Multe autovelox non omologati: ora cambia tutto. Niente sanzioni se il Comune non è in regola

Redazione

13 Giugno 2026

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La disciplina riguardante il controllo della velocità sulle strade italiane affronta una svolta decisiva. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha infatti firmato il nuovo decreto che ridefinisce radicalmente le procedure per l’accertamento delle infrazioni. Stop all’uso spregiudicato di autovelox non conformi: per i Comuni non sarà più possibile esigere il pagamento delle sanzioni se le apparecchiature non rispettano i rigorosi requisiti tecnici imposti dallo Stato. Questa novità incide in modo diretto sulla validità delle sanzioni e apre la strada a numerosi ricorsi per le multe da autovelox non omologati, soprattutto in presenza di multe ritenute illegittime. Vediamo qui sotto tutti i dettagli.

Cosa cambia con il nuovo decreto del Ministero

Il recente provvedimento fissa regole severe per tutte le apparecchiature destinate al rilevamento della velocità. I Comuni dovranno adeguarsi a standard estremamente rigidi, poiché l’obiettivo della norma è garantire l’affidabilità delle misure, la tracciabilità delle verifiche e la solidità giuridica degli accertamenti.

In base al testo, nessun ente locale può riscuotere una sanzione se l’autovelox non è dotato di una certificazione tecnica assoluta. Non sono più sufficienti le autorizzazioni provvisorie o le semplici carte temporanee. Il dispositivo deve essere perfetto, testato e tracciato in ogni sua componente.

La differenza tecnica tra approvazione e omologazione

Uno dei nodi centrali della nuova normativa risiede nella netta distinzione tra due procedimenti amministrativi spesso confusi dalle amministrazioni locali:

  • Approvazione: equivale a un permesso temporaneo concesso a un prototipo per testare la corretta lettura delle targhe in condizioni stradali ottimali
  • Omologazione: rappresenta il timbro ufficiale e definitivo che certifica il rispetto permanente di tutti i parametri scientifici e legali, in qualsiasi condizione atmosferica.

Senza l’omologazione, quindi, l’accertamento stradale perde qualsiasi valore giuridico. In precedenza la magistratura si era già espressa duramente contro l’uso di macchinari privi di certificazione ufficiale. E la Suprema Corte ha infatti difeso i conducenti attraverso importanti pronunce, come la recente ordinanza 26521/2025 e la precedente ordinanza 10505/2024, che hanno sancito l‘illegittimità delle sanzioni tramite dispositivi sprovvisti di formale omologazione statale, in linea con le precedenti disposizioni di legge sugli autovelox.

Il caos dei Comuni e i numeri sui dispositivi fuorilegge

La nuova stretta rischia di creare un vero e proprio terremoto finanziario per le casse dei municipi italiani. Secondo i recenti dati diffusi da Assoutenti, la situazione sul territorio nazionale è allarmante:


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  • Il 71% dei rilevatori di velocità installati e registrati sulla piattaforma ministeriale risulta non in regola sotto il profilo dell’omologazione
  • Molti verbali emessi finora poggiavano su fondamenta tecnologiche del tutto illegittime e instabili.

I sindaci dovranno necessariamente correre ai ripari per rimettere a norma la strumentazione, dato che il decreto non fa sconti: impone l’obbligo di sottoporre a test tecnici, tarature e verifiche di funzionamento tutti quei dispositivi che possiedono un’autorizzazione antecedente all’anno 2017.

Come evitare le multe autovelox non omologati: ricorsi e tempi tecnici

La normativa offre alle amministrazioni locali e ai produttori di tecnologie stradali una via d’uscita burocratica per evitare il collasso totale del sistema di controllo. I soggetti interessati possono inviare i documenti integrativi direttamente agli uffici competenti.

I tecnici statali avranno a disposizione un tempo massimo di 60 giorni per valutare le pratiche, esprimere il giudizio definitivo e rilasciare l’omologazione finale. Durante questa delicata fase di transizione, gli automobilisti dovranno prestare la massima attenzione ai verbali ricevuti. In caso di notifiche sospette o di accertata assenza di omologazione, resta ferma la possibilità di impugnare la sanzione davanti al Giudice di Pace per far valere i propri diritti e ottenere l’annullamento della sanzione, tenendo conto anche dei termini di prescrizione delle multe.