debitamente compilato;
- Giustificativi di spesa (scontrini o fatture) relativi all’acquisto del latte artificiale prescritto.
Altre agevolazioni per le neo-mamme
Si ricorda che per il 2026, oltre al bonus latte, le famiglie possono beneficiare del nuovo Bonus Nuove Nascite (pari a 1.000 euro per ISEE fino a 40.000 euro) e dell’Assegno Unico Universale, che viene erogato mensilmente e include una maggiorazione specifica per i figli nel primo anno di vita.