Bonus maltempo 2026 INPS: come richiedere il contributo fino a 3.000 euro

Redazione

12 Maggio 2026

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L’emergenza meteorologica che ha duramente colpito diverse aree del Sud Italia, all’inizio del 2026, ha portato all’attivazione di nuove misure di sostegno economico. Tramite una circolare dello scorso 7 maggio, l’INPS ha fornito tutte le direttive ufficiali per ottenere il nuovo bonus maltempo (noto anche come “bonus alluvioni”). Si tratta di una specifica indennità una tantum pensata per supportare i lavoratori costretti a interrompere la propria attività quotidiana a causa di frane, fango e danni strutturali ai territori. Vediamo qui sotto tutti i dettagli.

Come funziona il bonus maltempo INPS

La misura introdotta dall’ente previdenziale prevede l’erogazione di un assegno pari a 500 euro per ogni periodo di fermo lavorativo, calcolato su un blocco massimo di 15 giorni. Il legislatore ha fissato un tetto massimo cumulabile che non può superare i 3.000 euro per lavoratore.

L’indennità copre i danni o le sospensioni lavorative verificatesi nel periodo temporale compreso tra il 18 gennaio e il 30 aprile 2026. Il sistema di erogazione iniziale fa affidamento sull’autocertificazione del cittadino, un meccanismo essenziale che permette di velocizzare notevolmente l’accredito delle somme. Tuttavia, la misura presenta dei limiti strutturali evidenti delineati dagli stessi operatori e associazioni di categoria: l’importo di 3.000 euro si configura più come un sussidio di sopravvivenza per le spese domestiche di base, risultando insufficiente per coprire invece i reali costi di ricostruzione di imprese e professionisti che hanno perso macchinari, attrezzature specializzate o scorte di magazzino vitali per l’economia locale.

A chi spetta: requisiti e categorie ammesse

Il sostegno economico è strutturato per tutelare specifiche categorie di lavoratori indipendenti e parasubordinati, soggetti che storicamente rimangono esclusi dai tradizionali ammortizzatori sociali. Secondo le rigorose disposizioni della circolare INPS, possono inoltrare la richiesta formale le seguenti categorie:

  • Collaboratori coordinati e continuativi (Co.co.co.), inclusi i medici specializzandi e i dottorandi di ricerca.
  • Agenti e rappresentanti di commercio operanti sui territori maggiormente colpiti.
  • Lavoratori autonomi, professionisti e titolari di impresa regolarmente iscritti alla previdenza obbligatoria di competenza.

Per quanto concerne i requisiti territoriali, il richiedente deve risultare residente o avere la sede operativa in uno dei comuni situati in Calabria, Sardegna e Sicilia per i quali è stato formalmente dichiarato lo stato di emergenza con la delibera governativa del 26 gennaio scorso.

Rimane tuttavia un aspetto burocratico cruciale che necessita di particolare attenzione da parte dei richiedenti: il lavoratore deve poter dimostrare l’effettiva sospensione della propria attività. Qualora l’ente procedesse a verifiche formali, il cittadino dovrà infatti esibire documentazione ufficiale incontestabile, come ad esempio un’ordinanza sindacale di chiusura. Il timore di futuri accertamenti in assenza di carte inoppugnabili potrebbe quindi rappresentare un ostacolo per molti aventi diritto che si sono dovuti fermare per cause di forza maggiore.


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Come fare domanda per il bonus maltempo

La procedura per ottenere la prestazione economica è esclusivamente digitale, e le istanze telematiche devono essere trasmesse obbligatoriamente entro la scadenza del 20 giugno 2026.

I diretti interessati devono effettuare l’accesso al portale telematico INPS utilizzando le proprie credenziali SPID, la Carta di Identità Elettronica (CIE) o la Carta Nazionale dei Servizi (CNS). Una volta autenticati nell’area riservata, il percorso esatto da seguire è:

  • Area “Sostegni, Sussidi e Indennità”
  • “Punto d’accesso alle prestazioni non pensionistiche”.

Durante questa prima fase operativa, l’INPS procederà allo sblocco dei pagamenti basandosi esclusivamente sui dati dichiarati in fase di inoltro telematico. L’Istituto ha però confermato ufficialmente che seguiranno severi controlli a tappeto sulle istanze accolte. E in presenza di dichiarazioni incongruenti o mendaci, verranno immediatamente attivate le procedure di recupero delle somme indebite, con l’applicazione delle relative sanzioni previste dalla normativa vigente.

Assistenza per l’invio della pratica INPS

Per i cittadini che non possiedono un’identità digitale certificata, o che riscontrano difficoltà operative nell’interazione con le piattaforme web statali, l’ordinamento garantisce validi canali alternativi di supporto. È pienamente possibile affidare l’inoltro e la gestione della pratica agli uffici di Patronato presenti sul territorio. In alternativa, i lavoratori possono rivolgersi direttamente agli operatori del Contact Center INPS, chiamando il numero verde 803 164 da rete fissa. Questi strumenti assicurano che il supporto statale arrivi concretamente anche alle fasce di popolazione meno abituate all’uso dei servizi digitali, proteggendo tempestivamente le attività lavorative maggiormente esposte ai sempre più frequenti cambiamenti del clima.