Detrazioni affitto Modello 730/2026: requisiti, importi e come funzionano

Redazione

12 Maggio 2026

,

Seguici su: Instagram    whtasapp    youtube   tiktok   facebook

Recuperare parte delle spese sostenute per l’affitto è un diritto di molti contribuenti. Attraverso la dichiarazione dei redditi, lo sgravio fiscale per l’affitto si traduce in un rimborso concreto per chi ha stabilito la propria residenza nell’immobile locato. L’importo spettante non è uguale per tutti, ma viene calibrato con precisione in base al reddito, all’età e alla tipologia di contratto stipulato. Dalle agevolazioni potenziate per i giovani under 31 fino agli sconti dedicati agli studenti fuori sede e ai lavoratori trasferiti, il sistema prevede diverse aliquote e tetti massimi, che si sommano a ulteriori detrazioni già attive legate alla casa. Ecco i dettagli.

I requisiti generali per detrarre l’affitto

Per poter inserire l’affitto all’interno del Modello 730/2026, il principio fondamentale è che l’immobile locato sia destinato ad abitazione principale del contribuente o dei suoi familiari. Per abitazione principale si intende il luogo di dimora abituale, che solitamente coincide con la residenza anagrafica.

Un requisito imprescindibile riguarda poi la regolarità burocratica del rapporto locatizio. La stipula deve avvenire rispettando rigorosamente le normative della Legge 431/98 sulle locazioni e il documento deve risultare regolarmente registrato presso l’Agenzia delle Entrate. Senza l’avvenuta registrazione, il contribuente non solo rischia le sanzioni previste per legge, ma perde immediatamente qualsiasi diritto di accesso alle agevolazioni fiscali, comprese quelle collegate all’affitto breve nel modello 730.

Gli importi della detrazione in base al contratto

La detrazione base non si calcola in percentuale sulla spesa totale, ma consiste in un importo forfettario legato indissolubilmente al reddito complessivo del cittadino e al tipo di accordo firmato.

Contratti a canone libero (4+4)

Nel caso dei contratti più comuni, dove proprietario e inquilino stabiliscono liberamente il canone mensile, gli sconti fiscali spettanti ammontano a:

  • 300 euro per chi possiede un reddito complessivo che non supera i 15.493,71 euro.
  • 150 euro se il reddito complessivo è compreso tra 15.493,71 euro e 30.987,41 euro.

Superata la soglia dei 30.987,41 euro, la normativa non prevede alcuna erogazione o sconto.


Scarica la nostra app e risparmia con i bonus attivi in Italia:

Contratti a canone concordato (3+2)

Per incentivare l’utilizzo di contratti a prezzi calmierati, basati su specifici accordi territoriali tra sindacati e associazioni di categoria, lo Stato riconosce importi superiori:

  • 495,80 euro per i redditi fino a 15.493,71 euro.
  • 247,90 euro per la fascia reddituale che va da 15.493,71 euro a 30.987,41 euro.

Bonus giovani under 31: rimborso fino a 2.000 euro

Tra le misure più vantaggiose confermate per l’anno d’imposta 2025 vi è l’agevolazione per i giovani di età compresa tra i 20 e i 31 anni non compiuti. Questa specifica misura spetta per i primi 4 anni di locazione, a patto che il beneficiario possieda un reddito complessivo non superiore a 15.493,71 euro.

Il valore del bonus viene calcolato scegliendo la cifra più alta tra un importo fisso di 991,60 euro e il 20% del canone annuo, fino a un tetto massimo rimborsabile di 2.000 euro.

Per chiarire il meccanismo, si pensi a un giovane inquilino che sostiene un costo annuale di 6.000 euro per l’immobile in cui vive. Calcolando il 20%, otterrebbe 1.200 euro. Poiché 1.200 euro è superiore all’importo minimo fisso (991,60 euro) e rimane al di sotto della soglia massima consentita (2.000 euro), il giovane potrà portare in deduzione esattamente 1.200 euro. Tale sistema premia proporzionalmente chi sostiene costi abitativi maggiori, garantendo al contempo una base minima a chi paga canoni inferiori, e si affianca alle altre forme di bonus affitto disponibili.

Agevolazioni per studenti fuori sede e lavoratori trasferiti

Studenti universitari

Per chi frequenta un’università situata ad almeno 100 chilometri dal proprio comune di residenza (distanza ridotta a 50 km per le zone montane o aree disagiate) e obbligatoriamente in una provincia diversa, si applica una regola differente. È possibile detrarre il 19% dei canoni pagati, applicato su un limite massimo di spesa di 2.633 euro. Il risparmio fiscale massimo effettivo è di circa 500,27 euro. Questo beneficio può essere richiesto direttamente dallo studente se produce reddito autonomo, oppure dai genitori se il figlio risulta fiscalmente a carico.

Lavoratori dipendenti

I dipendenti che necessitano di spostare la propria residenza per motivi professionali nel comune di lavoro (o in uno limitrofo) situato ad almeno 100 chilometri di distanza e in una regione diversa, ottengono un aiuto concreto per i primi tre anni dal trasferimento. Gli importi erogati ricalcano quelli dei giovani under 31: 991,60 euro o 495,80 euro in base alla fascia di reddito.

Il ruolo dei fringe benefit aziendali

Le novità per il 2026 includono anche importanti conferme legate al welfare aziendale. I datori di lavoro hanno la facoltà di supportare i propri dipendenti pagando il canone tramite fringe benefit completamente esentasse. Le soglie di esenzione ammontano a:

  • Fino a 5.000 euro per i neoassunti nel corso del 2025 (valido per i primi due anni di contratto).
  • Fino a 2.000 euro per i dipendenti con figli a carico.
  • Fino a 1.000 euro per la generalità degli altri lavoratori.

Queste somme erogate dall’azienda non concorrono in alcun modo a formare reddito imponibile e, di conseguenza, non dovranno essere inserite come reddito all’interno della dichiarazione.

Come compilare il Modello 730/2026 e gestire l’incapienza

Per dichiarare i canoni senza incorrere in sanzioni o errori, è necessario prestare massima attenzione al Quadro E – Oneri e Spese:

  • Rigo E71: dedicato all’abitazione principale, richiede l’inserimento del codice corretto (1 per canone libero, 2 per concordato, 3 per lavoratori dipendenti, 4 per giovani under 31).
  • Rigo E72: spazio riservato ai lavoratori dipendenti trasferiti.
  • Rigo E8/E10: da compilare inserendo il codice 18 per gli studenti universitari fuori sede.

In caso di futuri controlli documentali, il cittadino ha l’obbligo di conservare la copia del Modello RLI, tutte le quietanze di pagamento (ricevute provviste di marca da bollo se l’importo eccede i 77,47 euro o tracciabilità dei bonifici), la certificazione di residenza e l’iscrizione all’ateneo per gli studenti.

Qualora il contratto risulti cointestato, lo sgravio fiscale deve essere diviso matematicamente in base alla percentuale di intestazione. Tuttavia, il superamento dei limiti reddituali viene valutato individualmente: se un solo cointestatario supera la soglia, l’altro manterrà intatto il proprio diritto alla quota di detrazione spettante. Infine, per i contribuenti in incapienza fiscale (quando l’imposta lorda da pagare risulta inferiore alla detrazione a cui si ha diritto), la quota eccedente viene automaticamente convertita in un credito d’imposta, da utilizzare per diminuire altre tasse o da richiedere direttamente a rimborso.