L’INPS ha confermato che i pagamenti del bonus nuovi nati sono attualmente in corso, con il 62% delle pratiche già in fase di liquidazione. Le erogazioni procedono progressivamente, rispettando l’ordine cronologico di arrivo delle pratiche e il completamento delle consuete verifiche stabilite dalla normativa vigente. Fino al 7 maggio, le istanze inviate hanno raggiunto quota 65.648: di queste, 52.199 sono state accolte positivamente e 40.932 già liquidate. Per chi non ha ancora inviato la richiesta all’Istituto o è in attesa dell’accredito, è fondamentale conoscere le tempistiche corrette, i requisiti esatti e le modalità di erogazione per non perdere l’opportunità. E per chi vuole approfondire sono disponibili ulteriori chiarimenti qui. Ecco i dettagli.
Cos’è e a chi spetta il Bonus nuovi nati
Il bonus nuovi nati è un importante sostegno economico al reddito, erogato una tantum, del valore di 1.000 euro. Questa prestazione spetta per ogni figlio nato, adottato o preso in affidamento preadottivo in una finestra temporale ben precisa: dal 1° gennaio al 31 gennaio 2026.
Per avere diritto all’agevolazione statale, la normativa richiede il rispetto di un preciso limite economico. I genitori interessati devono possedere un ISEE in corso di validità, specifico per prestazioni familiari e per l’inclusione, applicabile al minore al quale si riferisce l’evento. Tale indicatore non deve superare la soglia dei 40.000 euro annui. Un aspetto decisamente vantaggioso riguarda il calcolo dell’ISEE per questa misura: gli importi percepiti a titolo di Assegno Unico, infatti, non vengono conteggiati, facilitando così l’accesso a un numero maggiore di nuclei familiari.
I requisiti legati alla cittadinanza
Oltre al rispetto del requisito economico, l’erogazione del contributo è subordinata al possesso di specifici requisiti di cittadinanza o diritto di soggiorno. Il figlio per cui si richiede l’agevolazione deve avere alternativamente genitori:
- Cittadini italiani
- Cittadini di uno Stato membro dell’Unione Europea, oppure loro familiari, titolari del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente
- Cittadini di Stati extra-UE in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo
- Titolari di permesso unico di lavoro che autorizzi a svolgere regolare attività lavorativa per un periodo superiore a sei mesi
- Titolari di permesso di soggiorno per motivi di ricerca, autorizzati a soggiornare e regolarmente residenti in Italia da più di sei mesi.
La disciplina equipara inoltre ai cittadini italiani anche tutti gli stranieri apolidi, i rifugiati politici o i titolari di protezione internazionale.
Le scadenze da rispettare per la pratica
Le finestre telematiche per presentare l’istanza sono attualmente aperte, ma prevedono termini stringenti stabiliti a pena di decadenza. La documentazione deve essere trasmessa entro 120 giorni dalla data di nascita del minore, oppure dalla data del suo ingresso in famiglia in caso di adozione o affidamento.
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Tuttavia, esiste una deroga fondamentale. Poiché la piattaforma telematica ha aperto ufficialmente i battenti il 14 aprile 2026, tutte le nascite o gli affidamenti adottivi avvenuti prima di questa data beneficiano di una tempistica dedicata: per questi casi, il termine ultimo scade inderogabilmente il 12 agosto 2026. E nel caso in cui in famiglia ci siano più figli interessati, è assolutamente necessario presentare una singola domanda per ogni bambino.
L’istanza può essere inoltrata esclusivamente da un solo genitore. Nel caso di genitori non conviventi, il diritto alla richiesta spetta al genitore che convive effettivamente con il nuovo nato. E se il genitore è minorenne, o incapace di agire, la pratica dovrà essere presentata dal suo genitore (esercente la responsabilità genitoriale) o dal tutore legale, fermo restando che i requisiti saranno verificati in capo al genitore del piccolo.
Come inoltrare la richiesta e metodi di pagamento
Le famiglie hanno a disposizione differenti canali digitali e fisici per trasmettere la documentazione. La via più immediata consiste nel procedere tramite il sito dell’INPS, effettuando l’accesso con le proprie credenziali SPID di livello 2 o superiore, Carta di Identità Elettronica (CIE) 3.0, Carta Nazionale dei Servizi (CNS) o eIDAS. Una volta entrati nell’area privata, il percorso esatto da seguire prevede di cliccare su “Sostegni, Sussidi e Indennità”, procedere nella sezione “Per genitori” e infine selezionare l’opzione “dedicata “Bonus nuovi nati”.
In alternativa al portale web, è possibile utilizzare:
- L’applicazione per smartphone INPS Mobile
- Il Contact Center Multicanale, contattando il numero verde 803.164 (gratuito da rete fissa) o lo 06 164.164 (da rete mobile, a pagamento in base alla tariffa del proprio gestore);
- Gli Istituti di patronato operanti sul territorio.
Durante la compilazione, il richiedente deve obbligatoriamente indicare la modalità di accredito prescelta. Le opzioni valide sono il bonifico domiciliato o l’accredito su un conto corrente dotato di IBAN. Grazie all’integrazione del sistema con il Sistema Unico di Gestione IBAN (SUGI), l’interfaccia proporrà i conti già registrati e utilizzati dall’utente per altre prestazioni previdenziali, lasciando però la libertà di inserirne uno nuovo. Qualora si decida di farsi accreditare la somma su un conto dell’area SEPA al di fuori dell’Italia, è indispensabile allegare il modulo di identificazione finanziaria MV70, scaricabile nell’area Moduli del portale.
Per il bonus nuovi nati 2026, i fondi complessivi stanziati ammontano a 360 milioni di euro, e l’Istituto ha previsto anche specifici strumenti di comunicazione per avvisare gli aventi diritto quando possono procedere con la presentazione della domanda.