È un attacco diretto, quello del Governo e della ministra Calderone, non solo all’Istat ma a tutti coloro che hanno visto scomparire il Reddito di Cittadinanza. L’istituto di statistica aveva infatti certificato come, con l’introduzione dell’Assegno di inclusione e di SFL, fossero peggiorati sensibilmente i redditi disponibili per 850mila famiglie indigenti. Ma stando alla rappresentante dell’esecutivo, la valutazione Istat sarebbe errata. Insomma, il Governo Meloni rivendica il successo delle nuove misure assistenziali. Ignorando tuttavia la realtà dei fatti. Vediamo qui sotto i dettagli.
L’attacco di Governo all’Istat
Ennesima uscita evitabile, quella del Governo nei confronti dei cittadini italiani. Perché attaccando l’Istat, l’esecutivo di destra ha indirettamente ignorato le difficoltà di centinaia di migliaia di famiglie. Costrette a perdere il RdC, o ricevere meno soldi, per effetto dell’introduzione delle due misure ‘alternative’, Assegno di inclusione e Supporto Formazione e Lavoro.È stata Marina Calderone, ministra del Lavoro e delle Politiche sociali, a respingere bellamente le conclusioni stilate dall’Istat, affermando che il RdC “non è comparabile con gli strumenti che noi abbiamo messo in campo”. E sulla scia delle valutazioni della sua vice, Maria Teresa Bellucci – che aveva parlato di “un’errata valutazione del dato”, Calderone ha rincarato la dose, finendo per attaccare il primo Governo Conte.
Stando alla ministra, infatti, il Governo del leader 5Stelle avrebbe “fallito rispetto agli obiettivi, perlomeno quello di promuovere le politiche attive, quindi l’inserimento lavorativo delle persone. In questi termini 35 miliardi di investimento non hanno prodotto dei risultati consistenti, certi, in termini di occupazione, ma invece hanno prodotto un accompagnamento nel mantenimento del sussidio”. Nessun riferimento, dunque, alle migliaia di non occupabili che a causa dei criteri più stringenti – introdotti dall’Adi e da SFL – hanno perso qualsiasi aiuto. Né si è parlato di coloro che prendevano il Reddito pur lavorando, a causa di stipendi troppo bassi.
La protesta delle opposizioni
Insomma, pare che l’esecutivo si ostini a negare la realtà. Finendo per rivendicare successi che sulla carta, come tanti italiani sanno, non esistono proprio. Per i deputati M5S, Valentina Barzotti, Davide Aiello, Dario Carotenuto e Riccardo Tucci, la ministra Calderone “ha perso l’occasione per tacere”. Perché i 35 miliardi che cita sono andati solo in parte ai cosiddetti ‘occupabili’, che erano un terzo del totale dei beneficiari. La maggioranza dei percettori del Reddito, invece, erano poveri assoluti inabili al lavoro, quindi bambini, anziani, e disabili.
Inoltre, hanno aggiunto i deputati M5S in commissione lavoro, “purtroppo la ministra ha scarsa attinenza con studi e dossier, ma le sarebbe bastato sfogliare quello del suo stesso Ministero per scoprire che 258mila percettori di RdC nel 2020, 314mila nel 2021 e 297mila nel 2022 hanno avviato un nuovo rapporto di lavoro mentre erano in misura. Altro che ‘fannulloni’ e ‘divanisti’”.
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Un insulto ai lavoratori poveri
Infine è arrivato l’attacco più pesante: se Calderone “cerca i colpevoli del mancato funzionamento delle politiche attive del lavoro alzi il telefono e chiami i presidenti di Regione di Centrodestra, che hanno boicottato il ‘Piano straordinario di potenziamento dei Centri per l’impiego varato nel 2019 dal Conte I propedeutico alla presa in carico dei percettori del Reddito…è sconcertante che una ministra del Lavoro e pure delle Politiche sociali parli in questo modo; lo è ancor di più dopo i numeri diffusi ieri dall’ISTAT che certificano il fallimento dell’Adi. Piuttosto, Calderone e il governo tutto chiedano scusa per aver fatto macelleria sociale ottenendo come unico risultato il record storico di poveri assoluti”.
Ma dubitiamo fortemente che le scuse del Governo arriveranno. Perché in fondo, il modus operandi è sempre lo stesso. Provare a negare la realtà con proclami roboanti, sperando che i cittadini comuni, o chi li rappresenta in Parlamento, non si sprechino a verificare i fatti. Ma siccome la gente non arriva a fine mese, oggi, le affermazioni di Calderone suonano come un’inaccettabile presa in giro. Un insulto all’intelligenza e alla dignità di migliaia di lavoratori.