L’ Ecobonus 2026 è una delle misure chiave per favorire l’efficientamento energetico degli edifici in Italia. Prorogato per il 2026 dalla Legge di Bilancio 2026, mantiene le aliquote e i criteri del 2025, con alcune restrizioni per le caldaie a gas, in linea con le normative europee.
Cos’è l’Ecobonus 2026 e quali sono le novità?
L’Ecobonus 2026 è un incentivo fiscale che permette di ottenere delle importanti detrazioni IRPEF per le spese sostenute in interventi di efficientamento energetico. Le caratteristiche principali per il 2026 sono:
- nessuna riduzione delle detrazioni rispetto al 2025: le percentuali rimangono le stesse;
- nessun limite basato sul reddito: non ci sono detrazioni personalizzate in base al reddito familiare;
- restrizioni per le caldaie a gas: non è più possibile incentivare sistemi esclusivamente a combustibili fossili.
L’obiettivo è continuare a stimolare interventi sostenibili, garantendo l’equità fiscale e rispettando i target ambientali europei.
Aliquote Ecobonus 2026: come cambiano le percentuali
Le aliquote fiscali dell’Ecobonus 2026 rimangono invariate rispetto al 2025, continuando a semplificare l’accesso agli incentivi e favorire gli interventi sulle abitazioni principali. Le detrazioni previste per il 2026 sono le seguenti:
- prima casa: detrazione pari al 50% delle spese;
- altri immobili e non residenziali: aliquota ridotta al 36%.
Questa differenziazione continua a riflettere una scelta politica volta a concentrare le risorse sulle abitazioni principali, considerate prioritarie.
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Quali interventi sono agevolati dall’Ecobonus 2026?
Gli interventi incentivabili devono rispettare criteri rigorosi di efficienza energetica e sostenibilità ambientale. Ecco la lista degli interventi ammessi e che possono beneficiare delle detrazioni:
- sostituzione degli impianti di riscaldamento: caldaie a condensazione (non esclusivamente a gas), pompe di calore ad alta efficienza, sistemi ibridi (pompa di calore integrata con caldaia a condensazione), impianti geotermici a bassa entalpia, micro-cogeneratori e generatori a biomassa;
- interventi sull’involucro dell’edificio: cappotto termico e isolamento delle superfici., sostituzione di infissi e finestre, installazione di schermature solari;
- pannelli solari: per la produzione di acqua calda.
Restrizioni per le caldaie a gas
Dal 2025, secondo la Direttiva Case Green, non è più possibile incentivare l’installazione di caldaie alimentate esclusivamente da gas fossile. Verranno privilegiati sistemi più efficienti e sostenibili, come pompe di calore e tecnologie ibride. Questa restrizione rimane valida per il 2026.
Chi è escluso dalla detrazione dell’Ecobonus 2026?
Non tutti i contribuenti possono beneficiare dell’Ecobonus 2026, e conoscere le limitazioni è fondamentale per capire se si ha diritto alla detrazione. Uno dei principali criteri di esclusione riguarda chi non è soggetto al pagamento dell’ Irpef (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche). Con l’abolizione dello sconto in fattura e della cessione del credito , il bonus è fruibile esclusivamente come detrazione fiscale Irpef . Questo implica che sono esclusi:
- incapienti fiscali, ovvero coloro che hanno un reddito così basso da non pagare l’Irpef;
- contribuenti con regime fiscale forfettario , come i titolari di partita IVA che versano un’imposta sostitutiva invece dell’Irpef.
Perché serve la capienza fiscale?
La detrazione dell’Ecobonus agisce direttamente come uno “sconto” sull’Irpef dovuta.
- Esempio: se un contribuente deve pagare 10.000 euro di Irpef nel 2026 e ha diritto a una detrazione di 4.000 euro per lavori eseguiti con l’Ecobonus, pagherà 6.000 euro di imposta (oppure riceverà un rimborso di 4.000 euro se l’Irpef è già stata versata durante l’anno).
Tuttavia, chi non ha abbastanza capienza fiscale potrebbe perdere parte del beneficio. Se l’importo delle detrazioni supera le imposte dovute, si potrà usufruire dello sconto solo fino a copertura dell’Irpef da versare
- Esempio: un contribuente che deve pagare 2.000 euro di Irpef, ma ha diritto a una detrazione di 3.000 euro, potrà utilizzare solo 2.000 euro come sconto e perderà i restanti 1.000 euro.
Questa regola evidenzia l’importanza di valutare attentamente la propria situazione fiscale prima di avviare lavori legati all’Ecobonus, soprattutto se non si dispone di una capienza sufficiente per usufruire della detrazione completa.
