Decurtazioni AUU per invalidità: perché succede?

Francesca Ereddia

14 Novembre 2024

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Giungono segnalazioni in merito a delle decurtazioni AUU per invalidità. In sostanza, alcuni fruitori dell’assegno unico che in passato avrebbero ottenuto le maggiorazioni dell’assegno per via di un figlio disabile presente nel nucleo, ora hanno invece subìto delle decurtazioni. In pratica, è come se l’invalidità fosse venuta meno, e quindi hanno dovuto restituire quanto percepito. Ma perché è accaduto?

Decurtazioni AUU per invalidità: il punto della situazione

Sono diverse le ipotesi per le quali potrebbero essersi verificate incongruenze con la situazione di invalidità. Come ci indica la tabella sotto riportata, INPS riconosce ovviamente l’invalidità grave anche nei minori. Non a caso, ai minori spetta anche quella che è denominata “indennità di frequenza”.

Uno dei punti dolenti potrebbe proprio essere tale indennità: l’indennità di frequenza, nel riconoscere l’invalidità grave, potrebbe essere proprio uno dei parametri di erogazione della maggiorazione AUU. Se il minore è sprovvisto da tale indennità, agli occhi di INPS è come se la disabilità non fosse riconosciuta, da qui dunque la decurtazione.
Un altro caso particolare potrebbe riguardare un mancato controllo o una visita saltata per errore. INPS potrebbe avere chiamato questi nuclei per la visita, e non presentandosi alla visita non si è potuto procedere alle verifiche relative all’invalidità. Ricordiamo dunque che non basta la 104 da sola a costituire circostanza che fa entrare nel diritto automatico delle maggiorazioni:  è infatti necessaria l’indennità di frequenza.

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Decurtazioni AUU: le altre ipotesi

Vi sono poi ulteriori casi limite, come quelli:

  • di chi non ha sul portale INPS, l’omologa del tribunale;
  • di chi ha fatto ISEE per togliere l’invalidità (e qui, nessun problema, dato che in teoria sta andando tutto come previsto).

Il caso dell’omologa è problematico, perché INPS da solo non è in grado di visualizzare le omologhe di ciascun richiedente, dato che si tratta di dati sensibili appartenenti a un altro ministero e tutelati dalla privacy. INPS attinge infatti dal portale per la disabilità, ma anche sul portale non è presente l’omologa, che essendo un documento sensibile e personale, non può essere consegnato a terzi.

In tal caso, il richiedente (l’unico soggetto che può entrare in possesso dell’omologa) deve dunque informarsi con INPS circa la consegna della propria omologa o il suo inoltro ai sistemi telematici.

Cos’è l’omologa per l’invalidità?

Lomologa per l’invalidità è un documento amministrativo indispensabile quando si parla di accesso ai sussidi e alle pensioni per queste categorie di persone.


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Con questo atto si va ad attestare  il riconoscimento della condizione di invalidità civile, dando dunque alla persona la possibilità di accedere a una serie di benefici e agevolazioni.

Il decreto di omologa, atto finale della procedura di omologa, viene emesso a seguito di una procedura di accertamenti medici ed amministrativi.

Essendo un atto amministrativo contenente dati sensibili, solo il diretto interessato può entrare in possesso, e dunque è per questo motivo che INPS non ha possibilità di visionarlo e/o caricarlo sui propri sistemi senza il consenso del richiedente.

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