Come richiedere l’Ecobonus 2026?
Per ottenere le detrazioni previste dall’Ecobonus, è necessario seguire una procedura specifica:
- verifica preliminare: assicurati che l’immobile e l’intervento rispettino i requisiti previsti dalla normativa;
- progettazione e certificazione: affida la progettazione a tecnici abilitati, che dovranno certificare la conformità degli interventi ai criteri di efficienza energetica;
- domanda all’ Agenzia delle Entrate: presenta la richiesta tramite il portale dedicato, allegando tutta la documentazione richiesta, inclusi fatture e attestati di prestazione energetica (APE);
- conservazione dei documenti: mantieni tutte le ricevute e le certificazioni per eventuali controlli futuri.
L’ Ecobonus 2026 rappresenta un’occasione per migliorare l’efficienza energetica degli edifici, riducendo al contempo le spese e l’impatto ambientale. Le aliquote rimangono invariate rispetto al 2025. Tuttavia, è fondamentale pianificare con attenzione i lavori e affidarsi a professionisti qualificati sarà essenziale per ottenere i massimi benefici.
Come pagare i lavori dell’Ecobonus 2026
Per poter accedere alle detrazioni fiscali previste dall’Ecobonus 2026, è indispensabile rispettare le modalità di pagamento richieste dalla normativa. A seconda della tipologia di contribuente, le modalità di pagamento possono variare:
- Contribuenti non titolari di reddito d’impresa: i pagamenti devono essere effettuati tramite bonifico bancario o postale parlante , riportando: causale specifica del versamento (ad esempio: “Riqualificazione energetica, articolo 1, commi 344-347, legge 296 / 2006”), codice fiscale del beneficiario della detrazione, partita Iva o codice fiscale del soggetto che riceve il pagamento;
- contribuenti titolari di reddito d’impresa: è sufficiente un pagamento tracciabile, che non necessariamente deve essere un bonifico parlante . Tuttavia, è essenziale conservare documentazione idonea, come fatture e ricevute, per dimostrare le spese sostenute in caso di controlli.
L’assenza di documentazione corretta o il mancato rispetto delle modalità di pagamento può comportare la perdita del diritto alla detrazione .
Esempi di calcolo delle detrazioni dell’ecobonus
Per comprendere meglio come calcolare la detrazione spettante con l’Ecobonus 2026, esaminiamo due esempi pratici.
Esempio 1: Prima casa – Sostituzione infissi
Un proprietario di un’abitazione principale (prima casa) decide di sostituire tutti gli infissi e le finestre, sostenendo una spesa complessiva di 27.000 euro. La detrazione prevista per la prima casa nel 2026 è del 50% .
- detrazione totale: 13.500 euro (il 50% di 27.000 euro);
- rimborso annuo: 1.350 euro per 10 anni tramite dichiarazione dei redditi.
Esempio 2: Seconda casa – Cappotto termico
Un proprietario di una seconda casa realizza un cappotto termico sull’involucro esterno, spendendo 115.000 euro. La detrazione per le seconde case è del 36% nel 2026.
- detrazione totale: 41.400 euro (il 36% di 115.000 euro);
- rimborso annuo: 4.140 euro per 10 anni tramite dichiarazione dei redditi.
Domande frequenti sull’Ecobonus 2026
Chi può beneficiare dell’Ecobonus 2026?
Tutti i proprietari o detentori di immobili che effettuano interventi di efficientamento energetico, inclusi condomini e società.
Le spese tecniche sono detraibili?
Sì, le spese di progettazione e certificazione rientrano tra i costi detraibili.
Le caldaie a gas saranno ancora incentivate?
Solo se non alimentate esclusivamente da gas fossile e integrate con sistemi più efficienti (ibridi).
Posso cumulare l’Ecobonus con altri incentivi?
In molti casi sì, ma bisogna rispettare eventuali limiti di cumulabilità specifici.
Chi è escluso dall’Ecobonus 2026?
Sono esclusi coloro che non pagano l’Irpef, come gli incapienti fiscali e i contribuenti in regime forfettario che versano un’imposta sostitutiva. Questo perché l’Ecobonus agisce esclusivamente come detrazione sull’Irpef da versare.
Cosa succede se non ho abbastanza capienza fiscale?
Se le tue imposte da versare sono inferiori all’importo della detrazione spettante, potrai usufruire dell’Ecobonus solo fino a copertura dell’Irpef dovuta. L’eventuale eccedenza non potrà essere recuperata.
Quando riceverò il rimborso delle detrazioni?
Le detrazioni vengono rimborsate in 10 rate annuali di pari importo tramite dichiarazione dei redditi.